Agrigento – Il “caso Crosta”, per come qualcuno continua ossessivamente a raccontarlo, semplicemente non esiste. Crosta non è un delinquente, è il vicesindaco: ed è questo il punto che fa paura. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
E sarebbe ora di dirlo con chiarezza, una volta per tutte: Giovanni Crosta è una persona perbene. Nessuno ha mai scritto che sia un delinquente, nessuno lo ha mai accusato di essere un criminale e nessuno ha emesso sentenze nei suoi confronti.
Il problema è un altro. Ed è esclusivamente politico.
Crosta non è un cittadino qualunque che deve semplicemente rispondere delle proprie vicende personali. È il vicesindaco di Agrigento. Ed è, soprattutto, l’assessore che ha tra le proprie competenze una materia delicatissima come il contrasto all’abusivismo edilizio. E allora le domande non sono un’aggressione personale. Sono il normale, inevitabile esercizio del diritto di cronaca e del controllo democratico.
Chi ricopre un incarico pubblico deve sapere che ogni sua vicenda capace di intrecciarsi con le responsabilità istituzionali che ricopre può diventare politicamente rilevante. Non perché quella persona sia un delinquente, ma esattamente perché è un amministratore. Il tentativo di trasformare ogni domanda in un attacco personale, ogni dubbio in una persecuzione e ogni richiesta di chiarezza in una “campagna contro Crosta” è il modo più vecchio e più misero per evitare di rispondere nel merito.
E qui arriviamo al punto. Quel gruppetto di invasati che continua a spostare il discorso sulla presunta persecuzione dovrebbe smetterla di confondere la difesa di una persona con la difesa di una posizione politica. Nessuno sta processando Crosta. Si sta chiedendo conto, politicamente, di una vicenda che riguarda il vicesindaco e l’assessore all’abusivismo della città. È una differenza enorme. E fingere di non capirla significa soltanto cercare di sviare la discussione, come fanno i vili e i meschini., Insomma, gli invasati, che oggi gridano allo scandalo per un articoletto o una considerazione sul caso Crosta, sottolineando il fatto che si è buoni solo per infangare una città. Ma questi signori negli ultimi tre anni hanno avuto il proprio televisore rotto? Ma nessuno di loro si è accorto delle colate di fango gettate su Agrigento e gli agrigentini negli ultimi 1.200 giorni? Il tutto a livello nazionale, altro che articoletto sul caso Crosta. Ma dove cazzo eravate, misere persone?
Perché la questione non è stabilire se Crosta sia una persona perbene. Su questo non abbiamo bisogno di processi né di comitati di difesa. La questione è molto più semplice e molto più scomoda: un amministratore pubblico deve essere trasparente.
E quando ricopre proprio l’incarico chiamato a combattere l’abusivismo, la trasparenza non è un optional. Il resto sono urla, tifoserie e propaganda. La politica, invece, dovrebbe avere il coraggio di rispondere alle domande. Senza nascondersi dietro gli amici. Senza inventarsi nemici.
E soprattutto senza pretendere che i giornalisti smettano di fare il loro mestiere.
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Fonte: Sicilia24h
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