Agrigento – Maddalusa, il Pd alza il tiro: «L’acqua è un diritto, ma non può diventare il lasciapassare per l’abusivismo». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo
Dopo il Consiglio comunale aperto, demarcata la linea dei dem: sì a soluzioni per garantire l’acqua ai residenti, no alla sovrapposizione tra emergenza idrica, sanatoria edilizia e riperimetrazione del Parco della Valle dei Templi
Il confronto sulla situazione di Maddalusa approda a una posizione netta del Partito Democratico di Agrigento. Dopo il Consiglio comunale aperto del 27 agosto, dedicato alle difficoltà vissute dai residenti della zona, gli esponenti dem chiedono di tenere separati due piani che, nel corso del dibattito, sono stati più volte accostati: da un lato il diritto all’accesso all’acqua, dall’altro la questione della riperimetrazione del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi.
Una distinzione che, secondo il Pd, non è soltanto politica ma necessaria per evitare che un problema concreto come la carenza di approvvigionamento idrico venga utilizzato per sostenere obiettivi di natura urbanistica.
Il partito riconosce la necessità di individuare una soluzione per le famiglie che vivono a Maddalusa, soprattutto quando sono in gioco condizioni essenziali di dignità. Ma, allo stesso tempo, ribadisce che qualsiasi intervento dovrà essere compatibile con le norme vigenti e non potrà tradursi automaticamente nella regolarizzazione di immobili realizzati in violazione della disciplina urbanistica e paesaggistica.
È proprio questo il nodo politico sul quale i rappresentanti del Pd intendono fare chiarezza. La richiesta di modificare i confini del Parco, sostengono, non può essere presentata come una conseguenza inevitabile dell’emergenza idrica. Se l’obiettivo è cambiare il regime di tutela dell’area, occorre spiegare con precisione quali norme si intendono modificare e quali effetti concreti produrrebbe una simile scelta.
Il tema, inoltre, non riguarda soltanto la disponibilità dell’acqua potabile. Nel documento diffuso dai rappresentanti dem viene richiamata anche la questione della gestione delle acque reflue e della regolarità degli scarichi. Prima di immaginare soluzioni generalizzate, secondo il Pd sarebbe necessario ricostruire nel dettaglio la situazione degli immobili, verificando la presenza della rete fognaria, i sistemi di smaltimento utilizzati e le eventuali conseguenze sull’ambiente.
Una questione che, viene sottolineato, interessa l’intera comunità agrigentina, considerando la particolare delicatezza ambientale e paesaggistica della zona costiera di Maddalusa.
Nel comunicato viene inoltre contestata la ricostruzione secondo cui l’abusivismo della zona sarebbe riconducibile esclusivamente alle esigenze abitative emerse dopo la frana di Agrigento. Il Pd evidenzia come l’edificazione irregolare sia proseguita per diversi decenni, anche in periodi nei quali il sistema dei vincoli urbanistici, archeologici e paesaggistici era già conosciuto.
Da qui anche un richiamo al principio di equità nei confronti di chi, negli anni, ha acquistato terreni edificabili, costruito o ristrutturato immobili rispettando le regole e sostenendo costi proprio per operare nella legalità.
Secondo il Pd, un eventuale cambiamento del regime di tutela potrebbe inoltre produrre conseguenze economiche rilevanti, modificando il valore di terreni e immobili interessati da nuove prospettive di utilizzo o di regolarizzazione.
Nel mirino finisce anche un altro argomento emerso nel dibattito: la presenza della residenza anagrafica, l’accatastamento degli immobili e il pagamento di tributi come Imu e Tari. Elementi che, viene ricordato, non equivalgono alla certificazione della regolarità urbanistica e non possono essere considerati una forma, neppure indiretta, di sanatoria.
Il Partito Democratico difende quindi il sistema di tutela della Valle dei Templi, sostenendo che il vincolo non possa essere considerato un valore soltanto quando non incide sulle possibilità di utilizzo del territorio.
La posizione dei dem è che la Valle dei Templi rappresenti un patrimonio collettivo e che la sua tutela debba essere considerata parte integrante della strategia di sviluppo della città, anche per le ricadute sul turismo, sulla cultura e sull’economia locale.
Quanto alla riperimetrazione del Parco, il Pd lancia una sfida politica al centrodestra: se esiste la volontà di modificare l’attuale assetto, venga presentata una proposta precisa, indicando nuovi confini, conseguenze urbanistiche e compatibilità con gli altri vincoli presenti sul territorio.
Anche perché, viene sottolineato, un eventuale arretramento del perimetro del Parco non comporterebbe automaticamente la cancellazione delle altre forme di tutela archeologica e paesaggistica che interessano Maddalusa, comprese quelle legate alla vicinanza della costa e dei corsi d’acqua e alla presenza di importanti testimonianze dell’antica Akragas.
La linea del Pd, dunque, viene sintetizzata in un doppio impegno: individuare tutte le soluzioni consentite dalla legge per garantire l’accesso all’acqua e, contemporaneamente, mantenere ferma la tutela del patrimonio storico, archeologico, ambientale e paesaggistico.
«Acqua e abusivismo sono due questioni diverse», è il concetto centrale espresso nel documento firmato dall’assessora Eleonora Sciortino, dall’assessore Giuseppe Riccobene, dal capogruppo consiliare Giampiero Carta e dal consigliere Sandro Fanara.
Una posizione che riporta al centro del dibattito la necessità di trovare un equilibrio tra diritti fondamentali, rispetto delle regole e tutela del territorio. Per il Pd, la vera sfida per Maddalusa non consiste dunque nello scegliere tra le persone e il Parco, ma nel riuscire a garantire dignità e servizi ai residenti senza trasformare l’emergenza in uno strumento per legittimare automaticamente l’abusivismo edilizio.
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Fonte: Scrivo Libero
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