Agrigento, che fine ha fatto Danilo? Il 23 giugno il video del sindaco, poi il silenzio: La città chiede notizie. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

AGRIGENTO – Il 23 giugno c’erano il sindaco Michele Sodano, l’assessore ai Servizi Sociali Roberta Lala, una telecamera e soprattutto Danilo. Quasi due mesi dopo, però, di quella vicenda pubblicamente raccontata dall’amministrazione comunale non si hanno più notizie. E allora la domanda è semplice: che fine ha fatto Danilo?
Non è curiosità e non vogliamo certamente trasformare la situazione personale di un uomo in uno strumento di polemica politica. Al contrario: proprio perché la sua storia è stata portata pubblicamente sui social dal sindaco, utilizzandola anche per raccontare il volto solidale della nuova amministrazione, riteniamo corretto che oggi la città sappia se quel percorso annunciato sia proseguito e, soprattutto, se Danilo abbia finalmente trovato quella stabilità che gli era stata promessa.
Era il 23 giugno scorso.
Sodano, appena insediato, pubblicava un video nel quale raccontava l’intervento realizzato in favore dell’uomo che fino a quel momento aveva dormito su una panchina.
Il sindaco ringraziava pubblicamente l’assessore Roberta Lala per essersi immediatamente attivata e spiegava che era stato trovato un alloggio di emergenza per venti giorni.
Ma il passaggio più importante del video era quello successivo.
La sistemazione temporanea, infatti, non veniva presentata come il punto di arrivo. Era soltanto il primo passo.
Sodano annunciava l’avvio di un percorso che avrebbe dovuto consentire a Danilo di uscire dalla precarietà e trovare una maggiore stabilità.
«Stasera avrai un letto, avrai il cibo e speriamo in un percorso per il futuro di inserimento», diceva il sindaco rivolgendosi direttamente a lui.
E ancora spiegava che l’amministrazione si sarebbe adoperata affinché Danilo potesse trovare una propria stabilità.
Parole importanti.
Parole pronunciate davanti a una telecamera e consegnate alla città attraverso i social.
Pochi giorni dopo arrivò l’allarme dei Volontari di Strada
Già il 29 giugno, appena sei giorni dopo quel video, erano stati però i Volontari di Strada di Agrigento, attraverso la presidente Anna Marino, a riportare l’attenzione sulla situazione.
Il loro messaggio era tutt’altro che rassicurante.
«Mi piange il cuore», scriveva Marino, spiegando di avere incontrato Danilo e lanciando un appello per cercare una sistemazione.
Il passaggio centrale era chiarissimo:
«Tra meno di 20 giorni sarà di nuovo in strada, con le sue patologie e sofferenze fisiche».
I volontari chiedevano quindi aiuto alla città per trovare anche una piccola sistemazione momentanea, «nell’attesa che l’amministrazione comunale possa districarsi tra iter burocratici».
Da una parte, dunque, il video istituzionale del 23 giugno e l’annuncio di un percorso verso la stabilità.
Dall’altra, appena pochi giorni dopo, l’allarme di chi opera quotidianamente sul territorio e temeva che, terminata la sistemazione provvisoria, Danilo potesse ritrovarsi nuovamente senza un tetto.
Oggi è il 16 agosto: che cosa è successo dopo?
Sono trascorse diverse settimane.
Siamo al 16 agosto e, almeno pubblicamente, di Danilo non si parla più.
Ed è proprio questo il punto.
Non chiediamo al Comune di divulgare informazioni sanitarie, dati sensibili o dettagli della vita privata di una persona fragile. Sarebbe sbagliato e non è questo il compito dell’informazione.
Chiediamo qualcosa di molto più semplice: il percorso annunciato pubblicamente dal sindaco il 23 giugno è andato avanti?
È stata trovata una soluzione dopo quei venti giorni?
Danilo dispone oggi di un alloggio?
È stato preso in carico stabilmente dai servizi competenti?
Il percorso di inserimento annunciato nel video ha prodotto risultati?
Oppure l’allarme lanciato dai Volontari di Strada si è concretizzato e Danilo è tornato a vivere in strada?
Sono domande alle quali l’amministrazione può rispondere senza violare la privacy di nessuno.
Se si comunica l’emergenza, è giusto comunicare anche come è finita
C’è poi una questione di metodo.
Quando un’amministrazione decide autonomamente di raccontare attraverso un video l’intervento compiuto in favore di un cittadino in difficoltà, quella vicenda diventa inevitabilmente anche un fatto di interesse pubblico, almeno per ciò che riguarda l’azione amministrativa.
Il 23 giugno il sindaco Sodano aveva scelto di mostrare alla città il risultato ottenuto.
Aveva sottolineato l’impegno dell’assessore Lala.
Aveva parlato di vicinanza ai cittadini.
Aveva indicato quella vicenda come conferma della linea sociale scelta dalla sua amministrazione.
Benissimo.
Proprio per questo oggi sarebbe altrettanto corretto spiegare alla città quale sia stato il risultato finale di quell’impegno.
Perché la solidarietà istituzionale non può esaurirsi nel momento dell’emergenza e, soprattutto, non può fermarsi quando si spegne la telecamera.
Se Danilo ha finalmente trovato una sistemazione stabile, saremo i primi ad esserne felici e sarà giusto riconoscere il risultato all’amministrazione e ai servizi che hanno lavorato per raggiungerlo.
Se invece il problema non è stato risolto, è altrettanto giusto saperlo, comprendere quali difficoltà siano emerse e soprattutto capire cosa si stia facendo adesso.
La città aspetta una risposta
Questa volta non servono polemiche.
Serve semplicemente una notizia.
Sindaco Sodano, assessore Lala: come sta Danilo e, nel rispetto assoluto della sua privacy, che esito ha avuto il percorso di assistenza annunciato pubblicamente il 23 giugno?
Perché quella storia non l’ha resa pubblica Report Sicilia.
L’ha resa pubblica l’amministrazione comunale.
E se il 23 giugno era giusto raccontare alla città che Danilo aveva finalmente un letto, oggi, 16 agosto, è altrettanto giusto raccontare alla stessa città se quell’uomo ha ancora un tetto sopra la testa.
Noi speriamo sinceramente che la risposta sia sì.
E, in quel caso, saremo lieti di raccontarla.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

