Agrigento – La casa di Crosta non appare nella fotogrammetria del 1976: Ora sono in gioco la credibilità di La Vardera e il futuro di Controcorrente. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Non è più soltanto il caso dell’immobile del vicesindaco Giovanni Crosta. Adesso è diventato il banco di prova della credibilità di Ismaele La Vardera e di Controcorrente.
Il movimento che promette di cambiare la Sicilia e che ha costruito la propria immagine sulla trasparenza rischia di perdere credibilità proprio ad Agrigento, dove la sua dirigenza provinciale continua a sostenere Crosta e non sembra intenzionata a chiederne le dimissioni.
Il nuovo elemento riguarda la fotogrammetria realizzata nel 1976 dalla S.A.S. di Palermo. Report Sicilia ha esaminato la documentazione relativa all’area e, nella porzione corrispondente all’attuale immobile, la casa di Crosta non risulterebbe presente.
È questo il punto sul quale il vicesindaco deve rispondere.
La costruzione si troverebbe a circa 96 metri dalla battigia e, dunque, all’interno della fascia dei 150 metri prevista dalla legge regionale numero 78 del 1976. Per sostenere la possibilità della sanatoria occorrerebbe dimostrare, con documenti tecnici attendibili, che l’immobile fosse stato realizzato prima dell’entrata in vigore di quella disciplina.
Ma la fotogrammetria del 1976, secondo quanto risulta a Report Sicilia, non mostra la casa.
Crosta conosce certamente l’importanza di questa documentazione per la propria pratica di sanatoria. Se ritiene errata la nostra ricostruzione, pubblichi la fotogrammetria, indichi con precisione l’area e mostri dove sarebbe visibile la costruzione.
Non servono altri post su Facebook. Serve una prova.
non basta dire di avere ereditato la casa
Crosta continua a ripetere di avere ereditato l’immobile e di non essere responsabile di quanto eventualmente realizzato dal padre.
Ma non è questo il punto.
Nessuno gli sta attribuendo automaticamente la responsabilità personale della costruzione originaria. Crosta deve invece rispondere di ciò che ha fatto e dichiarato dopo essere diventato proprietario, della documentazione che conosce e degli interventi apparentemente realizzati negli ultimi anni.
La casa, infatti, non è rimasta immutata.
Il confronto tra le immagini storiche e quelle più recenti mostra trasformazioni che riguarderebbero il cancello, la recinzione, le rifiniture e gli spazi esterni. Alcuni interventi apparirebbero riconducibili anche all’ultimo biennio.
Crosta mostri allora i titoli edilizi e paesaggistici relativi ai lavori da lui commissionati: Cila, Scia, eventuali permessi, autorizzazioni della Soprintendenza e fatture delle imprese.
Fino a quando questi documenti non saranno pubblicati, la domanda resterà inevitabile: con quali autorizzazioni sono stati effettuati quei lavori su un immobile ancora interessato da una sanatoria pendente?
sui social la vittima, ma nessuna risposta sugli atti
Il vicesindaco preferisce raccontare ai cittadini di essere vittima, insieme alla propria famiglia, di una violenta campagna mediatica.
I familiari devono essere lasciati fuori dalla vicenda e la loro serenità merita rispetto. Ma Crosta è un amministratore pubblico e le domande riguardano esclusivamente lui, il suo immobile e il suo comportamento politico.
Presentarsi come vittima e cercare conforto sui social non cancella la fotogrammetria del 1976, non produce le autorizzazioni dei lavori e non chiarisce la posizione della casa.
Se alcune informazioni pubblicate da Report Sicilia fossero sbagliate, sarebbe sufficiente smentirle con gli atti. E noi siamo pronti a fare qualcosa che in politica accade raramente: riconoscere pubblicamente l’errore e chiedere scusa.
Ma le scuse devono essere precedute dai documenti, non pretese attraverso post emotivi.
la sfida riguarda soprattutto La Vardera
Il silenzio più pesante, ormai, non è quello di Crosta. È quello di Ismaele La Vardera.
Il fondatore di Controcorrente deve stabilire se le regole proclamate dal suo movimento valgano anche per i suoi dirigenti. Non può presentarsi come simbolo della trasparenza e lasciare che ad Agrigento venga protetto un vicesindaco che non ha ancora pubblicato gli atti decisivi sulla propria casa.
La dirigenza provinciale di Controcorrente sembra avere già scelto di difendere Crosta e di non chiederne le dimissioni. Ma così facendo sta trascinando nell’intera vicenda anche La Vardera.
Se la legalità vale soltanto quando coinvolge gli avversari, Controcorrente non rappresenta alcun cambiamento. Diventa un movimento identico a quelli che sostiene di voler combattere.
La Vardera deve quindi pretendere da Crosta:
- la fotogrammetria del 1976;
- i documenti completi della domanda di sanatoria;
- i titoli relativi ai lavori effettuati negli ultimi anni;
- le fatture e l’indicazione delle imprese intervenute;
- la documentazione sul sistema autorizzato di smaltimento dei reflui.
Diversamente, dovrebbe chiedergli di lasciare la carica almeno fino alla conclusione degli accertamenti.
Crosta scelga tutto: noi ci saremo
Report Sicilia rinnova la proposta di un confronto pubblico tra Giovanni Crosta e Giuseppe Di Rosa.
Crosta potrà scegliere la sede, la data, l’orario e persino il giornalista o il moderatore incaricato di porre le domande. Entrambe le parti potranno presentarsi con tecnici, avvocati ed esperti.
Chiediamo soltanto che il confronto si svolga alla presenza di Ismaele La Vardera, non come controparte, ma come garante e “notaio politico” di ciò che verrà mostrato e dichiarato.
Crosta porti la fotogrammetria, la pratica di sanatoria e le autorizzazioni dei lavori. Report Sicilia porterà la propria documentazione.
Se gli atti dimostreranno che abbiamo sbagliato, chiederemo scusa pubblicamente e con la stessa evidenza data all’inchiesta.
Se invece confermeranno che nel 1976 la casa non esisteva, che la sanatoria non può essere accolta e che gli interventi recenti sono stati eseguiti senza i necessari titoli, La Vardera e Controcorrente chiederanno scusa ai cittadini e pretenderanno le dimissioni di Crosta?
La credibilità di un movimento non si misura dalle parole pronunciate sul palco. Si misura quando la trasparenza deve essere applicata a uno dei propri uomini.
E su questo, adesso, La Vardera non può più voltarsi dall’altra parte.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

