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Agrigento – Sfregio alla Scala dei Turchi, il processo approda in appello: due favaresi davanti ai giudici

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Agrigento – Sfregio alla Scala dei Turchi, il processo approda in appello: due favaresi davanti ai giudici. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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La vicenda risale al gennaio 2022, quando la marna bianca di Realmonte venne imbrattata con ossido di ferro rosso. In primo grado condanne a 3 mesi e 5 giorni e 4 mesi e 15 giorni di reclusione

Torna davanti ai giudici la vicenda dello sfregio alla Scala dei Turchi, uno dei luoghi simbolo della costa agrigentina. Il procedimento nei confronti di due uomini di Favara, ritenuti responsabili dell’imbrattamento della celebre marna bianca di Realmonte, sarà infatti esaminato in secondo grado dalla Corte d’Appello di Palermo.

L’udienza è stata fissata per il 15 gennaio, davanti ai giudici della seconda sezione della Corte d’Appello palermitana. Al centro del processo ci sono un 53enne e un 49enne, già condannati dal Tribunale di Agrigento per la vicenda avvenuta il 7 gennaio 2022.

In primo grado il più giovane dei due era stato condannato a 4 mesi e 15 giorni di reclusione, mentre per il 53enne la pena era stata fissata in 3 mesi e 5 giorni, con il riconoscimento di una ridotta capacità di intendere.

L’episodio aveva suscitato forte indignazione. La Scala dei Turchi, infatti, era stata ricoperta in alcuni punti da una sostanza di colore rosso. Nelle prime ore successive alla scoperta si era ipotizzato che fosse stata utilizzata della vernice, scenario che avrebbe potuto provocare conseguenze molto più pesanti sull’integrità della formazione naturale.

Gli accertamenti successivi avrebbero invece consentito di stabilire che per l’azione era stato utilizzato ossido di ferro, una sostanza che, pur avendo alterato temporaneamente il colore della marna, non avrebbe provocato danni irreversibili al sito.

A ricostruire la dinamica dei fatti sono stati i carabinieri della Compagnia di Agrigento, che avrebbero concentrato parte delle indagini sul mezzo utilizzato per raggiungere la Scala dei Turchi.

Secondo la ricostruzione investigativa, il 53enne sarebbe stato colui che materialmente avrebbe versato la sostanza sulla parete, mentre il 49enne avrebbe avuto il compito di condurre il veicolo con il quale i due avrebbero raggiunto il sito.

Un ruolo importante nelle indagini sarebbe stato svolto dalle immagini degli impianti di videosorveglianza. Attraverso l’analisi dei filmati, gli investigatori avrebbero ricostruito gli spostamenti compiuti nella serata, individuando il percorso del mezzo fino alla Scala dei Turchi.

Le telecamere avrebbero inoltre immortalato il trasporto di due sacchi contenenti la polvere rossa, elementi che avrebbero contribuito a indirizzare le indagini verso i due favaresi.

Ora la parola passa ai giudici di secondo grado. La difesa dei due imputati potrà riproporre le proprie contestazioni e chiedere una rivalutazione della ricostruzione accolta dal Tribunale di Agrigento.

Il processo riporta così sotto i riflettori uno degli episodi più discussi degli ultimi anni legati alla tutela del patrimonio naturalistico agrigentino, con la Scala dei Turchi che, anche in questa vicenda, è diventata il simbolo della necessità di proteggere un bene paesaggistico di straordinario valore.

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Fonte: Scrivo Libero

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