Agrigento, chi fa il sindaco? Su Maddalusa e Villa del Sole servono ruoli chiari e risposte. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Il contegno in Consiglio comunale, le responsabilità di Comune, Ati e Aica e le domande ancora aperte su Villa del Sole. Il rispetto della magistratura non può diventare un alibi per rinunciare ad amministrare.
Editoriale di Giuseppe Di Rosa
Ad Agrigento bisogna tornare a distinguere i ruoli. Il procuratore della Repubblica deve esercitare le proprie funzioni. Il sindaco deve amministrare e tutelare la comunità. Ati e Aica devono assumersi le rispettive responsabilità sul servizio idrico.
I cittadini di Maddalusa, invece, non possono essere lasciati ad aspettare che le istituzioni decidano a chi spetti trovare una soluzione.
La seduta aperta del Consiglio comunale del 27 agosto ha restituito, a mio giudizio, proprio questa immagine: famiglie che chiedono acqua, rappresentanti istituzionali che spiegano impedimenti e un sindaco che manifesta comprensione senza indicare una risposta capace di superare lo stallo.
Ero in aula. Sono intervenuto. E sono uscito con una convinzione ancora più forte: ascoltare i cittadini non basta, se poi non si assume fino in fondo la responsabilità di governare.
Il contegno del sindaco e il disagio dei residenti
C’è un aspetto che non considero secondario: l’atteggiamento tenuto da Michele Sodano durante la seduta.
Ho visto momenti di risa, scambi e conversazioni che, nel contesto di un confronto su un’emergenza tanto grave, ho trovato fuori luogo e irrispettosi. Le fotografie mostrano alcuni sorrisi e momenti di conversazione. Non dimostrano che fossero rivolti contro i residenti, né intendo attribuire al sindaco intenzioni che non posso conoscere.
Il mio giudizio riguarda la distanza che ho percepito tra il suo contegno e il peso delle difficoltà raccontate in aula.
Mi è sembrato tra i più sereni, quasi che il problema riguardasse un altro quartiere, un’altra città, un altro sindaco.
Nessuno pretende espressioni di sofferenza a favore di telecamera. Un amministratore può mantenere la calma anche nelle situazioni più difficili. Ma la calma deve accompagnare la determinazione a intervenire. Quando si unisce alla spiegazione di ciò che non si potrebbe fare, rischia di essere percepita come distacco.
Chi entra in quell’aula per raccontare la fatica di procurarsi l’acqua merita attenzione, misura e risposte. Non deve uscirne con la sensazione di avere soltanto interrotto una conversazione.
La determinazione per diventare sindaco serva adesso per governare
Sodano ha voluto guidare Agrigento. Ha chiesto il consenso dei cittadini e ha ottenuto il mandato. Adesso deve esercitarlo.
La determinazione necessaria per conquistare la carica deve diventare determinazione nell’affrontare i problemi.
La campagna elettorale è finita. La responsabilità amministrativa è cominciata. E questa responsabilità non può ridursi alla disponibilità ad ascoltare, alla partecipazione agli incontri o alla manifestazione di solidarietà.
Nel mio intervento ho contestato il mancato seguito alla richiesta di un provvedimento capace di garantire l’approvvigionamento ai residenti ancora esclusi, nonostante la mozione consiliare e il sostegno espresso anche dai consiglieri dell’area del sindaco.
Il punto non è sostenere che non esista alcuna ordinanza sull’emergenza. Il punto è che gli interventi finora adottati non hanno dato la risposta richiesta da chi continua a restare senza un approvvigionamento adeguato.
Una mozione non sostituisce gli atti amministrativi e non autorizza a violare la legge. Ma un indirizzo consiliare richiede una risposta politica chiara: quali iniziative sono state assunte per attuarlo? Quali sono state escluse, e perché? Che cosa si propone in alternativa?
Comune, Ati e Aica non sono uffici ausiliari della Procura
Rispettiamo il procuratore della Repubblica, l’autonomia della magistratura e il compito di accertare eventuali reati. Proprio questo rispetto impone di evitare sovrapposizioni e ambiguità.
La provocazione politica è netta: Sodano, Ati e Aica intendono esercitare le proprie competenze oppure limitarsi a comportarsi come assistenti della Procura?
E perché il dibattito pubblico restituisce l’impressione che debba essere il procuratore a determinare anche la soluzione amministrativa, quasi spettasse a lui fare il sindaco?
Non stiamo affermando che il procuratore abbia usurpato funzioni altrui. Stiamo contestando una politica che rischia di arretrare dal proprio ruolo, trasferendo altrove il peso delle decisioni.
Se esiste un provvedimento giudiziario che impedisce una determinata attività, deve essere rispettato. Se esiste un divieto normativo, deve essere indicato con precisione. Se si tratta invece di un’interpretazione giuridica, di un’interlocuzione istituzionale o del timore di possibili responsabilità, bisogna dirlo chiaramente.
Un provvedimento giudiziario, un parere e una scelta amministrativa non sono la stessa cosa.
I cittadini hanno diritto di sapere su quale di questi elementi si fondi la risposta che ricevono.
Prima di dire che non si può, spiegate quali strade avete cercato
Durante il mio intervento ho chiesto quale disposizione impedisca di garantire l’acqua ai residenti e attraverso quali modalità. Ho posto anche una provocazione: avrei cercato di assicurare prima l’approvvigionamento, lasciando agli organi competenti l’accertamento delle eventuali responsabilità relative agli atti pregressi, compreso il riconoscimento delle residenze.
È una posizione politica sulla priorità da attribuire alla tutela delle persone. Non significa che la residenza sani eventuali abusi edilizi o escluda automaticamente responsabilità per chi dispone una fornitura.
Significa che il problema deve essere affrontato in tutte le sue dimensioni, distinguendo gli allacci ordinari dalle forniture alternative e dagli interventi emergenziali.
La situazione urbanistica degli immobili va verificata. Le norme vanno rispettate. Ma le necessità delle persone devono trovare spazio nell’azione amministrativa, attraverso gli strumenti consentiti.
Al sindaco, ad Ati e ad Aica chiediamo questo: dimostrate quali possibilità avete esaminato, quali ostacoli avete incontrato e quali alternative avete proposto. Non fermatevi alla formula dell’impossibilità.
Il danno erariale e la replica di Licari
Nel corso della seduta, per quanto ho ascoltato, la presidente di Aica, Danila Nobile, ha richiamato il rischio di dover rispondere di danno erariale qualora fosse stata disposta la fornitura a Maddalusa.
Licari ha replicato duramente, riportando il confronto sulle criticità economiche e gestionali dell’azienda e sulle contestazioni che la Consulta aveva già sollevato nel 2025.
Il riferimento polemico a un’Aica “già fallita” esprimeva un giudizio sulla gestione, non la notizia di un fallimento accertato giudizialmente.
Resta però il tema politico: la responsabilità nell’utilizzo delle risorse pubbliche deve riguardare l’intera gestione del servizio, non emergere soltanto quando si discute di come garantire l’acqua alle famiglie.
Il timore di una contestazione richiede istruttorie rigorose e decisioni motivate. Non può diventare una risposta definitiva prima di avere chiarito tutte le possibilità di intervento.
Villa del Sole: le autorizzazioni contano sempre
È dentro questo quadro che torna la vicenda di Villa del Sole, sulla quale Report Sicilia ha già chiesto chiarimenti.
La nostra contestazione riguarda la sequenza degli atti: il finanziamento PNRR, l’acquisizione del nulla osta della Soprintendenza e l’avvio dei lavori.
Secondo quanto abbiamo segnalato, il cantiere sarebbe stato avviato prima del rilascio dell’autorizzazione necessaria. Abbiamo inoltre posto il problema dei requisiti richiesti nella precedente fase di accesso al finanziamento.
Sono due verifiche distinte, entrambe necessarie: quali autorizzazioni occorrevano per ottenere i fondi e quali dovevano essere acquisite prima di iniziare i lavori?
Il Comune deve rispondere con date e documenti: domanda di finanziamento, condizioni di ammissione, richiesta del nulla osta, rilascio dell’autorizzazione e avvio del cantiere.
Se la sequenza da noi contestata è confermata, occorre spiegare come sia stato possibile procedere prima di completare i passaggi autorizzativi necessari e a chi spettassero le relative verifiche.
Non attribuiamo alla Procura omissioni che non possiamo documentare. L’assenza di informazioni pubbliche non dimostra l’assenza di accertamenti. Chiediamo invece all’amministrazione conto di atti amministrativi che riguardano un’opera pubblica e risorse pubbliche.
La coerenza delle istituzioni si misura nei fatti
Villa del Sole e Maddalusa non sono casi giuridicamente identici. Un’eventuale irregolarità nel primo non autorizzerebbe un’altra irregolarità nel secondo.
Il confronto riguarda la coerenza dell’azione pubblica.
Per Villa del Sole chiediamo se e perché si sia proceduto senza avere prima acquisito tutte le autorizzazioni necessarie. Per Maddalusa chiediamo perché non venga individuata una soluzione praticabile per le persone che continuano a vivere l’emergenza.
Il rigore deve essere motivato, comprensibile e applicato con coerenza.
Non può apparire insuperabile quando una famiglia chiede acqua e diventare una questione da chiarire successivamente quando si apre un cantiere pubblico.
Maddalusa non può essere una tappa di carriera
In apertura del mio intervento avevo espresso il timore che la seduta si risolvesse in un momento dedicato a raccogliere opinioni. Il confronto, a mio giudizio, non ha superato quel limite.
Da qui la mia critica più dura: il rischio che la vicenda di Maddalusa diventi un’occasione di visibilità e di costruzione del consenso, mentre il problema dei residenti resta irrisolto.
La politica può smentire questo giudizio in un solo modo: attraverso i risultati.
Sodano può contestare la mia valutazione del suo atteggiamento. Può sostenere che quei sorrisi siano stati fraintesi. Ma il nodo dell’editoriale non si esaurisce nelle fotografie.
Il nodo è che cosa intenda fare, con quali strumenti e in quali tempi.
La Procura eserciti le proprie funzioni. Ati e Aica assumano le decisioni di loro competenza. Il sindaco guidi l’azione amministrativa e ne risponda alla città.
Maddalusa non chiede un sindaco meno sorridente. Chiede un sindaco che, dopo avere ascoltato, sappia indicare una soluzione e lavorare per realizzarla.
Leggi anche: Altre notizie su Politica
Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.









