Agrigento – Base Nato fantasma a Punta Bianca, chiesti 10 anni per il “finto cardinale”: oltre 150 persone truffate con la promessa di un posto di lavoro. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo
La base militare non è mai esistita, ma secondo la Procura sarebbe stata utilizzata come esca per convincere oltre 150 persone a versare denaro o a coinvolgere altri aspiranti lavoratori. Al termine della requisitoria, la pm Federica Rabajoli ha chiesto 10 anni di carcere per Luciano Montemurro, accusato di essersi presentato durante gli incontri come “cardinale vescovo di Monreale”.
Richieste di condanna anche per i fratelli Angelo e Diego Favata, entrambi di Canicattì: rispettivamente 4 anni e 10 mesi e 4 anni.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, la presunta truffa si sarebbe sviluppata tra febbraio 2020 e agosto 2021 intorno alla fantomatica realizzazione di una base Nato nella zona di Punta Bianca. Agli aspiranti lavoratori sarebbero stati prospettati numerosi posti di lavoro e incarichi, chiedendo in alcuni casi anche somme di denaro.
Per rendere più credibile il progetto sarebbe stato fatto anche il nome del generale dell’Esercito Luciano Portolano, indicato come futuro comandante della struttura. Il suo nome, secondo l’accusa, sarebbe stato utilizzato per rafforzare la credibilità delle richieste rivolte alle vittime.
Tra le testimonianze raccolte durante il processo c’è quella di una coppia di Racalmuto, titolare di una pasticceria. Ai due sarebbe stata prospettata la gestione della mensa della futura base militare. Convinti della concretezza dell’operazione, avrebbero avviato una nuova società, sostenuto diverse spese e persino chiuso la precedente attività, aspettando un incarico che, però, non sarebbe mai arrivato.
Una vicenda che, secondo l’accusa, avrebbe coinvolto oltre 150 persone, con storie simili raccontate nel corso del dibattimento.
Le difese, rappresentate dagli avvocati Paolo Ingrao e Calogero Meli, hanno chiesto invece l’assoluzione degli imputati. I legali contestano in particolare le accuse di associazione finalizzata alle truffe, di truffa reiterata e di sostituzione di persona.
Per il solo Angelo Favata, in subordine all’assoluzione, la difesa ha chiesto che i fatti vengano eventualmente qualificati come una forma di “vendita piramidale” e non come una vera e propria truffa.
Dopo le repliche, il collegio giudicante dovrebbe pronunciare la sentenza il prossimo 14 ottobre.
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Fonte: Sicilia24h
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