Agrigento, commissioni con l’intesa FdI-Controcorrente-PD-Lega-DC: Il blocco dei 14 non perde un voto. Ecco tutti gli eletti. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Il Consiglio comunale di Agrigento ha eletto nella seduta del 24 settembre le sei commissioni consiliari permanenti.
Ma quella che sulla carta doveva essere soprattutto una votazione sull’organizzazione dei lavori del Consiglio si è trasformata in una seduta dal forte significato politico.
Il dato che ha attraversato tutte le votazioni è infatti uno: 14.
Per sei volte consecutive le proposte sulle commissioni hanno ottenuto 14 voti favorevoli, mentre cambiavano il numero dei presenti, dei contrari e degli astenuti.
Dietro quei voti si è materializzata, limitatamente alla costituzione delle commissioni, un’intesa che ha coinvolto consiglieri riconducibili a Fratelli d’Italia, Controcorrente, Partito Democratico, Lega e Democrazia Cristiana.
I protagonisti dell’intesa hanno negato che si tratti della nascita di una nuova maggioranza politica. Gli oppositori hanno invece contestato duramente il metodo utilizzato e alcuni hanno parlato apertamente di “inciucio”.
Un dato, però, è rimasto invariato per l’intera seduta: i 14 voti favorevoli non sono mai venuti meno.
Prima commissione
Cirino – Fucà – Vaccarello – Alonge
La prima commissione è stata approvata con:
14 favorevoli, 7 contrari e 3 astenuti.
È la prima votazione e compare immediatamente quel numero, 14, che accompagnerà l’intera serata.
Seconda commissione
Alongi – Fanara – Piparo – Settembrino
Presenti 24 consiglieri.
14 favorevoli, 7 contrari e 3 astenuti.
Durante la discussione Settembrino, psicologa, ha fatto presente che avrebbe preferito essere inserita in una commissione maggiormente attinente alle proprie competenze professionali.
Terza commissione – Servizi sociali
Catania – Fattori – Nocera – Svettini
Anche sulla terza commissione arrivano 14 voti favorevoli.
È proprio Fattori a riconoscere che la propria preferenza è stata rispettata:
«Era risaputo che era mia intenzione andare alla terza commissione e vi ringrazio che in questo inciucio avete premiato questa mia volontà».
Subito dopo, però, arriva la critica:
«Questo Consiglio comunale ha dimostrato di non essere maturo. Si è cercato in questi mesi di andare avanti insieme, ma questa mossa dispiace».
Quarta commissione – Finanze, Bilancio e Patrimonio
Alonge – Carta – Ciulla – Spataro
Presenti 23 consiglieri.
14 favorevoli, 6 contrari e 3 astenuti.
Ancora una volta il fronte favorevole rimane numericamente identico.
Quinta commissione – Pubblica istruzione e Cultura
Cantone – Licata – Mangione – Vento
Presenti 21 consiglieri.
14 favorevoli, 4 contrari e 3 astenuti.
I presenti diminuiscono, così come i contrari. I favorevoli continuano invece a essere esattamente 14.
La sesta commissione e la contestazione di Cacciatore
Sulla sesta commissione arriva un’altra contestazione sul metodo seguito.
Cacciatore si rivolge direttamente a Carta:
«Con chi si è confrontato, consigliere Carta? Ha considerato se ci sono eventuali incompatibilità o siamo solo gli scarti di quello che è rimasto? Vorrei non far parte della sesta commissione».
Carta replica sostenendo che le commissioni siano state costruite per consentire a tutti di partecipare e aggiunge:
«Arriviamo a questa intesa dopo colloqui di tre mesi. Nella sesta non ci sono i residui».
Cacciatore mantiene la propria posizione:
«Non condivido il metodo».
Al momento della votazione sono rimasti 20 consiglieri:
14 favorevoli, 5 contrari e un astenuto.
Ancora 14.
FdI rivendica i propri cinque voti
Uno dei passaggi politicamente più significativi della serata arriva da Costantino Ciulla.
Il consigliere di Fratelli d’Italia respinge l’accusa di avere stretto un accordo politico generale con il centrosinistra:
«Non c’è alcun accordo politico, ma è banalmente un modo per dare serenità per lavorare, un’azione politica efficiente. Votiamo per accelerare i lavori del Consiglio comunale».
Poi rivendica apertamente il peso del proprio gruppo:
«Vi state arrabbiando perché 14 consiglieri comunali hanno trovato un accordo sulle commissioni. Non accetto lezioni da chi con la sinistra ha governato. Fratelli d’Italia non ha mai governato col centrosinistra. Con i nostri cinque voti saremo in grado di dare le commissioni alla città».
Carta: «Non è un accordo politico per i prossimi cinque anni»
Anche Carta respinge la lettura di una nuova maggioranza politica.
Il consigliere del PD sostiene che, dopo difficoltà nelle precedenti interlocuzioni, 14 consiglieri abbiano trovato un’intesa.
E precisa:
«Non è un accordo politico per i prossimi cinque anni».
Successivamente aggiunge un particolare che alimenta ulteriormente il dibattito politico: all’intesa si sarebbe arrivati dopo tre mesi di colloqui.
Mangione: «Non c’è stato alcun inciucio»
Netta anche Elvira Mangione di Controcorrente:
«Non c’è stato alcun inciucio. Controcorrente esiste e va presa in considerazione».
Secondo Mangione, l’accordo nasce dalla necessità di costituire finalmente le commissioni:
«Il nostro è un metodo che nasce esclusivamente dalla necessità di fare le commissioni perché vogliamo dare risposte alla città il prima possibile».
Le opposizioni contestano il metodo
Completamente diversa la lettura di altri consiglieri.
Vullo ha contestato soprattutto l’assenza di un confronto preventivo e ha dichiarato:
«Il mio voto è contrario rispetto alla metodologia con cui sta avvenendo tutto».
Secondo Vullo non sarebbero state sufficientemente considerate competenze e preferenze dei singoli consiglieri.
Alongi ha invece utilizzato parole ancora più politiche:
«Altro che campo largo, è una steppa», arrivando poi ad accusare Fratelli d’Italia di avere fatto «l’inciucio con il centrosinistra».
Giacalone ha definito il metodo «politicamente irrispettoso», mentre Fattori, pur riconoscendo che la propria richiesta di entrare nella terza commissione era stata rispettata, ha utilizzato anch’egli il termine “inciucio”.
Sono valutazioni politiche degli intervenuti, alle quali i promotori dell’intesa hanno risposto negando l’esistenza di un accordo generale.
Il risultato finale: sei volte 14
Alla fine rimangono soprattutto i numeri.
Prima commissione: 14 sì.
Seconda commissione: 14 sì.
Terza commissione: 14 sì.
Quarta commissione: 14 sì.
Quinta commissione: 14 sì.
Sesta commissione: 14 sì.
Dai 24 presenti delle prime votazioni si arriva ai 20 dell’ultima.
Cambiano contrari e astenuti.
Non cambia mai il numero dei favorevoli.
FdI, Controcorrente, PD, Lega e DC si sono ritrovati sul voto per la costituzione delle commissioni.
Per Carta non è «un accordo politico per i prossimi cinque anni».
Per Mangione «non c’è stato alcun inciucio».
Per Ciulla si tratta di consentire al Consiglio di lavorare e Fratelli d’Italia rivendica il peso dei propri cinque voti.
Per una parte dei consiglieri contrari, invece, metodo e modalità con cui si è arrivati all’intesa rappresentano un problema politico.
Le commissioni adesso sono costituite.
Saranno i prossimi voti del Consiglio a mostrare se quei 14 appartenevano esclusivamente alla partita delle commissioni oppure se quella stessa convergenza tornerà a manifestarsi anche sui prossimi atti amministrativi.
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Fonte: Report Sicilia
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