Agrigento – Sodano diffida AICA, ma non per Maddalusa: L’ì il problema diventa “irrisolvibile”. E intanto si presenta in piazza tra chi protesta. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

AGRIGENTO – AICA viene diffidata per la crisi idrica di Agrigento. Il sindaco Michele Sodano denuncia le case a secco, le perdite, i ritardi e chiede agli altri sindaci della provincia di riunirsi urgentemente. Ma quando si pronuncia una parola precisa, Maddalusa, la musica cambia completamente.
Per tutto il resto AICA deve intervenire. Per Maddalusa, invece, la soluzione sembrerebbe non esserci.
Ed è questa la contraddizione politica che ormai non può essere nascosta dietro post, fotografie, assemblee e manifestazioni.
Oggi Sodano si è presentato in mezzo ai cittadini che protestavano per l’acqua. Ha ascoltato, parlato, spiegato di essere dalla loro parte. Un’operazione politicamente efficace per provare a governare e, inevitabilmente, disinnescare la protesta.
Ma essere in mezzo alla folla non significa automaticamente risolvere i problemi della folla.
E per Maddalusa il problema resta esattamente dov’era.
AICA viene diffidata. Maddalusa no
Nel suo ultimo intervento pubblico Sodano afferma di avere inviato una diffida formale ad AICA perché Agrigento «non resiste più».
Il sindaco parla di abitazioni senz’acqua, perdite, turnazioni e ritardi.
Poi arriva Maddalusa e cambia registro.
Per quella zona viene richiamato soltanto il meccanismo straordinario destinato ad alcune situazioni di fragilità.
Ma per tutti gli altri residenti?
Nulla.
È come se Maddalusa fosse stata ormai classificata politicamente come un problema senza soluzione.
Eppure proprio il caso Ravanusa ha dimostrato che, quando un sindaco ritiene di trovarsi davanti a un’emergenza, può assumersi la responsabilità politica di adottare provvedimenti straordinari, naturalmente sottoposti poi alle verifiche previste dall’ordinamento.
A Ravanusa Salvatore Pitrola ha firmato.
E Ismaele La Vardera ha applaudito.
Ad Agrigento, invece, si continua a spiegare perché non si può fare.
Ma chi governa oggi Agrigento?
C’è poi una questione politica che sarebbe ipocrita ignorare.
La maggioranza che governa oggi Agrigento comprende sensibilità politiche e ambientaliste che sull’abusivismo edilizio hanno storicamente sostenuto posizioni molto rigide.
Nella compagine amministrativa e nell’area politica che sostiene Sodano convivono esponenti e sensibilità riconducibili alla sinistra, al PD e all’ambientalismo.
E allora la domanda diventa inevitabile: davvero qualcuno pensa che questa amministrazione possa trasformarsi nella protagonista di una battaglia politica in difesa delle abitazioni abusive di Maddalusa?
Probabilmente no.
Ma qui sta l’equivoco che Report Sicilia continua a denunciare: nessuno sta chiedendo al sindaco di difendere le case abusive. Gli si sta chiedendo di difendere le persone che dentro quelle case vivono.
Sono due cose completamente differenti.
Le case eventualmente si demoliscano. Ma oggi dentro ci sono persone
Se gli immobili di Maddalusa sono abusivi e non sanabili, si proceda secondo legge.
Se esistono ordinanze di demolizione da eseguire, vengano eseguite.
Se la Regione, il Comune, la Soprintendenza o la magistratura ritengono che determinati edifici debbano essere abbattuti, ciascuno eserciti le proprie competenze.
Ma fino al giorno in cui quelle case resteranno in piedi e saranno abitate da cittadini che lì hanno persino la propria residenza, quelle persone devono bere, lavarsi e utilizzare i servizi igienici.
Non è una battaglia per l’abusivismo.
È una battaglia per distinguere l’abuso edilizio dall’essere umano.
Due autobotti: una proposta alla quale ancora nessuno risponde
Giuseppe Di Rosa lo ripete ormai da settimane.
Non si chiede ad AICA di realizzare nuovi allacci.
Non si chiede di riconoscere alcuna regolarità urbanistica.
Non si chiede al Comune di sanare immobili.
La proposta è molto più semplice: collocare una o due autobotti della Protezione civile in punti pubblici e accessibili di Maddalusa e consentire ai residenti di prelevare l’acqua con i propri recipienti.
Lo stesso Sodano, nel post pubblicato oggi, scrive che la Protezione civile comunale ha già messo a disposizione un’autobotte «per portare sollievo dove l’acqua non arriva».
Benissimo.
Allora la domanda diventa ancora più semplice:
perché non può portare sollievo anche a Maddalusa?
Se esiste una norma che impedisce persino a un residente di prendere dell’acqua da un’autobotte collocata su suolo pubblico, venga indicata.
E AICA non è un soggetto estraneo al Comune
C’è un altro elemento che continua ad essere dimenticato.
Il Comune di Agrigento è uno dei maggiori soci di AICA.
Non può quindi essere raccontata ai cittadini la favola di un Comune completamente impotente contrapposto a una società lontana e indipendente.
E la recente smentita di Siciliacque sul caso Ravanusa ha chiarito ulteriormente le competenze: il gestore del servizio idrico integrato è AICA, mentre Siciliacque opera come gestore di sovrambito e fornitore all’ingrosso. Siciliacque ha inoltre escluso proprie responsabilità sulla gestione del pozzo di Cianciaramito.
Se dunque AICA è il problema, Sodano utilizzi il peso politico del Comune dentro AICA.
Chieda un cambio della governance.
Porti la questione davanti all’assemblea dei sindaci.
E se ritiene che il sistema sia ormai irriformabile, apra pubblicamente una discussione sulle alternative consentite dalla legge.
La piazza non può diventare un anestetico
La presenza del sindaco alla protesta di oggi è certamente legittima.
Ma presenta anche un cortocircuito politico singolare: il sindaco protesta insieme ai cittadini contro un problema che, almeno in parte, è chiamato egli stesso ad affrontare nelle sedi istituzionali.
Stare in mezzo alla gente può servire ad ascoltare.
Può servire a condividere una difficoltà.
Ma non può trasformarsi nell’anestetico con cui si placa momentaneamente la protesta mentre le decisioni vengono rinviate.
Un sindaco non è un semplice manifestante.
È il sindaco.
Ed è questa la differenza fondamentale.
Maddalusa rischia di diventare il vero banco di prova della giunta Sodano
La questione ormai supera persino AICA.
Maddalusa sta diventando il luogo nel quale questa amministrazione dovrà dimostrare quale principio intende mettere al primo posto.
La legalità urbanistica deve essere rispettata? Certamente.
Gli abusi vanno perseguiti? Certamente.
Gli immobili insanabili, quando ne ricorrono tutti i presupposti, devono essere demoliti? Si applichi la legge.
Ma assetare le persone non è una politica urbanistica.
Ed è precisamente qui che Sodano deve scegliere.
Non gli viene chiesto di salvare una casa.
Gli viene chiesto di trovare una soluzione per dare acqua a chi dentro quella casa oggi vive.
Perché, mentre la politica discute, le persone hanno sete.
E dopo settimane di riunioni, tavoli, comunicati, post, fotografie e dichiarazioni, la domanda resta ancora terribilmente semplice:
Sindaco Sodano, per tutta Agrigento diffida AICA. Per Maddalusa, invece, cosa intende fare?
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

