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Agrigento – Tentato omicidio a San Leone, l’inchiesta entra nei cellulari: Sotto esame i telefoni dei protagonisti della notte di sangue

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Agrigento – Tentato omicidio a San Leone, l’inchiesta entra nei cellulari: Sotto esame i telefoni dei protagonisti della notte di sangue. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.

Cosa sta succedendo

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Le indagini sulla violenta rissa avvenuta nella notte tra l’1 e il 2 agosto a San Leone entrano adesso in una fase particolarmente delicata. Gli investigatori puntano anche sui telefoni cellulari per cercare nuovi elementi in grado di ricostruire ciò che accadde prima, durante e dopo l’accoltellamento del diciassettenne agrigentino raggiunto da otto fendenti.

La vicenda che ha sconvolto la movida agrigentina non si è dunque conclusa con l’arresto del ventiseienne di origine gambiana accusato di tentato omicidio, rissa e porto di oggetti atti ad offendere.

Gli accertamenti proseguono e l’attenzione degli inquirenti si concentra ora anche sul contenuto dei dispositivi telefonici riconducibili ai protagonisti della vicenda.

Secondo quanto riportato da AgrigentoNotizie, è stato disposto l’esame dei cellulari nell’ambito dell’inchiesta sulla rissa e sul successivo accoltellamento.

Un passaggio investigativo che potrebbe consentire di recuperare messaggi, chiamate e altri elementi utili a comprendere meglio i rapporti tra i soggetti coinvolti e, soprattutto, quello che potrebbe essere accaduto nelle ore immediatamente precedenti alla violenta colluttazione.

una notte iniziata in piazzale Giglia e finita nel sangue

I fatti risalgono alla notte tra l’1 e il 2 agosto.

La rissa si sviluppò tra piazzale Giglia e viale dei Giardini, nel cuore di San Leone.

A rimanere gravemente ferito fu un ragazzo di appena 17 anni, raggiunto da otto coltellate al torace, al dorso e al braccio destro. Il giovane arrivò in ospedale in condizioni estremamente gravi, con una lesione al colon, e venne sottoposto a un delicato intervento chirurgico.

L’operazione dei medici si rivelò decisiva e nei giorni successivi arrivò la notizia più importante: il diciassettenne è stato dichiarato fuori pericolo.

Nella stessa rissa rimase ferito anche un ventenne agrigentino, raggiunto da una coltellata al ginocchio sinistro e successivamente sottoposto a intervento chirurgico per una lesione tendino-rotulea.

le telecamere hanno già raccontato una parte della storia

Una prima ricostruzione della notte è stata possibile attraverso le immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona.

Dai filmati, secondo quanto emerso dalle indagini, si vedrebbe il ventiseienne attraversare la strada e sedersi su una panchina nei pressi di piazzale Giglia. Poco dopo un gruppo di giovani si sarebbe diretto verso di lui.

Le immagini mostrerebbero anche uno dei ragazzi con un oggetto in mano mentre due ragazze tentavano di trattenerlo.

Intorno alle 3.40 le telecamere avrebbero poi ripreso il ventiseienne con un coltello in pugno.

Dopo le prime schermaglie l’uomo sarebbe fuggito in direzione di un locale di viale dei Giardini. Proprio davanti all’attività commerciale sarebbe esplosa la colluttazione vera e propria, al termine della quale il diciassettenne e il ventenne rimasero feriti.

Il ventiseienne si presentò successivamente alla caserma dei carabinieri di Villaggio Mosè, accompagnato dal padre della fidanzata, sostenendo di avere reagito perché si sarebbe sentito minacciato e in pericolo.

Una versione sulla quale sono in corso gli accertamenti dell’autorità giudiziaria.

nell’inchiesta anche altri giovani

Ma la vicenda giudiziaria si è progressivamente allargata.

Oltre al ventiseienne arrestato, risultano coinvolti nell’inchiesta anche altri giovani.

Le due persone rimaste ferite erano già risultate indagate per rissa. Successivamente è emersa anche la posizione di un altro giovane, un diciannovenne agrigentino, amico del diciassettenne accoltellato e indicato come colui che per primo avrebbe chiamato i soccorsi.

Il giovane era stato inizialmente ascoltato dai carabinieri come testimone, ma gli investigatori avrebbero rilevato alcune incongruenze fra la sua ricostruzione e quanto mostrato dalle telecamere.

La sua posizione è quindi finita sotto la lente degli inquirenti con ipotesi di favoreggiamento e false dichiarazioni al pubblico ministero.

adesso possono parlare i telefoni

Ed è proprio in questo quadro che assume particolare importanza l’esame dei cellulari.

Le immagini delle telecamere possono raccontare quello che materialmente avvenne in strada. I telefoni, invece, potrebbero eventualmente aiutare gli investigatori a capire cosa accadde prima.

L’obiettivo degli accertamenti è verificare se nei dispositivi possano essere presenti elementi utili all’indagine: comunicazioni tra i protagonisti, contatti avvenuti nelle ore precedenti o successive alla rissa e ogni altro dato acquisibile secondo le procedure disposte dall’autorità giudiziaria.

Saranno naturalmente gli accertamenti tecnici e le successive valutazioni degli inquirenti a stabilire se dai dispositivi emergeranno elementi realmente rilevanti.

resta da chiarire il motivo dello scontro

È probabilmente questo uno dei punti centrali ancora da definire.

Perché quella notte si arrivò a uno scontro di tale violenza?

Le telecamere hanno consentito di ricostruire una parte importante della dinamica. Le testimonianze sono state confrontate e, in almeno un caso, gli investigatori avrebbero rilevato elementi non perfettamente coincidenti con quanto documentato dalle immagini.

Adesso toccherà anche agli accertamenti sui cellulari contribuire eventualmente a completare il mosaico.

L’inchiesta dovrà stabilire responsabilità individuali e condotte di ciascuno, distinguendo ciò che è avvenuto prima della rissa da quanto accaduto durante la colluttazione.

Una certezza, fortunatamente, c’è già: il diciassettenne che quella notte rischiò di perdere la vita è fuori pericolo.

Il resto dovrà essere ricostruito dagli investigatori e valutato dalla magistratura, nel rispetto della presunzione di innocenza delle persone coinvolte fino a eventuale sentenza definitiva.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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