Agrigento – Teatro Pirandello, il “cambiamento” rischia di fermarsi al CdA: Fiaccabrino e Torre verso la riconferma?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Dopo avere liquidato la precedente governance parlando di lottizzazioni e rendite politiche, Michele Sodano potrebbe lasciare al proprio posto le due principali figure operative scelte da quel Consiglio. Intanto la direttrice artistica rilancia il progetto del Teatro di produzione. Report Sicilia lo aveva già scritto: il vero banco di prova sarà il metodo utilizzato per le prossime nomine
AGRIGENTO – Il Consiglio di amministrazione è cambiato. Adesso bisognerà capire se cambierà davvero anche il sistema oppure se l’annunciata rivoluzione di Michele Sodano si limiterà alla sostituzione di quattro nomi.
Dopo la cessazione del precedente CdA della Fondazione Teatro Luigi Pirandello sono terminati, secondo il meccanismo previsto dallo Statuto, anche gli incarichi della direttrice generale Alessandra Fiaccabrino e della direttrice artistica Roberta Torre.
Entrambe, tuttavia, potrebbero essere riconfermate.
Ed è proprio qui che il “cambiamento” proclamato dal Sindaco entra nella sua prova più delicata.
Sodano aveva accompagnato il rinnovo del Consiglio di amministrazione con parole durissime contro le precedenti logiche politiche, parlando di lottizzazioni, rendite e spartizioni. Aveva presentato i quattro componenti scelti direttamente da lui come altrettanti “top player”, assicurando alla città l’apertura di una stagione completamente nuova.
Ma se, dopo avere azzerato il vertice politico della Fondazione, il nuovo CdA dovesse riconfermare le due figure operative individuate dalla governance precedente, la cesura con il passato apparirebbe certamente molto meno netta di quanto raccontato.
Questo non significa sostenere che Fiaccabrino e Torre debbano essere necessariamente sostituite.
Una riconferma potrebbe essere perfettamente legittima e persino giustificata dalla qualità del lavoro svolto. Il problema, ancora una volta, non riguarda soltanto i nomi, ma il metodo attraverso il quale verranno assunte le decisioni.
Roberta Torre rilancia il Teatro di produzione
Nel frattempo Roberta Torre non resta a guardare e rilancia pubblicamente il proprio progetto per il Pirandello.
L’obiettivo dichiarato sarebbe quello di trasformare la struttura agrigentina in un vero Teatro di produzione, capace di dotarsi di una compagnia stabile composta anche da giovani attori del territorio, creare lavoro qualificato, intercettare finanziamenti ministeriali ed europei ed entrare nei circuiti dei principali teatri italiani.
Un progetto ambizioso e certamente interessante, che merita di essere valutato per i propri contenuti.
Ma la domanda politica rimane inevitabile: chi deciderà se affidare nuovamente a Roberta Torre la direzione artistica?
E soprattutto, attraverso quale procedimento?
Lo Statuto stabilisce che il direttore generale venga nominato dal Consiglio di amministrazione tra persone dotate di comprovata esperienza nella gestione e nell’organizzazione di spettacoli e di enti analoghi.
Sarà poi il direttore generale, dopo avere sentito il CdA, a nominare il direttore artistico.
La catena decisionale è dunque molto chiara:
Michele Sodano ha scelto quattro componenti su cinque del Consiglio di amministrazione;
il CdA nominerà il direttore generale;
il direttore generale, sentito lo stesso Consiglio, sceglierà il direttore artistico.
Formalmente il Sindaco non firmerà tutte le nomine. Politicamente, però, il peso dei quattro consiglieri da lui individuati sarà difficilmente contestabile.
Report Sicilia lo aveva già chiesto: sarà pubblicato un avviso?
Report Sicilia aveva sollevato la questione già all’indomani dell’insediamento del nuovo CdA.
Non abbiamo contestato le qualità professionali di Osvaldo Lo Iacono, Silvia Giambrone, Giuseppe Innocente e Maricetta Lombardo. Abbiamo posto una domanda diversa e molto semplice: perché il Sindaco non ha pubblicato un avviso o una manifestazione d’interesse prima di scegliere i quattro componenti di propria competenza?
Lo Statuto attribuisce a Sodano il potere di nomina.
Nessuno lo mette in dubbio.
Ma quello stesso Statuto non gli impediva di raccogliere pubblicamente curricula, progetti e disponibilità, stabilire criteri preventivi, effettuare una comparazione e motivare successivamente la scelta.
Il Sindaco avrebbe mantenuto intatta la propria prerogativa, esercitandola però attraverso un procedimento realmente aperto e trasparente.
Non è stato fatto.
I cittadini sanno soltanto che i quattro componenti sono stati scelti direttamente da Michele Sodano. Non sanno quanti altri professionisti siano stati valutati, quali requisiti siano stati presi in considerazione e chi abbia stabilito che proprio loro fossero i migliori disponibili.
Adesso lo stesso interrogativo si ripropone per la direzione generale.
Nell’aprile 2026 la Fondazione aveva pubblicato una manifestazione d’interesse per l’individuazione del direttore generale. Non si trattava di un concorso e non prevedeva la formazione di una graduatoria, ma consentiva agli interessati di presentare curriculum e candidatura.
Il nuovo CdA farà almeno altrettanto?
Oppure Alessandra Fiaccabrino verrà riconfermata senza alcun avviso, attraverso una decisione assunta all’interno del Consiglio?
E se sarà scelto un altro direttore generale, verrà individuato con una procedura pubblica oppure attraverso la solita chiamata fiduciaria?
Giulio Cinque, la continuità è già entrata nel nuovo CdA
Un primo elemento di continuità, intanto, è già evidente.
Giulio Cinque, componente designato dal presidente della Regione Renato Schifani e già presente nel precedente Consiglio di amministrazione, è stato eletto vicepresidente della Fondazione.
La sua permanenza nel CdA non dipende da Sodano, poiché la relativa designazione spetta alla Regione.
La vicepresidenza, però, gli è stata affidata dal nuovo Consiglio, nel quale quattro componenti su cinque sono stati nominati dal Sindaco.
Senza il consenso dei consiglieri scelti da Sodano, Cinque difficilmente avrebbe potuto ottenere quella carica.
Il nuovo corso annunciato come estraneo alle spartizioni politiche è dunque iniziato mantenendo un componente della precedente governance e promuovendolo alla vicepresidenza.
Se adesso dovessero essere riconfermate anche la direttrice generale e la direttrice artistica, il cambiamento rischierebbe di ridursi alla sostituzione dei soli quattro consiglieri indicati dal Comune.
Anche a Palazzo dei Giganti aumentano le conferme
Il ragionamento non riguarda soltanto il Teatro Pirandello.
A Palazzo dei Giganti Giovanni Civiltà, esponente di Forza Italia, è stato confermato presidente del Consiglio comunale. Marco Vullo, già assessore della precedente amministrazione Miccichè ed esponente dell’MPA, è stato eletto vicepresidente vicario dell’Aula.
Adesso rimane aperta anche la partita della segreteria generale del Comune.
Tra le ipotesi continua a circolare quella della conferma dell’attuale segretaria, nominata durante l’amministrazione Miccichè.
Anche in questo caso non sosteniamo che una persona debba essere sostituita soltanto perché ha lavorato con la precedente amministrazione. Sarebbe un ragionamento sbagliato e persino pericoloso.
Se una professionalità è valida e indipendente, può essere confermata.
Ma Sodano deve spiegare quale criterio stia adottando.
Cosa apparteneva al vecchio “Sistema Agrigento” che durante la campagna elettorale prometteva di smantellare?
Quali figure rappresentavano le lottizzazioni e le rendite politiche denunciate pubblicamente?
E quali, invece, meritano di essere riconfermate?
Non si può descrivere tutto ciò che esisteva prima come espressione di un sistema da combattere e poi, una volta conquistato il Palazzo, conservare uomini, incarichi e meccanismi senza spiegare alla città dove risieda la discontinuità.
Non chiediamo epurazioni, chiediamo trasparenza
Report Sicilia non chiede epurazioni e non pretende che il Sindaco cancelli tutto ciò che ha trovato.
Chiede qualcosa di molto più semplice: trasparenza, coerenza e procedure aperte.
Se Alessandra Fiaccabrino sarà riconfermata, il CdA spieghi pubblicamente sulla base di quali risultati, obiettivi e valutazioni.
Se Roberta Torre tornerà alla direzione artistica, venga illustrato il progetto, ne siano chiariti i costi, le coperture finanziarie, i tempi e i risultati attesi.
Se saranno individuate persone diverse, venga pubblicato un avviso e sia consentito a tutti i professionisti in possesso dei requisiti di presentare la propria candidatura.
Il cambiamento non consiste nel sostituire una persona con un’altra gradita alla nuova amministrazione.
Consiste nel cambiare il procedimento attraverso il quale quella persona viene scelta.
Il cambiamento non può essere soltanto uno slogan
Sodano ha costruito buona parte della propria proposta politica sulla rottura con il passato.
Adesso, però, gli slogan devono lasciare spazio agli atti.
Il nuovo CdA esiste, ma è stato scelto senza una procedura pubblica comparativa. Giulio Cinque, già componente della precedente governance, è diventato vicepresidente. Fiaccabrino e Torre potrebbero essere riconfermate. Al Comune si parla della possibile permanenza della segretaria generale nominata sotto Miccichè, mentre ai vertici del Consiglio comunale sono rimasti esponenti del centrodestra e dell’MPA.
Ogni singola scelta può avere una propria spiegazione.
Ma tutte insieme cominciano a comporre un quadro politico che il Sindaco non può ignorare.
Cambiare non significa necessariamente sostituire tutti.
Significa spiegare perché si mantiene qualcuno, perché si sostituisce qualcun altro e attraverso quali regole vengono assunte le decisioni.
Se il nuovo CdA pubblicherà un avviso per il direttore generale, stabilirà requisiti chiari, acquisirà le candidature e motiverà la scelta, potremo finalmente parlare di un metodo diverso.
Se invece Fiaccabrino verrà riconfermata direttamente e, a cascata, tornerà anche Torre, avremo cambiato il Consiglio di amministrazione lasciando sostanzialmente intatta la struttura precedente.
A quel punto la domanda non sarebbe più soltanto nostra:
dove sarebbe finito il cambiamento tanto annunciato da Michele Sodano?
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Fonte: Report Sicilia
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