Al momento stai visualizzando Agrigento – L’antica Aluntium si racconta attraverso il volume dell’archeologo e bizantinista austriaco Ewald Kislinger. La presentazione a Sant’Agata di Militello

Agrigento – L’antica Aluntium si racconta attraverso il volume dell’archeologo e bizantinista austriaco Ewald Kislinger. La presentazione a Sant’Agata di Militello

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Attualità
  • Commenti dell'articolo:0 commenti

Agrigento – L’antica Aluntium si racconta attraverso il volume dell’archeologo e bizantinista austriaco Ewald Kislinger. La presentazione a Sant’Agata di Militello. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 3 min

 

“Spigolature Bizantine del Valdemone Centrale” è il titolo del libro di Ewald Kislinger che sarà presentato domenica 20 settembre alle 19:00 negli spazi del Circolo “Dante Alighieri” in piazza Vincenzo Consolo a Sant’Agata di Militello, in provincia di Messina. 
Edito dall’Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici, il volume del bizantinista austriaco è curato dalla bizantinista e filologa Carolina Cupane e dalla ricercatrice e studiosa Francesca Paola Vuturo con la prefazione di Renata Lavagnini, neoellenista e bizantinista. 
L’opera, incentrata soprattutto sui rilevamenti storici emersi nelle zone interessate dai territori di San Marco d’Alunzio, Torrenova e Frazzanò, offre una collocazione definitiva alle antiche città di Demenna e Aluntium, tra le più importanti della Sicilia. 
Un prezioso lavoro inclusivo degli studi sparsi già pubblicati dall’autore tra il 1995 e il 2011, che approfondiscono e aggiornano le sue precedenti ricerche sui siti archeologici, anche grazie ai nuovi dati emersi dagli scavi durati dieci anni, condotti dall’Università di Vienna e diretti dallo stesso Ewald Kislinger.
Come si legge nel testo, il sito dell’antica Demenna, citato dalle fonti come luogo di insediamento, durante il medioevo, di popolazioni greche giunte in Sicilia dal Peloponneso,  è stato definitivamente identificato grazie alla fondamentale monografia dedicata all’argomento nel 2001, proprio nella zona di San Marco d’Alunzio in provincia di Messina nella Sicilia Nord Orientale.
L’incontro culturale mira dunque a riportare alla luce, attraverso i lunghi studi del professore, alcuni dei capolavori della Val Demone, rimasti per lungo tempo sconosciuti.
I lavori si apriranno con i saluti dell’avvocato Maurizio Morabito, presidente del Circolo “Dante Alighieri”, seguiti dagli interventi della professoressa Pina Germanò, presidente dell’Università delle Tre Età, della dottoressa Rita Fachile, studiosa di storia antica, dell’ingegnere Fabio Carollo e dell’avvocato Maria Paola Liotta, rispettivamente presidente del Rotaract Club e Lions Club di Sant’Agata di Militello. 
La locandina è stata curata dall’architetto Sandra Russo, l’ufficio stampa dalla giornalista Letizia Passarello.

CENNI SULL’AUTORE 

Classe 1956, Ewald Kislinger  è un bizantinista austriaco che, per amore, ha adottato il territorio del Valdemone Centrale: la moglie Carolina Cupane, appartenente a una aristocratica famiglia di Mirto, è, infatti, proprietaria di alcuni feudi proprio nella zona di San Marco d’Alunzio – Torrenova.
Dopo la laurea in Bizantinistica, Storia e Filologia classica all’Università di Vienna, ha completato i suoi studi con un dottorato in Studi bizantini e Storia medievale.
Dal 1980 al 1981 è stato membro del comitato organizzatore del 16°Congresso Internazionale di Studi Bizantini di Vienna.
Dal 1982 ha lavorato presso l’Istituto di Studi Bizantini e Neo Greci dell’Università di Vienna, prima come assistente a contratto e dopo l’abilitazione in studi bizantini, avvenuta nel 2000, come docente universitario e professore associato.
Dal 1992 al 2003 ha lavorato alla bibliografia annuale della “Byzantinische Zeitschrift” e dal 2007 al 2018 è stato chief editor dello “Jahrbuch der Osterreichischen Byzantinistik”.
“Il lavoro di Ewald Kislinger, rappresentativo ed esemplare testimonianza del complesso e intenso rapporto che unì l’isola all’Oriente greco non solo nell’antichità, ma anche durante il Medioevo – afferma Renata Lavagnini –  si è svolto grazie alla sua intensa presenza nei luoghi, nel corso di molti anni, in stretto dialogo con altri studiosi locali”.
“Da qui – conclude – la dedica agli amici Camillo Filangeri e Fausto Bianco“.

Leggi anche: Altre notizie su Attualità

Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

Lascia un commento