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Agrigento, sui rifiuti il “video verità” di Di Rosa trova riscontro negli atti: Il Comune dispone interventi urgenti in 11 discariche

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Agrigento, sui rifiuti il “video verità” di Di Rosa trova riscontro negli atti: Il Comune dispone interventi urgenti in 11 discariche. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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La polemica sui rifiuti ad Agrigento adesso ha un documento ufficiale sul quale confrontarsi. E questa volta non si tratta di fotografie pubblicate sui social, dichiarazioni politiche o interpretazioni giornalistiche: è una determina del Comune di Agrigento dell’11 agosto 2026.

La Determinazione dirigenziale n. 2444 Determina+Dirigenziale+2026-2444 dispone infatti interventi straordinari di raccolta dei rifiuti abbandonati in 11 discariche a cielo aperto, affidandoli alla RTI composta da ISEDA srl e SEA srl per complessivi 6.191,67 euro IVA compresa.

Un atto che arriva dopo giorni di polemiche, segnalazioni dei cittadini e soprattutto dopo il “video verità” di Giuseppe Di Rosa, con il quale era stato contestato il tentativo di ridurre il problema dei rifiuti esclusivamente a una questione di inciviltà o di comportamenti di determinate comunità presenti sul territorio.

E la parte più importante della determina è proprio quella che spiega perché il Comune ritiene necessario intervenire.

Non semplici sacchetti: il Comune certifica 11 discariche abusive

Nell’atto gli uffici comunali richiamano innanzitutto le segnalazioni arrivate all’Ufficio Ecologia. Ma non si fermano alle segnalazioni.

La determina specifica che la Polizia Locale – Nucleo Ambientale e il Direttore Operativo hanno effettuato le verifiche, accertando formalmente l’esistenza di 11 discariche abusive.

E vengono indicate una per una:

via Alletto, via Barone, via Gioeni, via Belguardo, via Gallo/Giambertoni, via Neve (ex Salita Cognata), Piano Sanzo, vicolo Bombace, via Maddalusa, piazzale Ugo La Malfa e via Universo.

Questo è il primo dato che difficilmente può essere liquidato come polemica politica: non lo dice Di Rosa, lo certificano gli uffici del Comune dopo gli accertamenti della Polizia Locale e del Direttore Operativo.

Il passaggio ancora più pesante: «rischio incendi» e condizioni igienico-sanitarie

Ma c’è dell’altro.

Il documento spiega che, considerate anche le alte temperature estive, è stata ravvisata la necessità di intervenire con urgenza per rimuovere i rifiuti.

Le motivazioni riportate sono tre: evitare il rischio incendi, ripristinare le condizioni igienico-sanitarie dei luoghi e garantire il decoro urbano.

Esattamente il nodo sul quale Di Rosa aveva insistito pubblicamente: quando gli accumuli raggiungono determinate dimensioni, il problema non può più essere raccontato soltanto come quello del cittadino incivile che abbandona un sacchetto.

L’incivile deve essere individuato e sanzionato. Su questo non esistono attenuanti.

Ma quando si arriva a parlare ufficialmente di discariche abusive, rischio incendi e necessità di ripristinare condizioni igienico-sanitarie, siamo davanti anche a un problema che richiede l’intervento dell’amministrazione e del servizio pubblico.

E oggi non è più un’opinione.

È scritto nella determina.

Le dichiarazioni dell’assessore e la comunità senegalese

Il documento assume ancora maggiore rilevanza se letto alla luce delle dichiarazioni rese nei giorni scorsi dall’assessore all’Ambiente Giuseppe Riccobene.

Nel tentativo di affrontare il problema dell’abbandono dei rifiuti, l’assessore aveva indicato la comunità senegalese come esempio positivo di integrazione e corretta raccolta differenziata.

Nessuno mette in discussione il diritto – anzi, l’opportunità – di valorizzare chi rispetta le regole, indipendentemente dalla provenienza.

Il problema nasce quando un simile confronto rischia di trasformarsi, anche involontariamente, in una generalizzazione nei confronti degli agrigentini che vivono nelle zone interessate dal degrado.

Perché gli agrigentini residenti in quelle strade non possono essere considerati automaticamente responsabili dei cumuli di spazzatura che si trovano sotto le loro abitazioni.

Ed è proprio qui che il “video verità” di Di Rosa aveva posto una domanda semplice: siamo davvero sicuri che tutto ciò che vediamo nelle strade possa essere spiegato esclusivamente attraverso l’inciviltà dei residenti?

La determina dell’11 agosto dimostra almeno una cosa certa: il Comune ha riconosciuto formalmente un’emergenza tale da rendere necessari interventi straordinari in 11 siti.

Perché serve un intervento “straordinario”?

C’è poi un dettaglio amministrativo tutt’altro che secondario.

Il contratto ordinario del servizio rifiuti contempla anche la possibilità di effettuare servizi accessori, tra cui le bonifiche di siti caratterizzati dalla presenza di rifiuti inerti, pneumatici, rifiuti pericolosi o combusti abbandonati in luoghi pubblici. Per questi interventi devono essere concordate modalità e costi e deve essere assunto uno specifico impegno di spesa.

Ed è esattamente ciò che viene fatto.

Il responsabile del Settore 6, dott. Giovanni Mantione, scrive nella determina:

«Vista la necessità e l’urgenza dell’esecuzione dei lavori», dispone l’affidamento degli interventi straordinari sulle 11 discariche per 6.191,67 euro.

La domanda politica, quindi, rimane: se il problema fosse stato esclusivamente quello dei cittadini che non differenziano correttamente, perché oggi è necessario ricorrere a interventi straordinari e a un’ulteriore spesa pubblica per bonificare undici discariche?

Le due cose, naturalmente, possono coesistere: esistono comportamenti incivili e contemporaneamente esiste la responsabilità dell’amministrazione di organizzare controlli, raccolta e rimozione tempestiva degli accumuli.

È proprio questo che Di Rosa aveva sostenuto.

Di Rosa aveva sollevato il problema, ma sono arrivate ancora una volta le offese

C’è infine un aspetto che non può essere ignorato.

Dopo la pubblicazione del video, Giuseppe Di Rosa è stato nuovamente bersaglio sui social di attacchi e offese personali da parte di soggetti che, invece di entrare nel merito dei dati e delle questioni sollevate, hanno preferito trasformare il confronto in una delegittimazione personale.

Oggi, però, c’è un atto amministrativo.

Ed è con gli atti che dovrebbe confrontarsi chi vuole discutere seriamente.

Di Rosa aveva sostenuto che il problema non potesse essere liquidato semplicemente additando gli incivili e che la situazione presente in diverse zone della città richiedesse un intervento concreto dell’amministrazione.

L’11 agosto il Comune dispone interventi straordinari su 11 discariche, parla di urgenza, di rischio incendi, di condizioni igienico-sanitarie da ripristinare e mette sul tavolo altri 6.191,67 euro.

Questi sono fatti documentati.

Il problema adesso è capire perché si sia arrivati a questo punto

La determina, tuttavia, non chiude la vicenda. Al contrario, apre ulteriori interrogativi.

Per quanto tempo erano presenti quei rifiuti?

Quando sono arrivate le prime segnalazioni?

Quanto tempo è trascorso tra le segnalazioni, gli accertamenti e la decisione di procedere alla bonifica?

E soprattutto: perché bisogna aspettare che un accumulo diventi una discarica a cielo aperto, con tanto di rischio incendi e problemi igienico-sanitari, prima di intervenire?

Sono domande alle quali l’amministrazione dovrebbe rispondere.

Perché perseguire chi sporca è sacrosanto. Installare fototrappole può essere utile. Effettuare controlli è indispensabile.

Ma una città non può vivere in un ciclo infinito nel quale si abbandonano rifiuti, si forma una discarica, si spendono altri soldi per bonificarla e pochi giorni dopo tutto ricomincia.

Ed è per questo che torna attuale anche la proposta avanzata da Di Rosa sulla creazione di un nucleo di ispettori ambientali, con una presenza capillare sul territorio capace soprattutto di prevenire gli abbandoni e segnalare immediatamente le criticità.

Alla fine restano gli atti

Le polemiche passano. I commenti social passano. Le offese personali, purtroppo, rimangono.

Ma rimangono soprattutto gli atti.

E la determina n. 2444 dell’11 agosto 2026 dice che ad Agrigento sono state accertate 11 discariche abusive e che per rimuoverle è necessario un intervento straordinario urgente da 6.191,67 euro, motivato anche dalla necessità di scongiurare incendi e ripristinare le condizioni igienico-sanitarie.

Questa volta non è Giuseppe Di Rosa a dirlo.

È il Comune di Agrigento.

E forse, prima di distribuire gratuitamente l’ennesima dose di insulti contro chi pone domande scomode, sarebbe meglio aspettare gli atti.

Perché ancora una volta, arrivati gli atti, quelle domande si sono rivelate tutt’altro che campate in aria.

Dopo le parole, il video: Di Rosa mostra le immagini di via Vallicaldi e via Boccerie e contesta l’«esempio di civiltà» sulla raccolta differenziata

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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