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Agrigento, siamo su “Scherzi a parte”? La città è in emergenza e il Comune scrive: «Segue ordinanza»

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Agrigento, siamo su “Scherzi a parte”? La città è in emergenza e il Comune scrive: «Segue ordinanza». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

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L’assessore anziana facente funzioni invita i cittadini a non uscire, ma il provvedimento formale non è ancora pubblicato. Il Comune parla di allerta verde, dimenticando il precedente bollettino regionale che indicava Agrigento in giallo. E per domani la Protezione civile pone tutta la Sicilia in allerta gialla.

Una comunicazione con la quale si invitano i cittadini a limitare gli spostamenti, a non lasciare le proprie abitazioni se non per effettiva necessità e a evitare il transito nelle zone maggiormente esposte. COMUNICAZIONE URGENTE

Ma alla fine del documento si legge una frase che lascia increduli:

«Segue ordinanza di Protezione civile e ulteriori aggiornamenti».

Segue?

Agrigento è già stata investita dal temporale, le strade si sono allagate, la Protezione civile regionale prevede ancora possibili precipitazioni e per il 20 settembre ha collocato l’intera Sicilia in allerta gialla. E l’ordinanza comunale dovrebbe arrivare dopo una semplice comunicazione?

Ma stiamo scherzando?

Una comunicazione non è un’ordinanza

Occorre distinguere chiaramente i due atti.

Una comunicazione può informare, invitare e raccomandare comportamenti prudenti. Un’ordinanza contingibile e urgente, invece, contiene disposizioni formali, individua l’autorità che le emana, stabilisce durata, destinatari, eventuali divieti e conseguenze e deve essere pubblicata attraverso i canali istituzionali previsti.

Nel documento fatto circolare dal Comune si invita la cittadinanza a:

  • limitare gli spostamenti;
  • non allontanarsi dalle proprie abitazioni se non per effettivo bisogno;
  • evitare ponti, argini, torrenti, sottopassi, spiagge, coste e moli;
  • allontanarsi dai locali seminterrati a rischio;
  • evitare il transito veicolare e pedonale al Villaggio Mosè, San Leone e nelle zone dei fiumi Naro, Ipsas e Drago.

Indicazioni certamente opportune. Ma restano formulate come inviti contenuti in una comunicazione, mentre lo stesso Comune riconosce che l’ordinanza deve ancora seguire.

Se la situazione è tanto grave da chiedere ai cittadini di non uscire di casa e di evitare intere zone della città, perché non è stata immediatamente emanata e pubblicata un’ordinanza?

Quanto tempo occorre ancora?

Il nuovo bollettino prevede allerta gialla per tutta la Sicilia

L’Avviso regionale di Protezione civile numero 26262, protocollo 43834, è valido dalle ore 16 del 19 settembre fino alle ore 24 del 20 settembre 2026.

Per le ore successive alle 16 del 19 settembre, la zona E, nella quale ricade Agrigento, è stata riclassificata in verde. Ma per la giornata del 20 settembre lo stesso bollettino colloca l’intera Sicilia in allerta gialla per rischio idrogeologico e idraulico connesso a rovesci e temporali.

Il documento regionale prevede, per il 20 settembre, precipitazioni isolate o sparse prevalentemente a carattere di rovescio o temporale, con quantitativi da deboli a localmente moderati.

Non fino alle ore 23, dunque, ma fino alle ore 24 del 20 settembre, secondo la validità indicata nel bollettino.

La Protezione civile regionale invita inoltre i sindaci a predisporre le azioni preventive previste dai piani comunali, attivare le fasi operative attraverso GECoS, prestare attenzione alle variazioni meteorologiche repentine e dare tempestiva diffusione dell’avviso.

Il Comune di Agrigento che cosa aspetta?

Il Comune sostiene che il temporale non fosse stato previsto

Nella comunicazione firmata dall’assessore Maria Miccichè si legge che l’evento «non è stato previsto né è stato segnalato dalla Protezione civile regionale», che sulla base delle previsioni delle ore 16 avrebbe indicato il livello verde per il territorio agrigentino.

Questa affermazione, formulata in termini così assoluti, non coincide con l’intera documentazione disponibile.

È vero che il bollettino numero 26262, valido dalle ore 16 del 19 settembre, collocava la zona E in verde per le ore residue della giornata.

Ma quello stesso documento continuava a prevedere sui settori meridionali precipitazioni isolate, anche a carattere di rovescio o temporale. “Verde” non significava quindi assenza certa di pioggia o temporali.

Soprattutto, esisteva il precedente bollettino numero 26261, emanato il 18 settembre e valido fino alle ore 24 del 19 settembre, che per la giornata del 19 collocava la zona E in allerta gialla per rovesci e temporali.

La ricostruzione corretta deve dunque comprendere entrambi i documenti:

  • il bollettino emanato il 18 settembre indicava Agrigento in allerta gialla per il 19;
  • il nuovo avviso, valido dalle ore 16 del 19, riclassificava la zona E in verde per le ore successive;
  • lo stesso aggiornamento continuava però a prevedere possibili rovesci o temporali sui settori meridionali;
  • per il 20 settembre veniva indicata allerta gialla su tutta la Sicilia.

Dire semplicemente che l’evento non era stato previsto né segnalato significa cancellare il bollettino precedente e ignorare le previsioni contenute nello stesso aggiornamento delle ore 16.

L’ordinanza viene annunciata quando dovrebbe essere già pubblicata

La parte più preoccupante della comunicazione comunale è proprio quella conclusiva: «Segue ordinanza di Protezione civile».

L’ordinanza non dovrebbe essere annunciata come un documento che prima o poi arriverà. In presenza di un rischio attuale e di una nuova allerta gialla prevista per il giorno successivo, dovrebbe essere adottata immediatamente, pubblicata sull’Albo pretorio e sul portale istituzionale e diffusa attraverso tutti i canali disponibili.

Dovrebbe inoltre indicare con chiarezza:

  • l’autorità che la emette;
  • il bollettino regionale richiamato;
  • l’orario di entrata in vigore;
  • la durata esatta delle misure;
  • le strade e le aree eventualmente interdette;
  • le prescrizioni rivolte alla popolazione;
  • gli uffici e le forze incaricati dell’esecuzione;
  • le eventuali sanzioni;
  • le modalità di aggiornamento e di cessazione dell’allarme.

Una comunicazione fatta circolare informalmente non può sostituire tutto questo.

Se si ritiene necessario evitare il transito al Villaggio Mosè, a San Leone e nelle aree dei fiumi Naro, Ipsas e Drago, occorre stabilirlo con un provvedimento formale, pubblicarlo e organizzare i controlli.

Altrimenti si limita a “invitare” i cittadini mentre la responsabilità delle decisioni resta sospesa.

Chi sta realmente coordinando la Protezione civile comunale?

Il documento è firmato dall’assessore anziana Maria Miccichè, che si qualifica come facente funzioni di sindaco e delegata per la Protezione civile.

Occorre allora chiarire pubblicamente:

  • perché il sindaco Giuseppe Sodano non abbia firmato personalmente;
  • in virtù di quale atto l’assessore stia esercitando le funzioni del sindaco;
  • quando sia stata conferita la delega alla Protezione civile;
  • chi stia dirigendo in queste ore il Centro operativo comunale;
  • se il COC sia stato formalmente attivato;
  • quale fase operativa sia stata comunicata attraverso GECoS;
  • quando sarà pubblicata l’ordinanza annunciata.

Non sono formalismi inutili. Durante un’emergenza, i cittadini devono sapere chi comanda, quali misure siano operative e da quale momento.

Nessuno ha spiegato al sindaco e ai suoi “top player” cosa occorre fare?

Questa amministrazione si è presentata alla città come una squadra di eccellenze. Eppure, davanti a un evento meteorologico grave, assistiamo alla diffusione di una comunicazione che annuncia un’ordinanza ancora da adottare e che sostiene che il fenomeno non fosse stato previsto, mentre i bollettini regionali raccontano una realtà più complessa.

Possibile che nessuno abbia spiegato al sindaco e ai suoi “top player” che, in queste circostanze, servono rapidità, atti formali, pubblicazione istituzionale e una catena di comando chiaramente riconoscibile?

Possibile che l’ordinanza arrivi dopo l’allagamento, dopo i video dei cittadini e dopo una comunicazione fatta circolare mentre l’emergenza è già in corso?

Nei primi cento giorni si potrà persino tentare di sostenere che non ci sia stato il tempo per pulire ogni caditoia della città. Una giustificazione già debole, considerando che gli uffici comunali e le criticità del territorio esistevano prima dell’insediamento di Sodano.

Ma per emanare un’ordinanza urgente, pubblicarla e informare correttamente la popolazione non servono cento giorni.

Serve sapere che cosa fare.

Pubblicate immediatamente l’ordinanza

L’amministrazione comunale smetta di rincorrere gli eventi con comunicazioni tardive e provvisorie.

Pubblichi immediatamente l’ordinanza annunciata, indicando chiaramente le misure in vigore e la loro durata. Diffonda integralmente l’Avviso regionale numero 26262. Spieghi che per il 20 settembre l’intera Sicilia è in allerta gialla. Chiarisca chi sta coordinando la Protezione civile comunale e quali presidi siano stati predisposti nelle zone maggiormente esposte.

E pubblichi anche gli atti relativi alla ricezione e alla gestione del precedente bollettino numero 26261, che indicava Agrigento in allerta gialla per il 19 settembre.

La città non ha bisogno di documenti fatti circolare alla spicciolata. Ha bisogno di atti ufficiali, informazioni certe e responsabilità riconoscibili.

Perché durante un’emergenza non si può amministrare con un «segue ordinanza».

L’ordinanza doveva esserci già.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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