Agrigento – Favara, la politica va in letargo: tra alleanze silenziose e l’incognita delle prossime amministrative. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo
Prossime Amministrative
Mentre la stagione estiva giunge al termine, la politica favarese sembra essere scivolata in un improvviso e preoccupante stato di torpore. In un periodo in cui il dibattito cittadino dovrebbe entrare nel vivo e gettare le basi per il futuro amministrativo, a dominare la scena è un silenzio assordante, specie tra le fila dell’opposizione.
Il centrodestra, in particolare, appare del tutto smarrito. Esaurite le consuete festività estive, la coalizione sembra essersi ritirata in una sorta di letargo strategico: nessuna iniziativa pubblica all’orizzonte, nessun documento politico condiviso, né tanto meno una visione d’insieme capace di accendere un confronto reale con la cittadinanza. Anzi, tra i banchi del Consiglio comunale si registra un fenomeno che a molti appare ormai la prassi: diversi pezzi della politica, in particolare alcuni consiglieri, mostrano una consolidata sintonia con l’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Palumbo. Un’asse “sottotraccia” che, nei fatti, sta depotenziando l’opposizione e lasciando sguarnito l’elettorato di riferimento.
La spinta per le Regionali e il “patto di stabilità” in Giunta
In questo scenario di convergenze e trattative silenziose, la mappa delle future candidature si fa complessa. Anche perché figure chiave della giunta Palumbo mantengono ponti saldi con le forze avverse. È il caso di Angelo Airò Farulla, figura notoriamente dinamica dell’esecutivo, e di Lillo Attardo, ormai riconosciuto veterano della politica locale con un lungo trascorso da assessore in diversi schieramenti. I due sono attuali assessori in carica nella Giunta Palumbo, ma al contempo vantano un canale d’interlocuzione diretto e costante proprio con importanti settori del centrodestra. Un ruolo di confine che alimenta il dibattito sui veri riassetti futuri: non è escluso che proprio da questo bacino si possa attingere per la scelta di un candidato alla carica di primo cittadino, alternativo all’attuale sindaco.
A ingarbugliare e poi stravolgere del tutto le carte durante i mesi caldi è stata la figura di Totò Fanara, autentico Re Mida del consenso elettorale e staccatore di preferenze a ogni tornata. Nel corso dell’estate si è parlato con grandissima insistenza di una sua candidatura a sindaco di Favara. Un’ipotesi che aveva letteralmente sparigliato i giochi, rompendo l’idillio politico e incrinando “l’anello d’amore” tra una parte della Democrazia Cristiana e il primo cittadino Palumbo.
Oggi, tuttavia, lo scenario si è nuovamente capovolto: la corsa al municipio per Fanara sembra tramontata per far spazio alla sua quasi scontata discesa in campo per le prossime elezioni regionali, la cui ufficializzazione è attesa ormai a giorni. Un passo verso Palermo che spiazza nuovamente i tavoli locali e lascia aperto il grande punto interrogativo su chi guiderà le coalizioni.
I papabili del centrodestra, i nodi del PD e la rassegnazione della città
Eppure, a ben guardare, il centrodestra non difetta di risorse umane e figure che negli anni hanno ampiamente dimostrato competenze, radicamente nel territorio e peso amministrativo. Un patrimonio politico che trova referenti di peso istituzionale e organizzativo in vertici provinciali di primo piano come Antonietta Vita, presidente provinciale della Democrazia Cristiana, e Adriano Barba, presidente provinciale di Fratelli d’Italia, chiamati oggi a fare da regia per il rilancio dell’area moderata e conservatrice. Nomi di donne e uomini che hanno già ricoperto ruoli di primo piano come consiglieri o assessori: da Carmelo Sanfratello ad Alessandro Pitruzzella, da Vito Maglio a Carmen Virone, passando per Gerlando Nobile, Giuseppe Lentini, Miriam Mignemi e lo stesso Rino Castronovo, imprenditore brillante e figura da sempre distinto per il suo impegno nello sport a favore della squadra locale di Calcio. A queste si aggiungono diverse altre personalità del recente passato politico favarese. La materia prima non manca: occorre solo la reale volontà politica di avviare un confronto serio e inclusivo, capace di coinvolgere le energie migliori della città.
Sul versante opposto, il Partito Democratico resta alla finestra ad osservare. Il PD favarese è chiamato a chiarire in fretta la propria posizione: intende proseguire convintamente lungo la strada tracciata da questa amministrazione, oppure aprirà una fase di riflessione per capire con quali alleati presentarsi al prossimo appuntamento con le urne? Sullo sfondo, restano pronte ai nastri di partenza le opzioni legate a figure “outsider” come Salvatore Bellavia e Pasquale Cucchiara, giovani appassionati e generosi protagonisti della sinistra militante di partito, da sempre stimati per la dedizione autentica con cui vivono la politica.
Ma al di là dei soliti tatticismi e delle manovre d’aula, l’interrogativo più doloroso riguarda la risposta della città reale. Favara vive un profondo momento di rassegnazione. Professionisti, imprenditori, artigiani e commercianti – il cuore pulsante dell’economia e del tessuto sociale favarese – si dicono apertamente disgustati dalle logiche di palazzo e rifiutano a priori ogni forma di impegno.
Le elezioni dovrebbero essere la massima festa della democrazia, un momento in cui tutti i cittadini hanno il dovere morale di spendersi in prima persona per la propria comunità. Oggi, invece, si fa un’immane fatica a trovare figure di spessore disposte a metterci la faccia. Se la politica continuerà a rimanere in letargo e a vivere soltanto di posizionamenti personali, il rischio per Favara non sarà soltanto una campagna elettorale dimessa, ma l’ennesimo strappo, forse definitivo, tra la cittadinanza e le sue istituzioni.
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Fonte: Sicilia On Press
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