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Tra caldo record, caro-scuola e fragilità emotive, come affrontare il rientro a scuola. Ad Agrigento anche la politica non da riposte

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Tra caldo record, caro-scuola e fragilità emotive, come affrontare il rientro a scuola. Ad Agrigento anche la politica non da riposte. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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ritorno a scuola fonte AI

Ansia da rientro, ondate di calore e rincari del 2,3%: il back to school blues in Sicilia è una sfida multidimensionale. Ecco i dati, i consigli dell’ISS e le strategie per genitori e studenti.

La prima campanella in Sicilia è fissata per il 15 settembre, ma per molte famiglie e studenti il conto alla rovescia è già iniziato—e non solo metaforicamente. Il cosiddetto back to school blues, quella fase di transizione e malinconia che può trasformarsi in ansia conclamata, assume nell’Isola una fisionomia peculiare, determinata da un mix di variabili climatiche, economiche e sociali che meritano un’analisi approfondita.

Dal punto di vista psicologico, gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) descrivono il fenomeno come multidimensionale e legato all’adattamento a nuovi ritmi e dinamiche sociali. Nei più piccoli si manifesta con difficoltà di separazione; in preadolescenza e adolescenza, la paura dell’esclusione dal gruppo sociale diventa centrale. I sintomi sono trasversali: mal di pancia, cefalea, disturbi del sonno, irritabilità. Ma in Sicilia, a questo quadro si aggiunge un fattore di stress oggettivo: il caldo. Mentre la Regione ha escluso un rinvio generalizzato delle lezioni, lasciando alle singole scuole l’autonomia di modulare l’avvio, diversi comuni—da Rosolini a Noto, da Avola a Pachino—hanno già firmato ordinanze di posticipo fino al 18 o 21 settembre. Ad Agrigento, città dal bollino rosso quotidiano, da palazzo dei Giganti non arriva nessuna notizia. A quanto pare, non se ne parla neppure. Aule sovraffollate e impianti di climatizzazione inadeguati rendono l’esperienza di rientro fisicamente gravosa, soprattutto per i più piccoli. Ma i bambini non votano e pertanto…

Ma non è solo il termometro a salire. Il caro-scuola rappresenta un ulteriore driver di ansia per le famiglie. Secondo Federconsumatori, nel 2026 il corredo scolastico costa in media 673,60 euro a studente (+2,3%), a cui vanno aggiunti 545,66 euro per libri e dizionari (+1,6%). Per una famiglia con un figlio al primo anno delle superiori, il conto può superare i 1.478 euro. A ciò si sommano le spese per tecnologia e connettività, che possono aggiungere oltre 421 euro. In un contesto regionale dove il tasso di dispersione scolastica raggiunge il 13,7% e quasi un ragazzo su sette abbandona gli studi, la pressione economica e psicologica rischia di tradursi in un ulteriore fattore di esclusione.

Per navigare questa complessità, l’approccio non può essere meramente reattivo. Gli esperti ISS raccomandano un gradual reset delle routine—anticipare sveglie e orari del sonno, limitare l’screen time serale, assicurare colazioni e pasti regolari—e suggeriscono di evitare di sovraccaricare i ragazzi con attività extrascolastiche nelle prime settimane. Sul fronte istituzionale, in Sicilia si stanno muovendo iniziative significative: l’Ufficio Scolastico Regionale ha attivato gruppi di lavoro con psicopedagogisti in 87 istituti, coinvolgendo 4.613 studenti, mentre diverse scuole hanno attivato sportelli di ascolto e unità di supporto psicologico per alunni, famiglie e docenti.

Il back to school blues in Sicilia è quindi una sfida che richiede un whole-school approach—un’alleanza stabile tra famiglie, docenti e servizi del territorio. Non si tratta di eliminare l’ansia, ma di gestirla con strumenti adeguati, consapevoli che il benessere psicologico a scuola si costruisce giorno per giorno, banco dopo banco. E che, talvolta, la prima lezione da imparare è quella della resilienza. Ma ad Agrigento intorno a questi problemi non c’è neppure un dibattito. Nessun incontro tra amministrazione comunale e provinciale, direzioni scolastiche, Asp, Provveditorato agli studi, esperti, associazioni. Ancora una volta il mondo giovanile viene trascurato. Anche su questo fronte il cambiamento è lontano. 

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Fonte: Report Sicilia

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