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Agrigento – L’Amministrazione Dalacchi predilige tassare i cittadini anziché promuovere lo stato di calamità naturale in favore delle imprese agricole del territorio colpite dalla eccezionale ondata di calore – Seconda trilogia: PEF e TARI.

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Agrigento – L’Amministrazione Dalacchi predilige tassare i cittadini anziché promuovere lo stato di calamità naturale in favore delle imprese agricole del territorio colpite dalla eccezionale ondata di calore – Seconda trilogia: PEF e TARI.. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Proseguendo con la seconda trilogia, si evidenzia che il secondo e terzo punto
dell’ordine del giorno del consiglio comunale di venerdì 31 luglio riguardavano la
materia dei rifiuti. Il consiglio comunale ha approvato il Piano economico finanziario
(PEF) 2026- 2029 e la TARI 2026 per un importo di euro 1.603.000.
L’Amministrazione Dalacchi si è affrettata, subito dopo, a pubblicare spot pubblicitari
per comunicare la riduzione dell’importo rispetto a quello del 2025. Ma c’è poco da
esultare. La riduzione poteva essere maggiore se l’Amministrazione avesse gestito la
materia in maniera efficiente, seguendo le proposte dell’opposizione. Ma così non è
stato!
Con una popolazione in costante decremento demografico l’Amministrazione
avrebbe dovuto rivedere le modalità di espletamento dei servizi da inserire nel nuovo
bando di gara in modo da ridurne il costo complessivo. E’ evidente che se il numero
dei cittadini si riduce costantemente a parità di costo la TARI è destinata ad
aumentare. L’Amministrazione Dalacchi non ha mosso un solo dito per rivedere i
servizi da inserire nel nuovo bando e ridurre il costo annuale della TARI, l’importo a
base d’asta addirittura prevede costi superiori rispetto a quelli del vecchio contratto.
La conseguenza è che i cittadini nei prossimi anni verranno a pagare di più.
L’Amministrazione Dalacchi aveva promesso in campagna elettorale che avrebbe
gestito il servizio in forma diretta, attraverso la costituzione di una apposita società,
ma la promessa è rimasta solo uno spot elettorale, non si è tradotta in realtà.
Quindi, c’è poco da giubilare! Le prospettive future del costo della TARI, purtroppo,
per l’incapacità gestionale dell’Amministrazione Dalacchi, saranno in costante
aumento.
Pertanto, l’importo della TARI per l’anno 2026 non si ascrive alla capacità gestionale
degli attuali amministratori di avere migliorato le entrate del Comune, ma deriva
semplicemente da una diversa modalità di calcolo della redazione del PEF 2026-2029,
scaturente dalla deliberazione ARERA n.397/2025.
MANCATA RISCOSSIONE CONTRIBUTI DERIVANTI DALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA
Dopo oltre due anni di Amministrazione Dalacchi la riscossione del contributo
derivante dalla raccolta differenziata è pari a zero. Inoltre, la raccolta differenziata
non raggiunge l’obiettivo del 65% previsto dalla normativa di settore con la
conseguenza che si portano più rifiuti in discarica con maggiori costi a carico degli
utenti e con perdita del contributo regionale erogato ai comuni virtuosi. Dai dati
riportati nella relazione del Sindaco che accompagna il PEF 2026-2029 la percentuale
di R.D. si è fermata al 57,31% nell’anno 2022, al 57,22% nel 2023 e al 54,2% nel 2024.
Con l’insediamento dell’Amministrazione Dalacchi la raccolta differenziata non è
aumentata, anzi è diminuita. L’Amministrazione avrebbe dovuto applicare al gestore
le penali previste dal capitolato d’oneri, ma è rimasta inadempiente, rendendosi
responsabile di danno erariale. Dalla relazione al PEF (pag.18) si legge: per quanto
riguarda le entrate derivanti da procedure sanzionatorie il dato è pari zero. Anche il
recupero dell’evasione è pari a zero. Un disastro gestionale su tutte le linee. Ma di
questo l’Amministrazione Dalacchi non informa i cittadini.
RISCOSSIONE TARI E ACCANTONAMENTI CREDITI
La percentuale della riscossione della TARI durante la gestione dell’Amministrazione
Dalacchi non è migliorata, anzi è peggiorata. I cittadini che pagano regolarmente il
tributo sono costretti a supportare il costo anche di quelli che non lo pagano. Il costo
aggiuntivo iscritto nel PEF per l’anno 2026, che sarà a carico anche dei cittadini che
hanno già pagato la TARI, ammonta ad euro 219.000.
L’Amministrazione comunale non spiega il motivo della riduzione della TARI. Essa non
nasce da un migliore risultato dell’Amministrazione comunale sul fronte delle entrate.
Se la TARI degli anni 2024 e 2025 fosse stato riscossa per intero ammontare o in una
percentuale superiore a quella degli anni decorsi, se fossero state acquisite le entrate
della raccolta differenziata, se fosse stato acquisito il contributo premiale della
Regione ed, infine, fossero state applicate le penali al gestore previste dal capitolato
d’oneri, il costo complessivo della TARI sarebbe stato notevolmente inferiore. Ma di
tutto questo il Sindaco non ritiene di informare i cittadini.
IPOTESI DI FALSO IN ATTO PUBBLICO
Nella relazione di accompagnamento al PEF firmata dal Sindaco Dalacchi, a pag. 5/18,
si legge: “Non possono essere indicati quali siano gli impianti di chiusura del ciclo del
gestore integrato…….. in quanto la Regione ABRUZZO non ha ancora individuato gli
impianti di chiusura del ciclo”. Il Sindaco firma un documento, ma non si accorge
all’interno di esso che viene indicata la denominazione di un’altra Regione diversa
dalla Sicilia. Inoltre, a pag. 7/18, della stessa relazione si afferma: “Il comune di NARO
dichiara, che alla data di predisposizione della presente documentazione, di non
trovarsi in situazione di disquilibrio strutturale di bilancio (quali situazione di
dissesto; di c.d. dissesto guidato, di procedura di riequilibrio finanziario
pluriennale)”. Il Sindaco, quindi, in pieno contrasto con lo stato dei fatti e degli atti,
attesta che il comune di Naro non si trova in stato di dissesto finanziario.
Un’affermazione grave suscettibile di integrare gli estremi di falso in atto pubblico.
Quindi, come già accaduto in altre circostanze, il Sindaco o non legge i documenti che
gli vengono sottoposti per la firma o, anche se li legge, non riesce a comprenderne il
contenuto. Ciò fa capire in che modo e da chi è amministrato il comune di Naro.
MANCATO INSERIMENTO PROPOSTA DI DECLARATORIA DELLO STATO DI
CALAMITA’ IN AGRICOLTURA ALL’O.D.G. DEL CONSIGLIO COMUNALE
I rilievi critici mossi dall’Amministrazione Dalacchi nei confronti del precedente
comunicato stampa, postati sui social, sono del tutto inconsistenti e pretestuosi. La
proposta dell’opposizione, di inserire all’odg del consiglio comunale la declaratoria
dello stato di calamità naturale in agricoltura per l’ondata di calore, è stata presentata
il 28.7.2026, a ridosso del consiglio comunale del 31 luglio, perché l’eccezionale
periodo di canicola è iniziato a decorrere dalla seconda metà di luglio. Quindi, la
proposta non poteva essere presentata prima del manifestarsi dell’evento
meteoclimatico. Essa assecondava l’interesse generale delle imprese agricole di Naro.
L’Amministrazione Dalacchi, però, agendo al solo scopo di perseguire uno sterile
ostruzionismo all’opposizione non ha inserito la proposta del Gruppo “Uniti per Naro”
all’odg del consiglio comunale, noncurante del fatto che cosi operando è andata
contro gli interessi delle imprese agricole. Un’azione maldestra che gli si è ritorta
contro, vittima del fuoco amico: dei cattivi consiglieri. Un’Amministrazione comunale,
per principio, dovrebbe tutelare e sostenere gli interessi dei propri cittadini.
L’Amministrazione Dalacchi ha adottato, invece, una condotta che tradisce gli
interessi della propria Comunità. Siamo all’inverosimile! Un comportamento
sconsiderato fuori da ogni ragionevole logica! D’altra parte, non esiste una
disposizione normativa primaria o secondaria che impone la presentazione della
proposta entro un certo termine dalla data di convocazione del consiglio comunale.
Quindi una condotta scorretta ed immotivata! Diversamente, invece, la data di
scadenza del 31 luglio del PEF e della TARI già si sapeva da fine dicembre 2025,
essendo stata inserita dalla legge finanziaria 2026, ma gli argomenti stati portati in
consiglio comunale soltanto l’ultimo giorno utile e la documentazione resa disponibile
il giorno prima del consiglio comunale, mentre il parere dei revisori dei conti
consegnato la mattina del 31 luglio.
Il Gruppo consiliare “Uniti per Naro”, quindi, non ha votato il PEF 2026 – 2029 e la
TARI 2026 per non essere complice di una gestione amministrativa fallimentare, ne
costituisce conferma l’approvazione di documenti contenenti madornali strafalcioni,
sfuggiti anche al cerchio magico.

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Fonte: feeds2.feedburner.com

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