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Agrigento – Fontanelle, al Parco Oikos i cittadini fanno ciò che dovrebbe fare il Comune

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Agrigento – Fontanelle, al Parco Oikos i cittadini fanno ciò che dovrebbe fare il Comune. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Eventi.

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La comunità si rimbocca le maniche e si sostituisce all’Amministrazione: tesseramenti, Festa di quartiere e volontariato per prendersi cura di uno spazio pubblico

AGRIGENTO – La notizia potrebbe essere raccontata semplicemente come una bella pagina di cittadinanza attiva. E certamente lo è. Ma osservando quanto sta accadendo al Parco Urbano Oikos di Fontanelle emerge anche un’altra domanda, forse ancora più importante: perché una comunità deve arrivare a sostituirsi all’Amministrazione comunale per prendersi cura di uno spazio pubblico?

Il Comitato “Fontanelle Insieme” racconta sui propri canali social una domenica trascorsa al Parco Oikos, con cittadini che si sono rimboccati le maniche per sistemare e migliorare uno spazio che appartiene a tutti.

Il titolo scelto dal Comitato è significativo: «Parco Oikos: quando la comunità si prende cura della sua casa».

Ed è esattamente ciò che sta accadendo.

Solo che quella “casa”, trattandosi di uno spazio pubblico, dovrebbe avere anche qualcuno istituzionalmente incaricato di occuparsene.

Il Parco prende forma grazie anche ai cittadini

Oikos, ricordano dal Comitato, nell’antica Grecia indicava la casa, la famiglia e l’insieme delle persone e delle relazioni che la compongono.

Il Parco nasce da un progetto risultato vincitore nell’ambito della Democrazia Partecipata e oggi sta prendendo forma attraverso diversi interventi: giochi, tavoli in pietra e strutture pensate per bambini, famiglie, giovani e residenti.

Fin qui nulla di strano.

A far riflettere è invece un altro passaggio della comunicazione di Fontanelle Insieme.

Il Comitato spiega infatti che molto di ciò che sta realizzando è possibile grazie alle risorse raccolte attraverso i tesseramenti e ai proventi della Festa di quartiere.

Le quote degli iscritti, dunque, tornano sul territorio trasformandosi in interventi, iniziative e momenti di comunità.

Bellissimo esempio di partecipazione.

Ma anche fotografia di una situazione che pone inevitabilmente qualche interrogativo.

Dove dovrebbe arrivare l’Amministrazione arrivano i cittadini?

I residenti pagano le tasse al Comune.

Poi si iscrivono a un Comitato, versano una quota, organizzano manifestazioni, raccolgono risorse e dedicano gratuitamente il proprio tempo per curare e migliorare uno spazio pubblico.

Se guardiamo esclusivamente all’impegno dei cittadini, non possiamo che applaudirli.

Se però guardiamo alla vicenda dal punto di vista amministrativo, la domanda cambia completamente.

Dove finisce la cittadinanza attiva e dove comincia la sostituzione dei cittadini a un’Amministrazione che dovrebbe assicurare manutenzione, decoro e fruibilità degli spazi pubblici?

Perché la partecipazione è una cosa.

Essere costretti a fare da soli è tutt’altra cosa.

Un quartiere che non aspetta più

Fontanelle Insieme scrive una frase che probabilmente rappresenta meglio di ogni altra quanto sta accadendo:

«La comunità non è spettatrice. È parte di questo progetto».

Ed è vero.

La comunità non è rimasta a guardare.

Ha deciso di intervenire direttamente.

Il Comitato racconta di persone che hanno lavorato, condiviso, sorriso e mangiato insieme, dimostrando che «un quartiere cambia quando le persone scelgono di esserci».

È una straordinaria dimostrazione di senso civico.

Ma proprio per questo l’Amministrazione comunale dovrebbe interrogarsi.

Perché quando una comunità riesce autonomamente a raccogliere risorse, organizzare persone, realizzare interventi e mantenere vivo uno spazio pubblico, dimostra certamente quanto valgono i cittadini.

Ma rischia contemporaneamente di mostrare quanto sia assente chi dovrebbe occuparsene istituzionalmente.

Il volontariato non può diventare un alibi

Occorre evitare soprattutto un equivoco.

Il volontariato, l’associazionismo e la cittadinanza attiva rappresentano una ricchezza enorme per una città.

Devono affiancare le istituzioni, stimolarle, proporre idee e contribuire a creare comunità.

Non possono diventare l’alibi attraverso il quale l’istituzione arretra e lascia ai cittadini ciò che dovrebbe fare direttamente.

Altrimenti si crea persino un paradosso: il cittadino finanzia l’ente pubblico attraverso le imposte e poi deve mettere nuovamente mano al portafoglio, attraverso tesseramenti e iniziative private, e magari offrire gratuitamente anche il proprio lavoro per avere un quartiere più decoroso.

Non può essere questo il modello ordinario di gestione della città.

Fontanelle dà una lezione. Ma al Comune

Per questo ciò che è accaduto al Parco Oikos merita di essere raccontato soprattutto come una grande dimostrazione di maturità della comunità di Fontanelle.

I cittadini hanno scelto di non aspettare.

Si sono organizzati, hanno raccolto risorse e stanno restituendo qualcosa al proprio territorio.

A loro va riconosciuto il merito.

Ma proprio il loro esempio rende ancora più evidente la domanda che Report Sicilia rivolge all’Amministrazione comunale:

se i cittadini raccolgono i soldi, lavorano gratuitamente, sistemano gli spazi e si occupano del proprio quartiere, quale parte resta al Comune?

Fontanelle Insieme conclude il proprio messaggio invitando tutti a partecipare con un’iscrizione, un contributo, un’idea o mettendo a disposizione il proprio tempo.

È una chiamata alla partecipazione che merita rispetto.

Ma sarebbe bello che, accanto ai cittadini che hanno scelto di esserci, cominciasse ad esserci concretamente anche l’Amministrazione comunale.

Perché una comunità attiva è una risorsa.

Una comunità costretta a sostituirsi alle istituzioni, invece, è il segnale di qualcosa che non funziona.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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