Agrigento – European Cup, il Sindaco Sodano avrebbe negato il patrocinio per la presenza della squadra Israeliana: Comune assente anche al PalaEgoGreen. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Imponente spiegamento di forze dell’ordine e pochi manifestanti filopalestinesi. Nessun rappresentante dell’amministrazione alla competizione europea, neppure l’assessore allo Sport. Il sindaco renda pubbliche la richiesta dell’Albatro Siracusa e la risposta del Comune
Uno spiegamento imponente di forze dell’ordine, diversi mezzi della Polizia e la presenza di reparti specializzati hanno accompagnato la partita di ritorno della EHF European Cup di pallamano disputata al PalaEgoGreen di Agrigento tra la Teamnetwork Albatro Siracusa e gli israeliani dell’Holon Yuvalim.
Dall’altra parte, come documentano chiaramente le fotografie, uno sparuto gruppo di manifestanti filopalestinesi, con bandiere e striscioni, ha partecipato al presidio annunciato contro la presenza della formazione israeliana.
Una contestazione numericamente molto contenuta, dunque, a fronte di un dispositivo di sicurezza particolarmente consistente, predisposto per garantire il regolare svolgimento dell’incontro in considerazione del delicato quadro internazionale.
Tutto si è svolto senza incidenti. Ma, dentro e fuori dal PalaEgoGreen, non è passata inosservata un’altra circostanza: la totale assenza delle istituzioni comunali.
Nessuno in rappresentanza del Comune
Agrigento ha ospitato per due giorni una manifestazione sportiva di caratura europea. Eppure, per quanto è stato possibile constatare, al PalaEgoGreen non era presente alcun rappresentante dell’amministrazione comunale.
Non il sindaco, non un assessore e neppure l’assessore con delega allo Sport.
Un’assenza istituzionale evidente e difficilmente comprensibile. Il Comune avrebbe potuto essere rappresentato anche soltanto per rivolgere un saluto agli organizzatori, agli atleti, alle delegazioni e al pubblico, senza che ciò comportasse alcuna adesione alle politiche del governo israeliano.
Le istituzioni rappresentano la città e devono essere capaci di distinguere una competizione sportiva internazionale dalle valutazioni politiche sul conflitto in Medio Oriente.
L’indiscrezione sulla richiesta di patrocinio
A rendere ancora più significativo il vuoto istituzionale è un’indiscrezione che, se confermata dagli atti, aprirebbe una questione politica molto seria.
Secondo quanto risulta a Report Sicilia, l’Albatro Siracusa avrebbe inviato al sindaco Michele Sodano una lettera ufficiale chiedendo il patrocinio del Comune di Agrigento per la doppia manifestazione di European Cup.
Non una semplice partita amichevole, ma due incontri ufficiali di una competizione continentale, disputati il 12 e il 13 settembre nel principale impianto sportivo al coperto della città.
La società siracusana giocava formalmente in casa, ma è stata costretta a trasferirsi ad Agrigento perché il proprio palazzetto non possiede i requisiti necessari per ospitare gare europee. Il PalaEgoGreen ha così consentito all’Albatro e alla Sicilia di partecipare a un appuntamento sportivo internazionale.
Alla richiesta di patrocinio, tuttavia, sarebbe arrivato un secco rifiuto. La motivazione sarebbe stata riconducibile alla posizione filopalestinese dell’amministrazione e alla presenza, tra le squadre partecipanti, della formazione israeliana dell’Holon Yuvalim.
Se questa ricostruzione fosse confermata, non ci troveremmo soltanto davanti a una scelta discrezionale sul patrocinio. Bisognerebbe comprendere se la nazionalità di una delle squadre abbia determinato tanto il rifiuto quanto la successiva assenza dell’intera amministrazione comunale.
Solidarietà alla Palestina e responsabilità istituzionale sono cose diverse
Manifestare solidarietà al popolo palestinese, chiedere la cessazione della guerra e condannare le sofferenze della popolazione civile sono posizioni politiche legittime.
Ma una squadra sportiva israeliana non può essere automaticamente identificata con le scelte del governo del proprio Paese. Atleti e dirigenti non possono diventare destinatari di una responsabilità collettiva fondata esclusivamente sulla loro nazionalità.
Il patrocinio comunale non avrebbe rappresentato un sostegno al governo israeliano, ma il riconoscimento istituzionale di una manifestazione sportiva europea ospitata dalla città.
Anche qualora l’amministrazione avesse deciso legittimamente di non concederlo, restava possibile garantire una presenza istituzionale. Sarebbe bastato l’assessore allo Sport, chiamato a rappresentare Agrigento e non una delle due squadre.
Invece, almeno per quanto osservato durante l’evento, il Comune è risultato completamente assente.
Sodano renda pubbliche la richiesta e la risposta
Il sindaco Michele Sodano chiarisca adesso se la richiesta di patrocinio sia effettivamente pervenuta, chi abbia deciso di respingerla e quale sia stata la motivazione formalmente comunicata all’Albatro Siracusa.
Il Comune pubblichi la lettera della società e la propria risposta. Soltanto gli atti potranno confermare o smentire una ricostruzione troppo rilevante per rimanere confinata alle indiscrezioni.
Il sindaco spieghi inoltre perché nessun rappresentante dell’amministrazione abbia ritenuto di partecipare a un evento internazionale ospitato ad Agrigento. Possibile che non si sia trovato neppure il tempo per inviare l’assessore allo Sport?
La città ha messo a disposizione il proprio impianto. Lo Stato ha garantito la sicurezza con un ingente spiegamento di uomini e mezzi. Gli organizzatori hanno sostenuto il peso della manifestazione. Le squadre sono scese regolarmente in campo.
L’unico soggetto che sembrerebbe avere scelto di non farsi vedere è stato proprio il Comune di Agrigento.
Le fotografie mostrano il presidio filopalestinese e alcuni dei mezzi delle forze dell’ordine presenti nei pressi del PalaEgoGreen.
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Fonte: Report Sicilia
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