Al momento stai visualizzando Agrigento, l’eredità vale soltanto per Crosta? A Maddalusa gli eredi devono “vergognarsi”, per il Vicesindaco invece nessuna colpa

Agrigento, l’eredità vale soltanto per Crosta? A Maddalusa gli eredi devono “vergognarsi”, per il Vicesindaco invece nessuna colpa

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Sport
  • Commenti dell'articolo:0 commenti

Agrigento, l’eredità vale soltanto per Crosta? A Maddalusa gli eredi devono “vergognarsi”, per il Vicesindaco invece nessuna colpa. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 8 min

Sui social scatta il doppio metro dei sostenitori di Sodano e La Vardera: l’immobile ereditato assolve il Vicesindaco, mentre chi ha ricevuto una casa in zona A viene insultato. Report Sicilia non arretra: bastano i documenti per chiudere ogni discussione

C’è un’eredità che, secondo alcuni, cancellerebbe qualsiasi responsabilità politica. Ed esiste un’altra eredità che, invece, dovrebbe costringere chi l’ha ricevuta a vergognarsi persino delle scelte compiute dai propri genitori.

Dipende da chi è l’erede.

Se si tratta di Giovanni Crosta, vicesindaco di Agrigento e componente della maggioranza che sostiene Michele Sodano, sui social arriva immediatamente la giustificazione: la casa di Zingarello sarebbe stata ereditata e, dunque, Crosta non avrebbe alcuna colpa.

Se invece si parla degli abitanti di Maddalusa, accusati indistintamente di vivere nelle case abusive della zona A, la musica cambia completamente.

Per loro l’eredità non costituisce un’attenuante. Al contrario, dovrebbero quasi vergognarsi del fatto che i propri genitori abbiano costruito decenni fa in un’area sottoposta a vincolo.

È il nuovo principio della legalità a corrente alternata che sembra emergere dalle reazioni dei sostenitori di Sodano e La Vardera.

Lo screenshot che racconta il doppio metro

Report Sicilia ha conservato lo screenshot della discussione pubblica sviluppatasi sotto uno dei propri articoli.

A chi domanda se Giovanni Crosta possieda o meno una casa abusiva, un sostenitore della maggioranza replica:

«È stata ereditata, non è in zona A».

Fin qui si potrebbe anche discutere civilmente. Ricevere un immobile in eredità, infatti, non significa essere l’autore materiale degli eventuali abusi realizzati in passato.

Poco dopo, però, un altro commentatore interviene riferendosi agli abitanti di Maddalusa che hanno ereditato le proprie case:

«Invece quelli di Maddalusa, che l’hanno ereditata solo abusivi. Avete la faccia peggio del…».

La parte conclusiva dell’espressione è accompagnata da un’emoji e non merita ulteriori commenti.

Il significato politico, invece, è chiarissimo.

Quando l’erede è il vicesindaco Crosta, l’eredità viene invocata per assolverlo da ogni critica. Quando gli eredi sono i cittadini di Maddalusa, diventano bersaglio di insulti e dovrebbero rispondere delle scelte compiute dai loro padri.

Noi non accettiamo questo doppio metro.

La frase di La Vardera al cittadino di Maddalusa

A rendere ancora più evidente la contraddizione è quanto già accaduto nelle scorse settimane.

Un cittadino di Maddalusa aveva criticato il sindaco Michele Sodano per avere lasciato circa duemila persone senza acqua. Ismaele La Vardera, intervenendo nella discussione, gli aveva risposto:

«Si vergogni lei ad essersi fatto la casa abusiva».

Quell’uomo aveva replicato di non avere costruito alcuna casa e di averla ricevuta dal padre.

Nessuno, però, si era preoccupato di distinguere tra chi avrebbe materialmente realizzato un abuso e chi avrebbe successivamente ereditato l’immobile. Nessuno aveva invocato il principio secondo il quale i figli non possono essere ritenuti moralmente responsabili delle condotte dei genitori.

Adesso che la vicenda riguarda il vicesindaco Crosta, invece, l’eredità diventa improvvisamente decisiva.

Perché?

L’eredità assolve soltanto gli amministratori vicini a La Vardera e Sodano?

Nessuno sostiene che ereditare significhi avere costruito

Mettiamo subito in chiaro un punto, perché Report Sicilia non ha bisogno di confondere le responsabilità.

Se Giovanni Crosta ha ereditato l’immobile, non può essergli attribuita la realizzazione materiale delle eventuali opere abusive costruite prima che ne diventasse proprietario.

Esattamente come un cittadino di Maddalusa che abbia ricevuto la casa dal proprio padre non può essere accusato di averla personalmente costruita.

Questo principio deve valere per tutti.

Ma l’eredità non rende automaticamente regolare un immobile. Non sostituisce una concessione edilizia, un condono, una sanatoria o un nulla osta paesaggistico. Non cancella eventuali vincoli e non impedisce di chiedere al proprietario attuale di dimostrare la situazione urbanistica del bene.

Soprattutto quando quel proprietario è il vicesindaco, componente della Giunta e titolare di rilevanti funzioni pubbliche.

Il punto politico e giornalistico non è stabilire chi abbia materialmente posato i mattoni. Il punto è conoscere la condizione attuale dell’immobile e verificare se tutte le opere siano assistite dai necessari titoli.

Zingarello e il vincolo della fascia costiera

Secondo la documentazione e le misurazioni cartografiche sulle quali Report Sicilia ha fondato la propria inchiesta, l’immobile riconducibile al vicesindaco sorgerebbe a Zingarello, a una distanza inferiore ai 150 metri dalla battigia.

Si tratta di una circostanza rilevante, perché la fascia costiera è sottoposta a una disciplina particolarmente rigorosa. Tuttavia non saremo noi a emettere sentenze: la verifica definitiva deve essere compiuta attraverso le date di costruzione, i titoli edilizi, gli eventuali procedimenti di sanatoria e i pareri rilasciati dagli enti competenti.

Proprio per questo abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere a Crosta di rendere pubblici:

  • i titoli edilizi originari dell’immobile;
  • le planimetrie e la documentazione catastale;
  • le eventuali domande di condono o sanatoria;
  • i provvedimenti con i quali tali domande sarebbero state definite;
  • il nulla osta della Soprintendenza;
  • ogni autorizzazione paesaggistica;
  • la documentazione relativa alla distanza dalla battigia;
  • i titoli riguardanti l’approvvigionamento idrico e lo smaltimento delle acque reflue.

Non servono insulti. Non servono tifoserie. Non servono centinaia di commenti contro Giuseppe Di Rosa o contro Report Sicilia.

Servono i documenti.

Se l’immobile è completamente regolare, saremo i primi a prenderne atto e a chiedere pubblicamente scusa.

Ai cittadini di Maddalusa la sete, al vicesindaco la comprensione

Resta poi un’altra questione politica enorme.

A Maddalusa centinaia di famiglie, comprese persone anziane, bambini e cittadini fragili, sono state lasciate per mesi senza un regolare approvvigionamento idrico. Per giustificare quella situazione si è continuamente richiamata la condizione urbanistica degli immobili.

Chi chiedeva acqua veniva accusato di pretendere una sanatoria.

Chi protestava veniva invitato a vergognarsi.

Chi aveva ereditato la casa veniva trattato come se fosse personalmente responsabile delle scelte urbanistiche compiute mezzo secolo prima.

Nel caso del vicesindaco, invece, gli stessi ambienti politici scoprono il garantismo, la distinzione delle responsabilità e il valore dell’eredità.

Se, come emerge dagli elementi raccolti, l’immobile di Zingarello è regolarmente servito dall’acqua, la contraddizione diventa ancora più evidente: perché a Maddalusa la situazione edilizia viene utilizzata per negare persino l’approvvigionamento, mentre altrove un immobile sul quale esistono seri interrogativi può essere normalmente servito?

È questa la domanda alla quale la politica deve rispondere.

La legalità non può dipendere dalla tessera politica

La legge deve essere applicata nello stesso modo a Maddalusa, a Zingarello e in ogni altro quartiere di Agrigento.

Non può diventare inflessibile con i cittadini comuni e improvvisamente comprensiva quando entra in scena un amministratore.

Se un immobile di Maddalusa è insanabile, si applichino le norme e si seguano le procedure previste.

Se l’immobile riconducibile al vicesindaco è regolare, Crosta mostri gli atti e chiuda definitivamente la vicenda.

Se, invece, esistono opere non sanate o non sanabili, l’amministrazione e gli uffici competenti dovranno assumere le determinazioni previste dalla legge.

È molto semplice.

Non chiediamo privilegi per Maddalusa e non chiediamo persecuzioni contro Crosta. Chiediamo lo stesso metro per tutti.

Gli attacchi contro Di Rosa e Report Sicilia

Non appena Report Sicilia ha sollevato il caso, sui social è ripartita la solita macchina degli attacchi personali.

Si parla delle elezioni, della candidatura di Giuseppe Di Rosa, delle sconfitte politiche e persino di presunti interessi personali. Tutto pur di non rispondere alla sola domanda che conta:

qual è la situazione urbanistica dell’immobile?

Giuseppe Di Rosa ha perso le elezioni? Sì.

Report Sicilia ha criticato e continuerà a controllare l’amministrazione vincente? Certamente.

È esattamente questo il compito di un giornale.

Le elezioni non assegnano a chi vince un’immunità giornalistica per cinque anni. E chi perde non perde il diritto di fare domande, pubblicare documenti e controllare l’attività degli amministratori.

Gli insulti e le affermazioni potenzialmente diffamatorie saranno conservati e, quando necessario, sottoposti alla valutazione dei legali e delle autorità competenti. Non serviranno comunque a fermare il nostro lavoro.

La domanda resta e diventa ancora più forte

Dunque torniamo al punto.

Se chi ha ereditato una casa a Maddalusa dovrebbe vergognarsi perché suo padre avrebbe costruito abusivamente in zona A, perché chi ha ereditato un immobile a Zingarello dovrebbe essere automaticamente assolto da qualsiasi domanda?

Perché l’eredità viene usata come colpa contro i cittadini e come giustificazione a favore del vicesindaco?

La risposta non può essere affidata ai commenti offensivi dei sostenitori di Sodano e La Vardera.

La risposta è contenuta negli atti.

Crosta li renda pubblici.

Mostri i titoli edilizi, il nulla osta della Soprintendenza, l’eventuale sanatoria e tutta la documentazione relativa all’immobile.

Se è tutto regolare, la vicenda si chiuderà immediatamente.

Fino ad allora, Report Sicilia continuerà a fare domande. Perché la legalità non può valere a giorni alterni e, soprattutto, non può cambiare a seconda del cognome del proprietario o della parte politica alla quale appartiene.

Leggi anche: Altre notizie su Sport

Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

Lascia un commento