Aica, il conto ricade sui Comuni: Agrigento partecipa per il 15,04%, ma nelle relazioni mancano due anni decisivi. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Le perdite dell’azienda idrica non sono numeri lontani dai bilanci comunali: quando viene deliberato il ripiano, sono i Comuni soci a dover intervenire in proporzione alle rispettive quote. Per le perdite del 2021 e del 2022 ad Agrigento sono già stati richiesti oltre 659 mila euro. Ma nelle relazioni di fine e inizio mandato vengono riportati soltanto i risultati del 2021 e del 2024, saltando proprio il 2022 e il 2023. Chi deve informare i cittadini?
Quando Aica perde milioni di euro, il problema non riguarda soltanto il consiglio di amministrazione dell’azienda idrica.
Il conto può arrivare direttamente ai Comuni soci e, quindi, indirettamente ai cittadini.
Bisogna essere precisi: Aica è un’azienda speciale consortile dotata di personalità giuridica e autonomia imprenditoriale. I suoi debiti, dunque, non diventano automaticamente e indistintamente debiti diretti dei Comuni verso ogni creditore.
Ma quando le perdite vengono sottoposte ai soci e ne viene deliberato o richiesto il ripiano, sono i Comuni a essere chiamati a intervenire, ciascuno in proporzione alla propria partecipazione.
Ed è esattamente ciò che è già accaduto.
Per le perdite maturate da Aica negli esercizi 2021 e 2022, ai Comuni soci è stato chiesto di ripianare complessivamente circa 4,336 milioni di euro. Al Comune di Agrigento è stato presentato un conto di 659.042,87 euro, la somma più elevata tra quelle richieste ai Comuni partecipanti.
Non stiamo parlando, quindi, di un’entità estranea all’amministrazione comunale. Stiamo parlando di un organismo pubblico partecipato le cui perdite possono incidere concretamente sul bilancio del Comune e sulle risorse che appartengono alla collettività.
Agrigento possiede il 15,04 per cento di Aica
La relazione di fine mandato dell’amministrazione Miccichè e quella di inizio mandato dell’amministrazione Sodano indicano entrambe che il Comune di Agrigento detiene una partecipazione in Aica pari al 15,04 per cento.
È una quota rilevante.
Significa che, quando viene approvato un ripiano delle perdite secondo le quote di partecipazione, Agrigento è chiamata a sostenere circa il 15 per cento dell’importo complessivo.
Su una perdita di un milione di euro, l’esposizione teorica proporzionale del Comune sarebbe di circa 150.400 euro.
Sulla perdita 2024 di 600.508 euro, la quota calcolata sulla partecipazione indicata nelle relazioni sarebbe di circa 90.316 euro, qualora quella perdita venisse posta integralmente a carico dei soci secondo le quote.
Non è una semplice annotazione contabile.
Sono somme che, se richieste e riconosciute attraverso gli atti previsti, devono essere reperite nei bilanci comunali. Risorse pubbliche che potrebbero essere sottratte ad altri servizi o richiedere appositi stanziamenti.
Ecco perché la situazione economica di Aica dovrebbe occupare uno spazio centrale tanto nella relazione di fine mandato quanto in quella di inizio mandato.
Le perdite del 2021 e del 2024
La relazione di fine mandato di Franco Miccichè riporta per Aica, relativamente al 2021:
- valore della produzione pari a 15.469.633 euro;
- patrimonio netto negativo per 1.283.134 euro;
- perdita d’esercizio pari a 1.302.697 euro.
Per il 2024 vengono indicati:
- valore della produzione pari a 46.624.955 euro;
- patrimonio netto negativo per 458.779 euro;
- perdita d’esercizio pari a 600.508 euro.
Gli stessi dati relativi al 2024 vengono sostanzialmente riproposti nella relazione di inizio mandato firmata da Michele Sodano.
Ma tra il 2021 e il 2024 ci sono due esercizi fondamentali: il 2022 e il 2023.
E nelle due relazioni quei risultati non vengono esposti.
Che fine hanno fatto il 2022 e il 2023?
Il bilancio 2022 di Aica si è chiuso con una perdita d’esercizio di circa 3.033.852 euro.
Sommata alla perdita del 2021, pari a 1.302.697 euro, produce un risultato negativo complessivo di circa 4.336.549 euro: sostanzialmente l’importo per il quale Aica ha successivamente presentato il conto ai Comuni soci.
Ad Agrigento sono stati richiesti oltre 659 mila euro.
Il 2023, invece, deve essere letto correttamente.
Nel bilancio compare una differenza negativa tra valore e costi della produzione di 1.240.730 euro e un risultato prima delle imposte negativo per 517.480 euro. Dopo la contabilizzazione delle imposte differite e anticipate, però, il risultato finale dell’esercizio indicato nel documento è positivo per 121.833 euro.
Non sarebbe quindi corretto presentare i 517.480 euro come perdita finale dell’esercizio 2023.
Rimane però la domanda centrale: perché le relazioni delle due amministrazioni mostrano il 2021 e poi saltano direttamente al 2024?
Per quale ragione non viene ricostruito in modo completo l’andamento economico dell’azienda partecipata, soprattutto considerando che proprio le perdite del 2021 e del 2022 hanno determinato una richiesta di pagamento indirizzata ai Comuni?
Non basta riportare una sola annualità
La relazione di fine mandato avrebbe dovuto consentire ai cittadini di comprendere con chiarezza il peso economico e finanziario delle partecipazioni comunali.
Quella di inizio mandato, a sua volta, dovrebbe fotografare ciò che la nuova amministrazione eredita e indicare come intende affrontarlo.
Riportare soltanto il risultato del 2024, senza ricostruire le perdite pregresse, le richieste di ripiano, le somme già pagate o ancora dovute e gli eventuali stanziamenti comunali, offre una rappresentazione incompleta.
La questione non riguarda soltanto Aica.
Riguarda direttamente il Comune di Agrigento, perché il Comune è socio e detiene il 15,04 per cento dell’azienda. Riguarda il Consiglio comunale, chiamato a controllare le conseguenze sul bilancio. Riguarda il sindaco, che rappresenta il Comune nell’assemblea dei soci. Riguarda infine i cittadini, perché ogni euro utilizzato per coprire perdite gestionali è un euro proveniente dalle risorse pubbliche.
Sodano deve chiarire l’esposizione del Comune
Michele Sodano non può limitarsi a rappresentare Aica come un soggetto esterno al quale inviare diffide per i disservizi.
Il Comune di Agrigento è parte della proprietà pubblica dell’azienda e il sindaco partecipa alle decisioni dei soci.
Per questo l’amministrazione dovrebbe comunicare immediatamente:
- quali somme siano state richieste ad Agrigento per le perdite del 2021 e del 2022;
- se i 659.042,87 euro siano stati interamente versati, soltanto stanziati, rateizzati o contestati;
- in quale esercizio del bilancio comunale siano stati contabilizzati;
- se esistano ulteriori richieste di ripiano;
- quale sia l’eventuale esposizione di Agrigento rispetto alla perdita 2024 di 600.508 euro;
- se il bilancio 2025 di Aica sia stato approvato e con quale risultato;
- quali iniziative di controllo siano state assunte dal Comune;
- quale posizione abbia espresso il sindaco nelle assemblee dei soci.
Sono domande semplici, documentabili e doverose.
Il rischio non può essere nascosto dietro una tabella
Il punto politico è evidente.
Quando Aica registra una perdita, non si può liquidare la questione inserendo una cifra in fondo a una tabella. Quella perdita può tradursi in una richiesta di ripiano rivolta ai Comuni. E Agrigento, con il suo 15,04 per cento, è uno dei soci maggiormente esposti.
Non significa che ogni passività di Aica diventi automaticamente un debito del Comune. Significa, però, che le perdite dell’azienda possono produrre effetti reali sul bilancio comunale e che l’amministrazione ha il dovere di vigilare, informare e rendere conto delle decisioni assunte.
Il precedente esiste ed è già costato ad Agrigento una richiesta superiore a 659 mila euro.
Per questo non è accettabile che due annualità decisive scompaiano dalla ricostruzione contenuta nelle relazioni amministrative.
Il 2022 è proprio l’anno nel quale Aica ha registrato la perdita più pesante. Il 2023 è l’anno che permette di comprendere se sia iniziata una correzione della gestione. Saltarli entrambi impedisce ai cittadini di valutare l’andamento reale dell’azienda e l’esposizione del Comune.
I debiti di Aica riguardano anche i cittadini
Dietro la formula “azienda partecipata” non c’è qualcosa di astratto.
Ci sono i bilanci dei Comuni, le tasse pagate dai cittadini, le tariffe del servizio idrico e le risorse che dovrebbero finanziare manutenzioni, strade, servizi sociali, pulizia e funzionamento degli uffici.
Se Aica accumula perdite e l’assemblea decide di ripianarle attraverso i soci, il conto viene distribuito in proporzione alle quote.
Agrigento risponde economicamente per la propria parte quando ne ricorrono i presupposti e vengono adottati gli atti necessari. Non può quindi comportarsi come un semplice spettatore.
Il sindaco Sodano dica quale sia oggi la reale posizione del Comune, quanto sia già stato pagato, quanto rimanga eventualmente da pagare e quale rischio possa gravare sui prossimi bilanci.
Perché Aica è dei Comuni.
E quando il conto viene presentato ai soci, a pagarlo sono sempre le comunità che quei Comuni rappresentano.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

