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“Amministrare non è per tutti”: Agrigento 71 mila euro per due installazioni temporanee, a Palma 39 mila per due opere che restano

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“Amministrare non è per tutti”: Agrigento 71 mila euro per due installazioni temporanee, a Palma 39 mila per due opere che restano. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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⏱️Tempo di lettura: 8 min

Report Sicilia torna sui costi della cultura. Ad Agrigento due installazioni temporanee per 71 mila euro; a Palma di Montechiaro Angelica e Tancredi e il prossimo mezzobusto del principe di Salina per complessivi 39 mila euro, secondo quanto dichiara il sindaco Stefano Castellino. Due modi diversi di utilizzare le risorse. Castellino: «Vogliamo lasciare traccia non di noi, ma della storia di questa meravigliosa città»

INTERVISTA DI FRANCESCO DI MARE

AGRIGENTO/PALMA DI MONTECHIARO – Amministrare non è per tutti.

Una frase forte, certamente. Ma quando si parla di denaro pubblico il giudizio non dovrebbe nascere dalle simpatie politiche: dovrebbe partire dai numeri, dalle scelte e soprattutto da ciò che quelle scelte lasciano ai cittadini.

E allora mettiamo due numeri uno accanto all’altro.

71 mila euro.

39 mila euro.

Il primo riguarda le due installazioni temporanee realizzate ad Agrigento nell’ambito di Agrigento Capitale Italiana della Cultura, sulle quali Report Sicilia ha acceso praticamente da sola i riflettori dei costi.

Il secondo ce lo ha comunicato direttamente il sindaco di Palma di Montechiaro Stefano Castellino durante la nostra intervista: 39 mila euro complessivi per la grande scultura di Angelica e Tancredi già installata sulla scalinata della Chiesa Madre e per il mezzobusto del principe di Salina che sarà collocato prossimamente.

E qui comincia una storia che forse spiega meglio di tante conferenze stampa cosa possa significare amministrare.

Agrigento: ricordate Pinocchio?

Lo abbiamo fotografato tutti.

Un gigantesco Pinocchio seduto davanti alla Stazione Centrale.

“Pinocchio End Game”, di Edoardo Malagigi, veniva presentato dalla stessa tabella illustrativa come un’opera antimilitarista realizzata attraverso stampa 3D con plastica riciclata proveniente da packaging poliaccoppiati.

Sulla superficie del corpo erano raffigurate armi. L’opera voleva rappresentare un manifesto contro la violenza e il commercio delle armi e rendere omaggio al pensiero non violento di Danilo Dolci.

Messaggio rispettabilissimo.

Ma Report Sicilia pose allora una domanda semplicissima:

cosa c’entra con Agrigento?

E soprattutto:

con 71 mila euro non si sarebbe potuto realizzare qualcosa destinato a rimanere per sempre davanti alla Stazione e capace di raccontare Agrigento?

Una domanda rimasta sostanzialmente isolata.

Poi siamo andati a Palma

A pochi chilometri di distanza abbiamo trovato qualcosa di completamente diverso.

Sulla scalinata della Chiesa Madre di Palma di Montechiaro ci sono Angelica e Tancredi.

Non sono arrivati lì casualmente.

Sono personaggi de Il Gattopardo. Raccontano il rapporto tra Palma e Giuseppe Tomasi di Lampedusa, la storia della città e quell’universo letterario che ha fatto conoscere questi luoghi nel mondo.

L’opera, realizzata dallo scultore Vincenzo Greco, è stata inaugurata il 23 settembre, nel primo anniversario della morte di Claudia Cardinale. Il Comune la descrive espressamente come un’opera destinata ad arricchire il patrimonio artistico e l’identità visiva della città e come un segno permanente di memoria e appartenenza. Comune di Palma di Montechiaro

Ed è proprio davanti a quella scultura che abbiamo intervistato Castellino.

«No, non sono 60 mila euro. Sono 39 mila. E comprendono anche un’altra opera»

Partivamo da un dato diverso. Pensavamo che l’operazione fosse costata circa 60 mila euro.

È stato lo stesso Castellino a correggerci.

«In realtà sono 39 mila euro e non sono solo per questa statua, ma anche per il mezzobusto che metteremo a breve del principe di Salina».

Fermiamoci un momento.

Perché questa è la parte che rende il confronto ancora più interessante.

Agrigento: 71 mila euro per due installazioni temporanee.

Palma di Montechiaro: 39 mila euro per due opere permanenti, secondo quanto dichiarato dal sindaco nell’intervista a Report Sicilia.

E allora quella frase torna inevitabilmente:

Amministrare non è per tutti.

Perché amministrare significa anche scegliere come spendere, cosa comprare, quale patrimonio costruire e soprattutto cosa lasciare dopo che una manifestazione è finita.

Castellino: «Palma doveva ricordarsi di essere bella»

Ma sarebbe riduttivo fermarsi al confronto economico.

Perché Castellino ci ha spiegato che dietro queste statue esiste un progetto.

«Questa statua rientra in un percorso per riallacciare la città con il passato glorioso di Palma».

Quando si insediò, racconta il sindaco, Palma praticamente non aveva statue.

«Dicevo scherzando: non abbiamo nemmeno Vittorio Emanuele a cavallo, che solitamente si trova un po’ ovunque».

Da qui una scelta amministrativa e culturale precisa:

«Bisognava trasmettere un messaggio non soltanto di bellezza della nostra città. Palma doveva ricordarsi di essere bella, ma dovevamo far capire chi sono stati i grandi e qual è la nostra storia».

E così le piazze hanno cominciato a raccontare la città.

Prima Don Giulio, poi Tomasi di Lampedusa e Hodierna. Adesso Angelica e Tancredi

Castellino durante l’intervista indica ciò che lo circonda.

C’è Don Giulio Tomasi, il “Duca Santo”, fondatore della città insieme al fratello Carlo.

Poi si passa, come dice Castellino, «dal primo dei Gattopardi all’ultimo dei Gattopardi», arrivando a Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

C’è Giovan Battista Hodierna, primo arciprete e astronomo legato alla storia della città.

Poi la letteratura prende materialmente forma.

Angelica.

Tancredi.

Il Gattopardo.

La nuova scultura non potrebbe essere spostata indifferentemente a Milano, Torino o Bologna mantenendo lo stesso rapporto con il luogo.

È stata pensata per Palma perché racconta Palma.

L’iniziativa, inoltre, non nasce improvvisamente: il Comune ricorda che era già contenuta nel dossier per la candidatura di Palma di Montechiaro a Capitale Italiana della Cultura 2022. Comune di Palma di Montechiaro

Perché proprio Angelica e Tancredi?

Anche qui Castellino ci racconta la scelta.

Nel celebre film di Luchino Visconti il ballo simbolo è quello tra Angelica e il principe Fabrizio.

Palma ha scelto altro.

«Abbiamo voluto immortalare il ballo tra Tancredi e Angelica, perché simboleggia, tra le altre cose, anche il sentimento nobilissimo dell’amore».

Ma c’è una seconda lettura.

«Metaforicamente è la borghesia che si fa bella, voluttuosa e affascinante per conquistare la nobiltà e poi divorarla, come avvenne negli anni successivi».

Quindi non una statua messa lì perché bisognava riempire una piazza.

C’è un racconto.

C’è un’identità.

C’è una ragione per la quale quell’opera si trova proprio lì.

E c’è anche un artista che ha scelto di contribuire

Le opere sono del maestro Vincenzo Greco.

Castellino tiene a sottolineare un particolare essenziale anche per leggere correttamente il dato dei 39 mila euro:

«Voglio ringraziarlo davvero dal profondo del cuore perché, come vedete, non ha applicato nessun prezzo di mercato, mi consenta la battuta. È davvero un donarci reciproco per la voglia di lasciare traccia non di noi, ma della storia di questa meravigliosa città».

Questo va detto chiaramente.

I 39 mila euro non possono essere utilizzati come un generico “prezzario” per sostenere che qualsiasi Comune possa commissionare due opere analoghe alla stessa cifra.

Castellino stesso riconosce che le condizioni praticate dall’artista hanno avuto un ruolo.

Ma proprio qui emerge un altro aspetto dell’amministrare: cercare le condizioni, costruire rapporti, trasformare una disponibilità artistica in patrimonio pubblico e ottenere il massimo possibile dalle risorse disponibili.

39 mila euro. E quelle statue saranno ancora lì

Tra dieci anni Angelica e Tancredi saranno ancora sulla scalinata.

Tra vent’anni un turista potrà fotografarle.

Un ragazzo potrà chiedere chi siano e scoprire Il Gattopardo.

Il prossimo mezzobusto del principe di Salina entrerà nello stesso percorso.

Le opere diventano quindi parte della città.

Ed è qui che torniamo ad Agrigento.

Dopo Agrigento Capitale della Cultura cosa rimane?

La questione che Report Sicilia pone non riguarda il valore artistico delle opere.

Non siamo noi a dover decidere se Angelica e Tancredi siano artisticamente “migliori” di Pinocchio.

Il confronto riguarda l’amministrazione delle risorse pubbliche.

Perché Agrigento ha avuto qualcosa di irripetibile: essere Capitale Italiana della Cultura.

Milioni di euro, manifestazioni, palcoscenici, comunicazione, installazioni.

E adesso che quell’anno è alle spalle bisogna cominciare a fare una domanda forse persino più importante di quelle poste durante gli eventi:

cosa è rimasto fisicamente alla città?

Non un comunicato stampa.

Non una fotografia.

Non una serata.

Non un’inaugurazione.

Quale patrimonio abbiamo costruito?

A Palma la risposta si può toccare

A Palma di Montechiaro non servono grandi discorsi.

La risposta è sulla scalinata.

Angelica e Tancredi.

39 mila euro, ci dice Castellino, insieme al prossimo mezzobusto del principe di Salina.

E resteranno lì.

È questo il motivo per cui il confronto con Agrigento merita di essere raccontato.

Non per sostenere che tutto ciò che è temporaneo sia uno spreco o che ogni manifestazione culturale debba necessariamente produrre una statua.

Ma perché amministrare significa scegliere.

Significa chiedersi non soltanto:

«Cosa possiamo organizzare oggi?»

ma anche:

«Cosa lasceremo domani?»

Palma ha scelto di raccontare la propria storia attraverso opere permanenti.

Agrigento ha scelto, tra le altre iniziative di Capitale della Cultura, di spendere 71 mila euro per due installazioni temporanee.

I cittadini possono mettere accanto le due scelte e farsi la propria opinione.

Noi continuiamo a fare ciò che abbiamo fatto fin dall’inizio: mettere sul tavolo i numeri.

Perché alla fine gli eventi passano, le amministrazioni passano, i sindaci passano.

Quello che conta è ciò che rimane alla città.

Ed è anche da questo che si comprende quanto sia difficile una parola apparentemente semplice:

amministrare.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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