Allerta gialla ad agrigento, il comune pubblica un avviso: Ma le misure operative dove sono?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Il Comune di Agrigento continua a confondere la comunicazione con la prevenzione. Per l’allerta gialla prevista venerdì 25 settembre, l’amministrazione ha pubblicato un “avviso alla cittadinanza” firmato dal sindaco facente funzioni, l’assessore Maria Miccichè. Un documento che invita alla prudenza, ma che non rende note misure operative concrete.
L’avviso regionale di Protezione civile numero 26267, emesso il 24 settembre, indica per l’intera Sicilia una fase di “attenzione” per rischio idrogeologico e idraulico legato ai temporali, valida dalle ore 00:00 alle ore 24:00 del 25 settembre. 26267_AVVISO DRPC_2026_09_24_44632
La Protezione civile regionale, però, non si limita a suggerire la pubblicazione di un comunicato. Chiede ai Comuni di predisporre le azioni di prevenzione previste nei piani comunali, attivare le relative fasi operative attraverso il sistema GECoS, monitorare il territorio e informare tempestivamente la popolazione.
Il Comune di Agrigento, invece, ha diffuso un avviso Allerta Gialla – avviso alla cittadinanza del 24.09.2026 nel quale si invitano i cittadini a limitare gli spostamenti, evitare ponti, sottopassi, argini, seminterrati e zone costiere. Viene inoltre raccomandato di non circolare durante le precipitazioni più intense nelle aree di Villaggio Mosè, San Leone, Fiume Naro, Ipsas e Drago.
Raccomandazioni certamente utili. Ma non basta trasferire sui cittadini l’onere di proteggersi.
L’avviso non chiarisce se sia stata formalmente attivata la fase di attenzione nel sistema regionale, se siano stati predisposti presìdi territoriali, se siano state controllate caditoie, tombini e canali di scolo, se siano state programmate verifiche nei punti già interessati dagli allagamenti e se Polizia municipale, Protezione civile e squadre tecniche siano state preventivamente dislocate nelle aree più vulnerabili.
Non viene spiegato neppure se il Centro operativo comunale sia stato attivato o se siano stati impartiti specifici ordini di servizio agli uffici.
Occorre precisare un punto: un’allerta gialla non comporta automaticamente l’obbligo di emanare un’ordinanza sindacale. L’avviso alla popolazione ha una funzione precisa ed è uno degli adempimenti richiesti. Ma se il Comune ritiene necessario imporre chiusure, vietare il transito, sospendere attività o interdire determinate zone, allora servono provvedimenti formali, controlli, transenne e personale sul territorio. Un semplice invito alla prudenza non può produrre effetti obbligatori.
Dopo quanto accaduto il 19 settembre, con strade trasformate in corsi d’acqua e numerosi disagi in diverse zone della città, ci si sarebbe aspettati qualcosa di più di un documento contenente raccomandazioni generiche.
L’amministrazione Sodano dovrebbe rendere pubblici gli atti operativi adottati: l’attivazione della fase di attenzione, gli eventuali ordini di servizio, l’elenco dei punti critici sottoposti a monitoraggio e le misure previste dal Piano comunale di Protezione civile.
Non chiediamo un’ordinanza per il gusto di produrre altra carta. Chiediamo che, quando il rischio lo richiede, alle parole seguano decisioni concrete e verificabili.
Perché la Protezione civile non è un post sui social, non è una fotografia dalla sala riunioni e non può ridursi a un avviso pubblicato a tarda sera. È programmazione, prevenzione, presenza sul territorio e assunzione di responsabilità.
I cittadini sono stati invitati alla prudenza. Adesso il Comune spieghi che cosa abbia fatto, oltre a invitarli a restare a casa.
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Fonte: Report Sicilia
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