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Agrigento – Maddalusa, il paradosso di via Monte Cimone: La strada è asfaltata, arrivano luce, telefono e fibra, ma l’acqua viene negata. Perché solo qui?

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Agrigento – Maddalusa, il paradosso di via Monte Cimone: La strada è asfaltata, arrivano luce, telefono e fibra, ma l’acqua viene negata. Perché solo qui?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

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AGRIGENTO – Prima sono arrivati gli operai per posare la fibra ottica.

Poi è stato rifatto il manto stradale.

Lo Stato continua a investire denaro pubblico in via Monte Cimone, strada che ricade nella zona “A” della Valle dei Templi, a Maddalusa.

Le fotografie che pubblichiamo documentano proprio questo: una strada recentemente asfaltata dopo i lavori per la posa della fibra, infrastrutture moderne che raggiungono un territorio spesso descritto esclusivamente come simbolo dell’abusivismo.

Ma basta spostare lo sguardo di pochi metri per imbattersi in un’altra realtà.

Quella dei gruppi contatori AICA, delle cassette degli allacci, delle valvole e delle derivazioni della rete idrica pubblica.

Una realtà che esiste da anni e che è documentata non soltanto dalle fotografie scattate nei giorni scorsi, ma persino dalle immagini di Google Street View del 2021, dove gli stessi manufatti risultano già installati.

E allora una domanda diventa inevitabile.

A Maddalusa la rete idrica non è un’invenzione

Per settimane si è parlato di Maddalusa come di una zona completamente priva di rete idrica.

Le immagini raccontano invece una realtà diversa.

In alcune parti della contrada la rete AICA esiste da anni.

Esistono abitazioni regolarmente allacciate.

Esistono gruppi di misura che servono più utenze.

Non tutta Maddalusa è servita dalla rete, ma sostenere che la rete non esista significa ignorare ciò che i contatori e gli allacci dimostrano visivamente.

Chi non aveva l’allaccio ha sempre comprato l’acqua

Anche chi non era collegato alla rete, fino a pochi mesi fa, non era privo di acqua.

Per anni le famiglie hanno acquistato regolarmente l’acqua attraverso le autobotti private, che effettuavano il prelievo presso i punti autorizzati e rifornivano le cisterne delle abitazioni.

Era un sistema conosciuto.

Utilizzato da decenni.

Mai realmente ostacolato.

Poi, dal maggio scorso, tutto cambia.

Con la nuova organizzazione del servizio, AICA disciplina anche l’approvvigionamento mediante autobotti, introducendo nuove modalità operative e criteri per la distribuzione.

Il risultato, però, è sotto gli occhi di tutti.

Molti cittadini che fino a ieri riuscivano almeno a comprare l’acqua oggi non riescono più ad approvvigionarsi come hanno sempre fatto.

Perché proprio Maddalusa?

Ed è qui che nasce il vero interrogativo.

La zona “A” della Valle dei Templi non è soltanto Maddalusa.

Comprende anche Poggio Muscello, Cannatello e parte del Villaggio Mosè, aree nelle quali da anni sono presenti reti idriche pubbliche e utenze regolarmente servite.

La domanda che molti cittadini pongono non riguarda l’esistenza dei vincoli paesaggistici.

Quelli esistono e nessuno li mette in discussione.

La domanda è un’altra.

Perché l’attenzione sembra essersi concentrata esclusivamente su Maddalusa?

Perché proprio qui è esplosa un’emergenza che altrove, almeno sotto il profilo dell’erogazione dell’acqua, non sembra avere prodotto gli stessi effetti?

Sono interrogativi legittimi ai quali le istituzioni dovrebbero fornire risposte altrettanto chiare.

Il caso divide anche chi sostiene il sindaco

Nel frattempo la vicenda non sta creando tensioni soltanto tra residenti e istituzioni.

Sta iniziando a produrre effetti anche sul piano politico.

La presa di posizione di Legambiente, che ha chiesto chiarimenti al deputato regionale Ismaele La Vardera sulla vicenda della Valle dei Templi e sulla proposta di riperimetrazione, ha aperto un fronte destinato a far discutere.

Un elemento tutt’altro che secondario se si considera che l’assessore comunale Giuseppe Riccobene proviene proprio dal mondo di Legambiente.

Il tema Maddalusa rischia così di trasformarsi anche in un problema politico interno alla maggioranza che sostiene il sindaco Michele Sodano.

Da una parte c’è chi continua a richiamare il rispetto rigoroso dei vincoli della Valle dei Templi.

Dall’altra cresce il dibattito sul diritto all’acqua per i residenti e sulla necessità di distinguere il piano urbanistico da quello umanitario e sanitario.

Due posizioni che, giorno dopo giorno, appaiono sempre più difficili da conciliare.

Le fotografie raccontano una storia che la politica non può ignorare

Le immagini pubblicate in questo articolo raccontano una storia semplice.

Prima arrivano la fibra ottica e gli investimenti pubblici.

Poi viene rifatto l’asfalto.

La rete elettrica funziona.

La telefonia pure.

In alcune parti della contrada esiste perfino la rete idrica pubblica, come dimostrano i contatori e gli allacci presenti già nelle immagini del 2021.

Eppure proprio l’acqua è diventata il servizio che oggi manca a decine di famiglie.

È un paradosso che nessuna polemica politica può cancellare.

Ed è probabilmente questo il motivo per cui il caso Maddalusa, nato come questione amministrativa, rischia adesso di trasformarsi nella prima vera crepa politica della giunta Sodano.

, decine di famiglie che fino a pochi mesi fa riuscivano almeno ad acquistare l’acqua tramite autobotti oggi si trovano in una situazione completamente diversa.

Ed è forse questa la domanda più importante.

Perché proprio Maddalusa?

Perché in una contrada dove lo Stato continua ad asfaltare le strade, dove arrivano energia elettrica, telefonia e fibra ottica, e dove in alcune zone è presente perfino la rete idrica pubblica, il problema dell’abusivismo sembra tradursi esclusivamente nella negazione dell’acqua?

È un interrogativo che AICA, il Comune di Agrigento, l’ATI e la Regione saranno chiamati prima o poi a chiarire, perché quando l’applicazione delle regole appare diversa da una zona all’altra, il tema non riguarda più soltanto il diritto urbanistico, ma anche il principio di uguaglianza nell’azione amministrativa.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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