Agrigento – Caso Crosta, La Vardera rompe gli indugi: «Fuori da Controcorrente». Ringrazia Report Sicilia e lancia l’ultimatum a Sodano. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Nel video che alleghiamo il fondatore del movimento riconosce il valore dell’inchiesta, annuncia l’espulsione del vicesindaco e mette il sindaco davanti a una scelta politica: revocare Crosta oppure assumersi pubblicamente la responsabilità della rottura
Il caso Crosta è arrivato al punto di non ritorno.
Ismaele La Vardera rompe gli indugi, ringrazia pubblicamente Report Sicilia per l’inchiesta che ha portato alla luce la vicenda dell’immobile di contrada Zingarello e annuncia l’espulsione del vicesindaco Giovanni Crosta da Controcorrente.
Il leader del movimento, nel video che alleghiamo integralmente a questo articolo, non lascia più spazio a mediazioni o interpretazioni: Crosta non può continuare a rappresentare Controcorrente.
La decisione segna una svolta politica pesantissima e consegna al sindaco Michele Sodano una responsabilità che adesso non può più essere rinviata, aggirata o nascosta dietro la convocazione di riunioni locali.
La Vardera, in sostanza, pone un ultimatum politico al primo cittadino: se Crosta non si dimetterà spontaneamente, dovrà essere Sodano a revocarlo dalla carica di vicesindaco e a ritirargli le deleghe. In caso contrario, sarà il sindaco ad assumersi la responsabilità della rottura con il movimento che lo ha candidato e sostenuto.
Il ringraziamento a Report Sicilia
Il riconoscimento pubblico rivolto da La Vardera a Report Sicilia ha un significato che va ben oltre la cortesia istituzionale.
È il riconoscimento del lavoro svolto dalla nostra testata quando quasi tutti tacevano, minimizzavano o si limitavano a ripetere le dichiarazioni del vicesindaco senza verificare i documenti, le immagini e le incongruenze emerse.
Report Sicilia ha iniziato a occuparsi pubblicamente del caso il primo settembre. Da allora ha posto domande precise sulla regolarità dell’immobile, sulla sua distanza dalla battigia, sulla pratica di sanatoria ancora pendente, sull’effettivo utilizzo della struttura, sulla presenza dell’acqua, sullo smaltimento dei reflui e sui lavori apparentemente eseguiti negli ultimi anni.
Non abbiamo chiesto condanne sommarie. Abbiamo chiesto documenti.
Non abbiamo chiesto a nessuno di credere sulla parola alla nostra ricostruzione. Abbiamo chiesto a Crosta di mostrare il titolo edilizio, il nulla osta della Soprintendenza, la sanatoria eventualmente rilasciata e le autorizzazioni relative agli interventi più recenti.
Quei documenti, fino a questo momento, non sono stati resi pubblici.
Al posto degli atti sono arrivati annunci di querele, accuse contro il giornale e tentativi di ridimensionare la vicenda. Oggi, però, persino il fondatore del movimento di appartenenza di Crosta riconosce che le questioni sollevate da Report Sicilia non potevano essere liquidate come una campagna personale.
La richiesta iniziale di chiarezza è stata trasformata da Controcorrente prima nella richiesta di dimissioni e ora, secondo quanto affermato da La Vardera nel video allegato, nell’estromissione politica di Crosta dal movimento.
Non è una condanna penale, è una valutazione politica
È necessario ribadire un punto: nessuno sta sostenendo che l’espulsione da un movimento equivalga a una condanna penale.
La questione posta da Controcorrente è innanzitutto politica e riguarda l’opportunità della permanenza nella carica di un vicesindaco che ha una pratica di sanatoria pendente presso l’ente nel quale esercita rilevanti funzioni amministrative.
Crosta ha spiegato di avere ereditato l’immobile e di non essere responsabile della sua costruzione originaria. Ma l’inchiesta non riguarda soltanto chi costruì la casa decenni fa.
Riguarda anche lo stato attuale dell’immobile, il suo utilizzo, le dichiarazioni rese pubblicamente, la legittimità delle singole opere e gli interventi che, dal confronto delle immagini, sembrerebbero essere stati eseguiti negli ultimi anni.
Affermare di avere ereditato l’immobile non risponde alle domande sui lavori apparentemente più recenti. Occorre sapere quali opere siano state realizzate, quando, da chi, su incarico di chi e in forza di quali titoli edilizi e paesaggistici.
Sono domande alle quali Crosta può rispondere in modo semplicissimo: pubblicando gli atti.
Dal «rudere disabitato» alle immagini dell’utilizzo
Una delle contraddizioni più rilevanti riguarda la rappresentazione iniziale dell’immobile.
Crosta ha parlato di un rudere, privo di destinazione residenziale e non abitato. Le fotografie emerse successivamente hanno mostrato, invece, l’utilizzo dell’immobile almeno in occasione di alcune festività estive.
Controcorrente aveva già indicato proprio questa incongruenza tra le ragioni della sua decisione, ritenendo poco compatibile con i principi di trasparenza una prima descrizione poi ridimensionata dagli elementi resi pubblici.
La questione non è stabilire quante notti qualcuno abbia trascorso nella casa. Il punto politico è un altro: se un amministratore interviene pubblicamente per chiarire una vicenda che lo riguarda, deve fornire una rappresentazione completa, precisa e verificabile.
Ogni omissione o ricostruzione parziale alimenta inevitabilmente il dubbio.
L’Atto di indirizzo firmato da Crosta
Alla vicenda dell’immobile si aggiunge un elemento istituzionalmente ancora più delicato.
Crosta, direttamente interessato da una pratica di sanatoria pendente, ha sottoscritto insieme all’assessore Costanza Miccichè un Atto di indirizzo volto ad accelerare l’esame delle pratiche di condono edilizio ancora ferme presso il Comune.
Che si tratti di un atto generale non elimina la questione dell’opportunità.
Il primo settembre Report Sicilia aveva già reso pubblica la posizione personale di Crosta. La firma dell’Atto di indirizzo interviene quindi in un contesto nel quale la coincidenza tra il ruolo istituzionale del vicesindaco e la sua condizione di richiedente una sanatoria era ormai pubblicamente nota.
Se questo non rappresenta quantomeno una situazione di conflitto d’interessi potenziale, o comunque una gravissima questione di opportunità istituzionale, allora qualcuno dovrebbe spiegare ai cittadini quali condizioni sarebbero necessarie per imporre l’astensione di un amministratore.
Crosta avrebbe dovuto restare completamente estraneo a qualsiasi iniziativa politica o amministrativa riguardante sanatorie e condoni. Non perché la sua pratica sarebbe stata automaticamente favorita, ma perché chi amministra deve evitare persino l’apparenza di poter incidere su una materia dalla quale potrebbe ricavare un interesse personale.
L’ultimatum a Sodano
Adesso la decisione spetta a Michele Sodano.
Il sindaco aveva difeso apertamente Crosta, sostenendo che perdere un amministratore del suo valore avrebbe rappresentato una sconfitta per la città e annunciando una riunione delle cariche agrigentine di Controcorrente.
Quella linea, però, viene oggi travolta dalla decisione assunta da La Vardera.
Non si tratta più di attendere una riflessione interna. Se il fondatore del movimento annuncia che Crosta è fuori da Controcorrente, Sodano deve decidere se mantenere nella carica di vicesindaco un amministratore ormai estromesso dalla forza politica che lo aveva indicato.
Le possibilità sono soltanto due.
Sodano può prendere atto della decisione politica, revocare Crosta e ricomporre il rapporto con Controcorrente.
Oppure può confermare la fiducia al vicesindaco e aprire formalmente la crisi con La Vardera.
Non esiste una terza strada fondata sul rinvio infinito. Non sarebbe sufficiente modificare qualche delega, trasferire la competenza sulla Polizia municipale o trovare una soluzione di facciata per salvare contemporaneamente Crosta e l’alleanza.
Il problema non è soltanto quali deleghe eserciti il vicesindaco. Il problema è la sua permanenza nella giunta dopo la scelta politica annunciata dal movimento.
Chi comanda davvero ad Agrigento?
La vicenda pone anche una questione più generale: chi determina la linea politica dell’amministrazione comunale?
La Vardera è il fondatore di Controcorrente e ha contribuito in maniera decisiva alla candidatura e all’elezione di Sodano. Il sindaco, tuttavia, rivendica il proprio potere esclusivo di nominare e revocare gli assessori.
Sul piano istituzionale è certamente il sindaco a scegliere i componenti della giunta. Sul piano politico, però, Sodano è stato eletto attraverso una coalizione e non può fingere che le decisioni del movimento principale che lo ha sostenuto siano irrilevanti.
Se ritiene che La Vardera abbia oltrepassato il limite, lo dica chiaramente.
Se vuole trattenere Crosta contro la volontà di Controcorrente, lo faccia assumendosene ogni conseguenza.
Se invece intende restare dentro quel progetto politico, deve comportarsi coerentemente con la decisione assunta dai vertici del movimento.
Il rischio di una nuova maggioranza
La rottura sul caso Crosta potrebbe inoltre accelerare la ricerca di equilibri diversi in Consiglio comunale.
Secondo indiscrezioni già raccolte da Report Sicilia, nell’ambiente politico agrigentino si discuterebbe della possibilità di un cosiddetto «governo di alto profilo», formalmente civico o tecnico, sostenuto dall’esterno da MPA e Forza Italia.
Si tratta di indiscrezioni sulle quali abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere conferme o smentite ai diretti interessati.
Se Sodano decidesse di rompere con La Vardera e mantenere Crosta, avrebbe bisogno di una nuova copertura politica e consiliare. In questo scenario l’appoggio esterno delle forze riconducibili a Roberto Di Mauro e Riccardo Gallo potrebbe consentirgli di proseguire l’esperienza amministrativa senza un passaggio formale in un altro partito.
La giunta verrebbe presentata come composta da figure «di alto profilo», mentre la sua sopravvivenza sarebbe garantita dai voti di MPA e Forza Italia.
Se questa fosse la soluzione, non assisteremmo a una semplice riorganizzazione amministrativa, ma a un ribaltamento politico rispetto alla coalizione presentata agli elettori.
La Vardera adesso deve andare fino in fondo
La decisione annunciata da La Vardera è netta, ma dovrà essere seguita da comportamenti altrettanto netti.
Non basta espellere Crosta da Controcorrente se poi il movimento continuerà a sostenere una giunta nella quale Crosta rimarrà vicesindaco.
Non basta ringraziare Report Sicilia e riconoscere il valore dell’inchiesta se poi si accetteranno soluzioni di compromesso costruite per evitare la rottura.
La Vardera ha posto una questione di coerenza e trasparenza. Ora deve andare fino in fondo.
Se Sodano manterrà Crosta, Controcorrente dovrà decidere se ritirare i propri rappresentanti dalla giunta e il sostegno politico al sindaco. Altrimenti l’espulsione rischierebbe di trasformarsi in un atto soltanto simbolico, utile a proteggere l’immagine regionale del movimento ma privo di conseguenze concrete ad Agrigento.
Ora parlino gli atti
Report Sicilia prende atto del ringraziamento di Ismaele La Vardera, ma continuerà a svolgere il proprio lavoro con la stessa libertà e determinazione.
La decisione politica di Controcorrente non chiude l’inchiesta. Rimangono tutte le domande sull’immobile, sulla pratica di sanatoria, sulla distanza dalla battigia, sui lavori apparentemente recenti, sull’acqua, sullo smaltimento dei reflui e sull’Atto di indirizzo firmato da Crosta.
Resta inoltre la richiesta di intervento del Segretario generale del Comune, della Prefettura e della Procura della Repubblica affinché ogni profilo venga valutato dagli organi competenti, senza anticipare conclusioni e senza trattamenti differenziati.
Crosta ha ancora la possibilità di chiarire tutto pubblicando i documenti.
Sodano ha ancora la possibilità di scegliere la trasparenza e assumere una decisione coerente.
La Vardera, con il video che alleghiamo, ha pronunciato parole che non consentono più passi indietro.
Da oggi nessuno potrà sostenere che si tratti soltanto di una polemica giornalistica. Il caso Crosta è diventato una crisi politica vera. E il prossimo atto spetta al sindaco di Agrigento.
Report Sicilia pubblicherà integralmente eventuali repliche, precisazioni o documenti trasmessi dai soggetti interessati.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

