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Agrigento – Caso Crosta, il docente di “trasparenza” di Controcorrente finisce travolto dalle carte: La Vardera oggi cosa ne pensa?

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Agrigento – Caso Crosta, il docente di “trasparenza” di Controcorrente finisce travolto dalle carte: La Vardera oggi cosa ne pensa?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

Cosa sta succedendo

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A gennaio Giovanni Crosta insegnava ai futuri consiglieri comunali trasparenza amministrativa, accesso agli atti, obblighi di pubblicazione e conflitti d’interesse. Dopo Zingarello, Cavaleri Magazzeni e il nuovo allegato comparso sul sito comunale, la domanda è inevitabile: se gli allievi seguono l’esempio del professore, siamo rovinati?

Il caso Crosta regala un’altra “chicca”. Una di quelle che, se la vicenda non fosse tremendamente seria, potrebbe persino sembrare la scena di una commedia politica.

Giovanni Crosta, l’ex vicesindaco di Agrigento finito al centro degli approfondimenti di Report Sicilia sulla casa di Zingarello, sull’immobile di viale Cavaleri Magazzeni e sulla dichiarazione patrimoniale pubblicata dal Comune, era stato scelto da Controcorrente come docente di trasparenza amministrativa.

Avete letto bene: proprio trasparenza.

A documentarlo è il programma della “Scuola di formazione per consiglieri comunali” organizzata ad Agrigento dal movimento di Ismaele La Vardera nelle giornate del 24 e 25 gennaio.

Tra i docenti figuravano anche gli avvocati Giovanni Crosta e Giuseppe Danile, ai quali era stata affidata una lezione dal titolo:

“Trasparenza amministrativa, accesso agli atti e conflitti di interesse”.

Il programma specificava inoltre che l’incontro avrebbe approfondito gli strumenti di trasparenza nella pubblica amministrazione, l’accesso agli atti, gli obblighi di pubblicazione, i controlli interni e i profili di responsabilità dell’amministratore locale.

Una scelta che, riletta oggi alla luce di tutto ciò che è emerso, assume un sapore politicamente surreale.

Crosta spiegava agli altri gli obblighi di pubblicazione

Il corso di Controcorrente nasceva, secondo quanto dichiarato dagli organizzatori, con l’obiettivo di formare i cittadini e i futuri consiglieri comunali, fornendo loro gli strumenti necessari per comprendere funzioni, responsabilità e prerogative istituzionali.

E chi venne scelto per spiegare trasparenza, obblighi di pubblicazione e conflitti d’interesse?

Giovanni Crosta.

Lo stesso Crosta che, una volta nominato vicesindaco, avrebbe ricevuto dal sindaco Michele Sodano deleghe delicatissime: Trasparenza e anticorruzione, Affari legali, Polizia municipale, Patrimonio, Tributi e Personale.

Lo stesso Crosta che oggi si trova al centro di una vicenda nella quale proprio la trasparenza, la completezza degli atti e la pubblicazione dei documenti rappresentano il problema principale.

A questo punto una domanda sorge spontanea: quale lezione impartiva Crosta agli aspiranti consiglieri comunali?

Spiegava che una domanda di condono non equivale a una concessione edilizia in sanatoria?

Spiegava che un amministratore pubblico deve rispondere mostrando gli atti?

Spiegava come devono essere pubblicate integralmente le dichiarazioni patrimoniali?

Spiegava come si evitano anche soltanto potenziali conflitti d’interesse?

Oppure questa parte del programma era soltanto teoria?

Zingarello, Cavaleri Magazzeni e le carte che mancano

Report Sicilia, nelle ultime settimane, ha pubblicato documenti, immagini e risultanze catastali riguardanti la casa di contrada Zingarello, della quale Crosta ha riconosciuto pubblicamente la proprietà.

Sull’immobile restano aperte domande precise: quale parte sarebbe stata sanata? Quale porzione sarebbe ancora oggetto di una pratica? Esiste il nulla osta della Soprintendenza? Quali titoli hanno autorizzato i lavori apparentemente realizzati negli ultimi anni?

A questo si è aggiunto l’immobile di viale Cavaleri Magazzeni: una casa classificata catastalmente A/7, con una consistenza di 11,5 vani e una quota di comproprietà attribuita a Crosta.

Anche in questo caso abbiamo chiesto se esista una concessione edilizia in sanatoria oppure soltanto una domanda di condono ancora pendente.

Non sono arrivate concessioni, protocolli o fascicoli completi. Sono arrivati soprattutto attacchi, accuse e annunci di querele.

Una reazione piuttosto singolare per chi insegnava ai futuri amministratori proprio l’accesso agli atti e gli obblighi di pubblicazione.

Il foglio comparso dopo la nostra diretta

L’ultimo risvolto rende il paradosso ancora più evidente.

Report Sicilia aveva confrontato la dichiarazione patrimoniale di Crosta, così come risultava pubblicata sul sito del Comune, con la documentazione catastale acquisita dalla nostra testata.

Nel file allora disponibile non comparivano le proprietà di Zingarello e viale Cavaleri Magazzeni.

Dopo il nostro articolo e la diretta, il 14 settembre la scheda comunale di Crosta è stata aggiornata e sul portale è comparso un nuovo allegato contenente proprio i due immobili contestati.

Il foglio reca la data manoscritta del 22 giugno 2026, mentre il file digitale pubblicato dal Comune risulta creato il 14 settembre.

Questo non dimostra automaticamente un’alterazione o un’integrazione successiva. Impone però di sapere quando quel foglio sia stato effettivamente ricevuto e protocollato dal Comune, perché non fosse stato pubblicato prima e chi ne abbia disposto la digitalizzazione e il caricamento soltanto oggi.

Esattamente ciò che dovrebbe interessare a chi ha tenuto una lezione sulla trasparenza, sui controlli interni e sulle responsabilità degli amministratori pubblici.

La Vardera conosceva davvero il suo dirigente?

Adesso la domanda politica deve essere rivolta a Ismaele La Vardera.

Il leader di Controcorrente ha scelto Crosta come dirigente del movimento, lo ha presentato come persona adatta a ricoprire un ruolo istituzionale e il suo movimento lo ha persino indicato come docente in un corso destinato alla formazione dei futuri consiglieri comunali.

La Vardera sapeva dell’esistenza della casa di Zingarello e della relativa pratica?

Sapeva della proprietà di viale Cavaleri Magazzeni?

Sapeva che su quella casa potesse esistere una questione legata a una domanda di condono?

Aveva mai chiesto a Crosta di produrre i documenti relativi alla propria situazione patrimoniale e immobiliare?

Quali controlli sono stati effettuati prima di affidargli una lezione sulla trasparenza e prima di indicarlo come rappresentante istituzionale del movimento?

Non pretendiamo che La Vardera fosse chiaroveggente o che conoscesse fatti che Crosta non gli avrebbe riferito. Ma oggi, dopo quanto emerso, il leader di Controcorrente ha il dovere politico di spiegare quale valutazione dia di quella scelta.

Se gli allievi sono come il professore, siamo rovinati

La questione potrebbe essere liquidata con una battuta: se gli allievi sono come il professore, siamo rovinati.

Ma dietro la battuta c’è un problema politico molto serio.

La trasparenza non può essere uno slogan da utilizzare durante una campagna elettorale, una parola da stampare su una locandina o l’argomento di una lezione impartita agli altri.

La trasparenza si pratica quando arrivano le domande scomode.

Si pratica pubblicando i titoli edilizi.

Si pratica chiarendo lo stato delle domande di condono.

Si pratica rendendo disponibili integralmente le dichiarazioni patrimoniali.

Si pratica spiegando perché un documento datato 22 giugno venga digitalizzato e pubblicato sul portale soltanto il 14 settembre, dopo un’inchiesta giornalistica.

Si pratica rispondendo con i documenti, non con gli insulti.

Il problema non è soltanto Crosta

La vicenda coinvolge politicamente anche chi ha selezionato, promosso e presentato Crosta come esempio di competenza amministrativa.

Nel programma della scuola di formazione si parlava di “corrette modalità di comportamento dell’amministratore locale nell’attività consiliare”.

Oggi possiamo chiedere a Controcorrente se il comportamento tenuto da Crosta davanti alle richieste di chiarimento di Report Sicilia corrisponda al modello insegnato durante quel corso.

È questo il modo in cui un amministratore dovrebbe rispondere quando gli vengono chiesti atti pubblici?

È questo il modello di trasparenza che Controcorrente intende proporre nei Comuni siciliani?

È questo il livello dei controlli preventivi effettuati dal movimento sui propri dirigenti e candidati?

La Vardera ha preso le distanze da Crosta quando il caso è diventato politicamente insostenibile. Ma prendere le distanze non basta a cancellare la scelta compiuta prima.

Occorre spiegare come Crosta sia diventato il docente chiamato a formare gli altri proprio sulla materia nella quale oggi emergono le contraddizioni più clamorose.

La Vardera risponda alla città

Ismaele La Vardera ha costruito gran parte della propria immagine politica sulla denuncia, sulla trasparenza e sulla capacità di mostrare ciò che altri vorrebbero nascondere.

Proprio per questo non può sottrarsi alle domande quando i problemi riguardano un esponente del suo movimento.

Oggi cosa pensa del suo docente di trasparenza?

Ritiene ancora adeguata la scelta di avere affidato a Crosta una lezione sugli obblighi di pubblicazione e sui conflitti d’interesse?

Controcorrente chiederà formalmente al Comune di pubblicare il protocollo originario e la cronologia informatica della dichiarazione patrimoniale?

La Vardera pretenderà da Crosta la pubblicazione delle concessioni edilizie in sanatoria relative ai due immobili?

Il movimento renderà noti i criteri con cui seleziona docenti, dirigenti e candidati?

Sono domande legittime, soprattutto per un movimento che pretendeva di insegnare agli altri come si amministra correttamente un ente locale.

Una lezione che oggi ritorna al mittente

La locandina della scuola di formazione è rimasta lì, sui social, a ricordare una scelta che oggi appare quantomeno infelice.

Giovanni Crosta doveva spiegare ai futuri consiglieri comunali la trasparenza amministrativa, l’accesso agli atti, gli obblighi di pubblicazione, i controlli interni, i conflitti d’interesse e le responsabilità degli amministratori.

Pochi mesi dopo, proprio intorno alla sua posizione, Report Sicilia deve chiedere documenti, protocolli, concessioni edilizie, pratiche di condono e chiarimenti su un allegato comparso soltanto dopo la nostra inchiesta.

Il caso, ormai, sembra essersi trasformato in una lezione involontaria. Ma non nel senso immaginato dagli organizzatori.

La vera lezione è che la trasparenza non si insegna soltanto agli altri: si dimostra quando riguarda se stessi.

E allora, onorevole La Vardera, oggi cosa ne pensa del professore scelto dal suo movimento?

Perché se questo era il docente e gli allievi ne hanno seguito l’esempio, più che “Controcorrente” rischiamo di trovarci tutti trascinati dalla corrente.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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