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Agrigento, Porta di Ponte: Quasi un milione di lavori ma niente gara aperta. Anche con Sodano si continua con gli inviti

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Agrigento, Porta di Ponte: Quasi un milione di lavori ma niente gara aperta. Anche con Sodano si continua con gli inviti. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Il Comune sceglie la procedura negoziata senza bando con almeno cinque operatori. Una modalità consentita dal Codice degli appalti, ma Report Sicilia torna a porre una questione politica: perché, anche con la nuova amministrazione, non aprire la competizione al maggior numero possibile di imprese?

AGRIGENTO – Cambia il sindaco, cambia l’amministrazione, ma almeno sul fronte degli appalti una pratica sembra destinata a rimanere: per i lavori pubblici di importo rilevante il Comune di Agrigento continua a preferire la procedura negoziata ad inviti alla gara aperta.

L’ultimo caso riguarda uno degli interventi più importanti e visibili del centro cittadino: la riqualificazione di Porta di Ponte e delle aree di pertinenza.

Il progetto dispone di un finanziamento regionale complessivo di 1,4 milioni di euro. Il quadro economico prevede lavori per 999.503,63 euro, dei quali 29.238,55 euro per costi della sicurezza e oltre 201 mila euro per manodopera. La somma complessivamente prenotata per l’affidamento, IVA compresa, è pari a 1.099.453,99 euro.

Numeri importanti. Ma per individuare l’impresa che realizzerà materialmente l’opera non ci sarà una gara aperta.

Il Comune sceglie la procedura negoziata senza bando

Lo scrive nero su bianco la determinazione dirigenziale n. 2495 del 24 agosto 2026.Determina+Dirigenziale+2026-2495

Il Comune richiama l’articolo 50, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 36/2023 e stabilisce che, essendo l’importo dei lavori inferiore a un milione di euro, il contraente possa essere individuato attraverso una “procedura negoziata senza bando, previa consultazione di almeno cinque operatori economici”, selezionati attraverso indagini di mercato o elenchi di operatori economici.

La stessa determina prevede espressamente una “lettera di invito procedura negoziata” tra gli atti di gara predisposti dal Comune.

Dunque non si tratta di una nostra interpretazione: la scelta amministrativa è quella della procedura negoziata ad inviti.

Va precisato che si tratta di una modalità prevista dal vigente Codice dei contratti pubblici. La questione posta da Report Sicilia, quindi, non è affermare che la procedura sia illegittima solo perché negoziata.

La domanda è un’altra: perché utilizzare sempre la possibilità più restrittiva invece di favorire, quando possibile, una competizione più ampia?

Cambia l’amministrazione, non cambia il metodo

È questo il punto politico.

Report Sicilia ha più volte evidenziato come negli ultimi anni al Comune di Agrigento le procedure aperte sembrino essere diventate sempre più rare, mentre affidamenti diretti e procedure negoziate attraverso inviti sono diventati una modalità ricorrente.

Con l’insediamento dell’amministrazione guidata dal sindaco Michele Sodano ci si sarebbe potuti attendere anche un cambio di impostazione.

Almeno per le opere economicamente più consistenti.

Invece, per un intervento con quasi un milione di euro di lavori, si sceglie ancora una volta la strada degli inviti.

E allora una domanda diventa inevitabile: se anche davanti a un’opera di questa consistenza economica si preferisce invitare almeno cinque aziende anziché pubblicare una gara aperta, quando il Comune di Agrigento tornerà a utilizzare realmente le procedure aperte?

Cinque operatori non sono tutte le imprese che potrebbero partecipare

La differenza non è marginale.

Con una procedura aperta, qualsiasi impresa in possesso dei requisiti previsti dal bando può presentare la propria offerta.

Con una procedura negoziata come quella prevista per Porta di Ponte, invece, il Comune procede attraverso la consultazione di almeno cinque operatori economici, individuati sulla base di indagini di mercato o elenchi.

La determina precisa che dovrà essere rispettato il principio di rotazione proprio per evitare il consolidamento dei rapporti con pochi operatori e favorire la distribuzione delle opportunità.

Ed è proprio questa precisazione contenuta nell’atto a rendere ancora più importante conoscere come verranno scelti gli invitati.

Chi saranno?

Da quale elenco verranno estratti?

Quante imprese complessivamente avrebbero i requisiti OG2, classifica III, necessari per partecipare?

E soprattutto: perché limitarsi al numero minimo previsto dalla legge invece di aprire la gara?

Anche la progettazione affidata all’esterno

C’è poi un altro elemento contenuto negli atti.

La progettazione, direzione lavori, coordinamento della sicurezza e altri servizi tecnici erano già stati affidati a un professionista esterno. La documentazione comunale indica un importo a base dell’affidamento professionale di 137.112,85 euro, con aggiudicazione per 132.999,47 euro oltre cassa previdenziale e IVA.

Adesso arriva la fase economicamente più consistente: i lavori.

E ancora una volta non viene scelta una gara aperta.

Non chiediamo corsie preferenziali per le imprese agrigentine

Anche in questo caso è necessario essere chiari.

Report Sicilia non chiede che i lavori vengano affidati necessariamente a imprese agrigentine. Sarebbe contrario ai principi di concorrenza.

Chiediamo esattamente il contrario: che tutte le imprese in possesso dei requisiti abbiano la possibilità di partecipare, senza dovere sperare di essere inserite tra quelle invitate.

È un tema che riguarda anche l’economia della provincia.

Molte aziende agrigentine sono costrette a cercare appalti fuori territorio, partecipando a gare aperte bandite da altre amministrazioni, mentre nella propria città rischiano di non conoscere neppure l’esistenza concreta della possibilità di concorrere fino a quando l’affidamento non è già stato instradato attraverso gli inviti.

Porta di Ponte merita trasparenza massima

Porta di Ponte rappresenta uno dei luoghi simbolo di Agrigento.

L’intervento nasce con un finanziamento regionale di 1,4 milioni di euro, assegnato al Comune per il recupero del centro storico e per restituire all’area una funzione di rappresentanza, socialità, accessibilità e sostenibilità.

Proprio per questo sarebbe stato auspicabile che un’opera così importante diventasse anche un esempio di massima apertura della concorrenza.

La procedura negoziata è prevista dalla legge.

Ma una possibilità concessa dalla legge non equivale necessariamente alla scelta migliore sotto il profilo della partecipazione e della trasparenza.

E allora Report Sicilia rivolge una domanda semplice alla nuova amministrazione Sodano e agli uffici comunali:

perché per quasi un milione di euro di lavori a Porta di Ponte non scegliere una gara aperta?

Se davvero si vuole imprimere un cambiamento al Comune di Agrigento, forse bisognerebbe cominciare anche da qui: più concorrenti, più trasparenza, più opportunità e meno porte che si aprono soltanto a chi riceve un invito.

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Fonte: Report Sicilia

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