Aeroporto di Agrigento, adesso tutti vogliono salire sull’aereo: Ma il percorso concreto porta la firma politica di Calogero Pisano. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Carmina rilancia lo scalo sfruttando la crisi di Catania e rivendica l’articolo 8-bis. Gli atti, però, raccontano una storia più articolata: Sodano tentò la strada parlamentare già nella scorsa legislatura, senza riuscire a trasformarla in un iter operativo. Dal 2023 è Calogero Pisano a mettere l’aeroporto al centro della propria azione politica e a seguirne passo dopo passo il percorso che ha portato il dossier fino al Ministero.
Adesso l’aeroporto di Agrigento sembra essere diventato improvvisamente patrimonio politico di tutti.
Basta un’emergenza, una polemica o una difficoltà negli altri scali siciliani e il progetto dell’aeroporto della Sicilia centro-meridionale torna immediatamente al centro dei comunicati politici.
L’ultima è la deputata nazionale del Movimento 5 Stelle Ida Carmina che, prendendo spunto dai problemi dell’aeroporto di Catania legati all’attività dell’Etna, sostiene che lo scalo agrigentino debba diventare una «priorità nazionale».
Nel comunicato trasmesso alla stampa, Carmina sostiene che la dipendenza di una parte della Sicilia dallo scalo di Fontanarossa dimostrerebbe la fragilità dell’attuale sistema infrastrutturale e richiama il progetto dell’aeroporto agrigentino, ricordando l’articolo 8-bis del Decreto Sud.
Fin qui nulla da eccepire: se una deputata nazionale chiede di accelerare un’infrastruttura fondamentale per la provincia di Agrigento, non possiamo che registrarlo positivamente.
Ma la politica ha anche una memoria. E soprattutto esistono gli atti parlamentari.
La storia va raccontata tutta
Prima di attribuire meriti esclusivi a qualcuno occorre ricostruire con precisione ciò che è realmente accaduto.
E la prima precisazione riguarda proprio il Movimento 5 Stelle e Michele Sodano, oggi sindaco di Agrigento.
Sarebbe infatti scorretto sostenere che durante la XVIII legislatura Sodano non abbia mai affrontato il tema dell’aeroporto.
Nel novembre 2021 l’allora deputato presentò un articolo aggiuntivo espressamente rubricato «Aeroporto civile di Agrigento». Nel luglio 2022 tornò sull’argomento proponendo una norma che puntava al finanziamento dello scalo: quella proposta venne dichiarata inammissibile. Nell’agosto dello stesso anno presentò inoltre un ordine del giorno che impegnava il Governo a inserire, nel primo provvedimento utile, il progetto dell’aeroporto di Agrigento.
Questi sono fatti e Report Sicilia non ha alcun interesse a cancellarli.
Ma ce n’è un altro altrettanto evidente: alla conclusione di quella legislatura Agrigento non aveva ottenuto il percorso normativo e amministrativo che avrebbe successivamente consentito di mettere concretamente in moto il progetto.
Ed è qui che cambia la storia.
Il 9 maggio 2023 Pisano porta l’aeroporto alla Camera
Il 9 maggio 2023 Calogero Pisano porta pubblicamente nell’Aula della Camera la questione dell’aeroporto di Agrigento durante la discussione sul decreto relativo al Ponte sullo Stretto.
Pisano denuncia il deficit infrastrutturale della provincia e chiede esplicitamente che si investa anche nella realizzazione di un aeroporto ad Agrigento.
Da quel momento non rimane soltanto un intervento parlamentare.
Il tema diventa uno degli assi dell’attività politica del deputato agrigentino e comincia un percorso fatto di iniziative parlamentari, interlocuzioni territoriali, comitato promotore e attività tecniche.
Nell’ottobre 2023 Pisano presenta l’articolo aggiuntivo 8.03 al Decreto Sud, sottoscritto insieme ad Annarita Patriarca Calderone, che prevede espressamente la realizzazione dell’aeroporto civile di Agrigento.
Ma anche qui bisogna raccontare tutta la verità.
Anche Carmina presentò la sua proposta: cancellarlo sarebbe sbagliato
Ida Carmina non arrivò dopo a vicenda conclusa.
Gli atti della Camera dimostrano che anche la deputata del Movimento 5 Stelle presentò una propria proposta sullo scalo agrigentino. La ricostruzione dei lavori parlamentari evidenzia che l’articolo 8-bis definitivo nacque dalla riformulazione delle proposte presentate da Pisano e dalla stessa Carmina, con il successivo coinvolgimento anche della deputata Giovanna Iacono.
Quindi attribuire l’intero articolo 8-bis esclusivamente a Pisano sarebbe una semplificazione.
Ma sarebbe altrettanto semplicistico utilizzare oggi quell’articolo per far dimenticare chi, dal 2023 in poi, ha trasformato la battaglia per l’aeroporto in una iniziativa politica continuativa, seguendo l’iter anche dopo l’approvazione della norma.
Ed è proprio qui che il ruolo di Pisano emerge con maggiore evidenza.
L’articolo 8-bis diventa legge e obbliga a produrre uno studio concreto
La legge 13 novembre 2023, n. 162 introduce l’articolo 8-bis sulle strutture strategiche per l’area centro-meridionale della Sicilia.
La disposizione stabilisce che la Provincia di Agrigento, d’intesa con la Regione Siciliana, presenti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un progetto di fattibilità tecnico-economica per la realizzazione dell’aeroporto, accompagnato da un’analisi costi-benefici per verificarne preliminarmente la sostenibilità economico-finanziaria.
Non più soltanto dichiarazioni, dunque.
Finalmente una procedura.
Il 13 marzo 2024 il Libero Consorzio comunale di Agrigento trasmette al Ministero il progetto previsto dall’articolo 8-bis.
Lo studio punta a uno scalo di medie dimensioni nella Piana di Licata, con una stima iniziale dell’investimento nell’ordine dei 115 milioni di euro.
Successivamente il Ministero e l’ENAC chiedono ulteriori approfondimenti tecnici ed economico-finanziari.
Il progetto, dunque, non è ancora un aeroporto finanziato né tantomeno un cantiere pronto ad aprire. Ma per la prima volta esiste un percorso tecnico-amministrativo nazionale che deve essere valutato dagli organismi competenti.
Pisano continua a seguire il dossier
Ed è questo forse l’elemento politico più significativo.
Pisano non scompare dopo l’approvazione dell’articolo 8-bis.
Continua a seguire il dossier.
A dicembre 2025 viene annunciato il completamento delle integrazioni richieste dal Ministero.
Il 21 gennaio 2026 Pisano partecipa personalmente, insieme ai tecnici del Libero Consorzio, all’incontro al Ministero delle Infrastrutture durante il quale viene consegnata la documentazione relativa al progetto. Il passaggio successivo riguarda ENAC e la valutazione nell’ambito della programmazione aeroportuale nazionale.
Ancora nel luglio 2026 viene documentato che il fascicolo arrivato al MIT contiene relazioni tecniche, analisi economiche, documentazione sulla Piana di Licata, valutazioni sullo spazio aereo, stime della domanda e scenari di sostenibilità.
Questo è il punto.
Si può essere favorevoli o contrari a Pisano, a Fratelli d’Italia o al Governo Meloni. Ma la cronologia non può essere riscritta secondo la convenienza politica del momento.
Carmina oggi chiede di accelerare. Legittimo. Ma il lavoro degli altri non può scomparire
Nel documento diffuso in queste ore, Carmina afferma che il dossier tecnico è stato trasmesso al Ministero e che il progetto è entrato nella programmazione nazionale per essere valutato, chiedendo una decisione politica e tempi certi.
Perfetto.
Ma chi ha accompagnato politicamente quel dossier fino al Ministero?
Chi ha fatto dell’aeroporto una delle proprie battaglie parlamentari dal 2023?
Chi ha continuato a intervenire quando servivano integrazioni tecniche?
Chi era al Ministero insieme ai tecnici del Libero Consorzio quando la documentazione è stata consegnata?
La cronologia restituisce continuamente lo stesso nome: Calogero Pisano.
E riconoscerlo non significa consegnargli la proprietà dell’aeroporto.
L’aeroporto, se mai verrà realizzato, sarà degli agrigentini.
Significa semplicemente riconoscere il lavoro politico svolto.
E i cinque anni precedenti?
Qui la riflessione diventa inevitabilmente politica.
Dal 2018 al 2022 il collegio di Agrigento era rappresentato alla Camera da Michele Sodano, eletto con il Movimento 5 Stelle.
Come abbiamo documentato, Sodano intervenne sul tema dell’aeroporto soprattutto nella parte finale della legislatura, con proposte parlamentari che però non riuscirono a trasformarsi nel percorso legislativo e tecnico che vediamo oggi.
Questa è una differenza che non può essere nascosta.
Oggi Sodano è sindaco di Agrigento, sostenuto da una coalizione nella quale è presente anche il Movimento 5 Stelle.
E allora la domanda politica è inevitabile: quale ruolo intende svolgere oggi il Comune di Agrigento nella battaglia per lo scalo?
Non basta sostenere un progetto quando altri sono riusciti a portarlo fino ai tavoli ministeriali.
Occorre spiegare cosa si intende fare concretamente per accompagnarlo.
Dopo La Vardera arriva Carmina?
Nei giorni scorsi avevamo già posto una questione analoga rispetto all’intervento di Ismaele La Vardera sull’aeroporto.
Adesso arriva Ida Carmina.
È certamente positivo che sempre più rappresentanti politici sostengano l’opera. Anzi, un’infrastruttura di queste dimensioni avrebbe bisogno proprio di una convergenza istituzionale trasversale.
Quello che non sarebbe accettabile è trasformare il lavoro costruito negli anni in una nuova bandiera da sventolare quando il tema diventa conveniente sul piano del consenso.
Perché il malcontento degli agrigentini per l’isolamento infrastrutturale è enorme.
E proprio per questo è facile cavalcarlo.
Più difficile è prendere un progetto, trasformarlo in un atto parlamentare efficace, far predisporre uno studio di fattibilità, seguirne le integrazioni, portare la documentazione al Ministero e continuare a spingere affinché venga valutato dagli organismi competenti.
La proposta del Piano nazionale 2026-2035 impone adesso ancora più serietà
Nel luglio 2026 il Ministero delle Infrastrutture ha pubblicato la proposta del Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035, predisposta sulla base delle attività svolte da ENAC con la Direzione generale competente e destinata a proseguire l’iter della Valutazione ambientale strategica.
Questo significa che siamo ancora davanti a un percorso complesso.
Servono valutazioni tecniche, sostenibilità economica, compatibilità con la rete aeroportuale nazionale, coperture finanziarie e decisioni politiche.
Lo stesso presidente della Regione Renato Schifani, nel maggio scorso, ha chiesto ulteriori dettagli al Ministero e ha sottolineato la necessità di verificare finanziamenti, flussi di passeggeri, costi di gestione e sostenibilità complessiva dell’opera.
Dunque nessuno venda biglietti per un aeroporto che ancora non esiste.
Ma nessuno provi neppure a salire oggi sull’aereo politico facendo finta che la pista sia comparsa improvvisamente.
I meriti si possono condividere, la storia no
Report Sicilia non ha interesse a distribuire medaglie.
Se Carmina ha presentato un emendamento, lo scriviamo.
Se Sodano ha presentato atti parlamentari nel 2021 e nel 2022, lo scriviamo.
Ma se il percorso che dal 2023 ha condotto alla norma, allo studio di fattibilità, alle integrazioni e alla consegna del dossier al Ministero è stato seguito con continuità da Calogero Pisano, scriviamo anche questo.
È proprio questa ricostruzione completa a rendere ancora più evidente la differenza tra partecipare a una battaglia e tentare, successivamente, di intestarsene politicamente i risultati.
Carmina faccia dunque bene a sollecitare Governo e Regione.
La Vardera faccia bene a chiedere l’aeroporto.
Sodano, da sindaco del capoluogo, faccia soprattutto tutto ciò che è nelle sue possibilità istituzionali per sostenerne concretamente la realizzazione.
Ma almeno una cosa dovrebbe essere sottratta alla propaganda: la cronologia.
Perché l’aeroporto di Agrigento non appartiene a Pisano, a Carmina, a La Vardera, a Sodano, a Fratelli d’Italia o al Movimento 5 Stelle.
Appartiene, eventualmente, a un territorio che lo aspetta da decenni.
Ma se oggi quel progetto è arrivato molto più avanti rispetto al passato, sarebbe intellettualmente scorretto non riconoscere che Calogero Pisano, dal 2023 ad oggi, è stato uno dei principali — e probabilmente il più continuo — motori politici dell’iter che lo ha portato fin qui.
Il resto è legittima battaglia politica.
Purché non diventi riscrittura della storia.
Leggi anche: Altre notizie su Sport
Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

