Agrigento – Pisano risponde a La Vardera: «La casa ereditata non è abusiva». Poi chiama in causa Crosta: «Mostri i titoli e rimetta le deleghe». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Il deputato nazionale smentisce la notizia sull’immobile ricevuto in successione dal nonno e indica un’aerofotogrammetria del 1966. Subito dopo sposta l’attenzione sul vicesindaco di Agrigento: «Chi vigila sulla legalità edilizia degli altri non può essere oggetto di una verifica sulla propria»
Calogero Pisano risponde immediatamente alla richiesta pubblica formulata dall’onorevole Ismaele La Vardera e smentisce che l’immobile a lui riconducibile sia abusivo.
Il deputato nazionale sceglie di farlo pubblicamente e, come precisa, attraverso le carte.
Pisano chiarisce innanzitutto di non avere costruito né scelto quell’immobile, ricevuto in successione dal nonno circa vent’anni fa, alla morte di quest’ultimo. Aggiunge che si tratterebbe di una casa e non di una condotta idrica e sostiene, soprattutto, che la costruzione non sarebbe abusiva.
A fondamento della propria smentita richiama l’aerofotogrammetria S.A.S. relativa al volo IGM del 1966, nella quale, secondo quanto affermato dal parlamentare, l’immobile risulterebbe già rappresentato.
Il ragionamento di Pisano è netto: se la costruzione era già presente nel 1966, un vincolo imposto nel 1968 non potrebbe renderla retroattivamente abusiva.
«La legittimità di un’opera si giudica secondo la legge vigente quando l’opera è stata realizzata», scrive il deputato, mettendo inoltre i documenti a disposizione di chiunque voglia verificarli.
Pisano, dunque, non si limita a una smentita generica. Indica un elemento documentale, fornisce una data e dichiara la propria disponibilità a sottoporre le carte a verifica:
«Non chiedo di essere creduto. Chiedo di essere verificato».
Naturalmente spetterà agli uffici competenti stabilire definitivamente la regolarità urbanistica dell’immobile. Sul piano politico, però, Pisano rivendica di avere risposto all’accusa senza sottrarsi al confronto e senza rifugiarsi dietro il silenzio.
Dopo la smentita, l’affondo sul caso Crosta
Chiarita la propria posizione, Pisano cambia bersaglio e chiama direttamente in causa il vicesindaco di Agrigento Giovanni Crosta.
È questo il passaggio politicamente più importante del suo intervento.
Il deputato osserva infatti che non tutti, ad Agrigento, potrebbero fornire una risposta altrettanto chiara e documentata. Il riferimento è rivolto a chi siede nella Giunta comunale con deleghe particolarmente delicate: trasparenza, anticorruzione, affari legali, patrimonio e Polizia municipale.
Pisano invita quindi La Vardera a utilizzare lo stesso metro adottato nei suoi confronti e a chiedere al vicesindaco Crosta di rendere pubblici i titoli edilizi relativi al proprio immobile.
«Ha chiesto chiarezza a me: ha fatto bene, ed eccola, a poche ore di distanza. Chieda ora, con lo stesso metro e con la stessa fretta, che il vicesindaco della città renda pubblici i titoli edilizi».
È precisamente ciò che Report Sicilia domanda da giorni.
Crosta ha parlato di una campagna mediatica, ha annunciato una querela e ha tentato di presentarsi come vittima di un attacco personale. Ma non ha ancora reso pubblici i documenti capaci di chiudere definitivamente la questione.
La domanda resta quindi invariata: dove sono i titoli edilizi, le autorizzazioni, le eventuali Scia, i nulla osta e gli atti relativi agli interventi eseguiti negli ultimi anni?
Pisano ha risposto richiamando un’aerofotogrammetria del 1966 e dichiarando di mettere le proprie carte a disposizione. Crosta può fare la stessa cosa: mostrare pubblicamente i documenti e consentirne la verifica.
«Crosta rimetta le deleghe durante gli accertamenti»
Pisano, però, non si ferma alla richiesta di pubblicazione dei titoli.
Poiché Crosta detiene deleghe direttamente collegate alla legalità amministrativa, al patrimonio comunale, agli affari legali, alla trasparenza, all’anticorruzione e alla Polizia municipale, il deputato nazionale ritiene che il vicesindaco dovrebbe compiere un passo indietro durante gli accertamenti.
Non come condanna anticipata e neppure come sanzione, precisa Pisano, perché nessuno può essere considerato colpevole prima che i fatti siano verificati. Si tratterebbe, invece, di una necessaria garanzia di terzietà e di igiene istituzionale.
«Chi è chiamato a vigilare sulla legalità edilizia degli altri non può essere, contemporaneamente, oggetto di una verifica sulla propria».
Una presa di posizione chiarissima e politicamente pesante, anche perché non proviene da Report Sicilia o da uno degli avversari politici del vicesindaco. Arriva da un parlamentare nazionale del centrodestra.
A questo punto diventa ancora più difficile comprendere il silenzio del sindaco Franco Sodano.
Il primo cittadino ha visto i documenti dell’immobile di Crosta? Li ha richiesti? Gli uffici comunali hanno avviato una verifica? Esistono titoli e autorizzazioni relativi ai lavori più recenti? E, soprattutto, Sodano ritiene compatibile il mantenimento di quelle deleghe con gli accertamenti in corso?
La stessa regola deve valere per tutti
Nella seconda parte del suo intervento Pisano critica anche il metodo politico che, a suo giudizio, trasformerebbe l’eredità familiare in un’accusa e il sospetto in una sentenza. Si rivolge persino ai vertici nazionali del centrosinistra, da Giuseppe Conte a Elly Schlein, chiedendo loro di prendere pubblicamente le distanze.
Ma il punto politico che riguarda Agrigento rimane uno solo: Pisano sostiene di avere smentito la notizia sul proprio immobile attraverso un dato preciso e accetta che le sue carte siano verificate. Adesso chiede che lo stesso principio venga applicato a Crosta.
Nessuno risponde delle eventuali scelte compiute dai propri genitori o dai propri nonni. Chi eredita un immobile, tuttavia, e soprattutto chi ricopre una carica pubblica, deve essere nelle condizioni di dimostrarne la situazione urbanistica quando nasce una questione di evidente interesse pubblico.
Report Sicilia non pretende di sostituirsi agli uffici comunali, alla Soprintendenza o all’autorità giudiziaria. Ha pubblicato fotografie, video, immagini storiche e altri elementi che rendono necessarie verifiche formali. Ha inoltre chiesto di conoscere i titoli relativi agli interventi eseguiti sull’immobile riconducibile al vicesindaco.
Oggi quella richiesta viene avanzata anche da Calogero Pisano.
Il deputato ha risposto a La Vardera: sostiene che la propria casa non sia abusiva, indica la presenza dell’immobile in un’aerofotogrammetria del 1966 e mette le carte a disposizione.
Adesso tocca a Crosta.
Mostri i titoli edilizi e, durante gli accertamenti, rimetta le deleghe che riguardano trasparenza, anticorruzione, patrimonio, affari legali e Polizia municipale.
Le accuse di “campagna mediatica” non possono sostituire i documenti. Pisano dice di avere mostrato i propri. Crosta mostri i suoi.
Leggi anche: Altre notizie su Politica
Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

