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Agrigento – Intervista esclusiva ad Ali Agca, l’attentatore del Papa

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Agrigento – Intervista esclusiva ad Ali Agca, l’attentatore del Papa. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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⏱️Tempo di lettura: 9 min

Marco Arcuri

Alì Ağca parla con Cold Case Italia: quasi 30 minuti di intervista sul caso Orlandi-Gregori

LINK AL VIDEO: https://www.facebook.com/share/v/1BhBJkFZeM/

Un confronto diretto con l’uomo al centro della vicenda dell’attentato a Giovanni Paolo II

Quasi trenta minuti di conversazione telefonica con Alì Ağca, l’uomo che il 13 maggio 1981 attentò alla vita di Papa Giovanni Paolo II in piazza San Pietro.

Una conversazione nella quale Ağca ha affrontato direttamente alcuni dei temi più controversi legati alla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, due vicende che da oltre quarant’anni continuano a interrogare investigatori, magistrati, giornalisti e opinione pubblica.

L’intervista è stata realizzata da Marco Arcuri per Cold Case Italia e sarà pubblicata integralmente, una volta completato il lavoro di montaggio.

Nel corso della conversazione Ağca ha espresso valutazioni, ricostruzioni e dichiarazioni che meritano di essere ascoltate e analizzate nel loro contesto, senza trasformare automaticamente le sue parole in fatti accertati.

È proprio questo il principio che guida il lavoro di Cold Case Italia: ascoltare, confrontare, verificare.


Un nome che ritorna: Alì Ağca

Per comprendere il significato delle dichiarazioni di Ağca bisogna partire dal ruolo che il suo nome ha avuto nella storia del caso Orlandi.

Il 13 maggio 1981 Mehmet Alì Ağca sparò contro Giovanni Paolo II in piazza San Pietro.

L’attentato trasformò Ağca in una delle figure più conosciute e controverse della storia recente europea. La sua vicenda giudiziaria e le sue numerose dichiarazioni successive hanno alimentato per decenni interrogativi sui mandanti dell’attentato, sui rapporti internazionali che ruotavano intorno alla vicenda e sulle successive ricostruzioni relative alla cosiddetta pista bulgara.

Due anni dopo, nel giugno 1983, scomparve Emanuela Orlandi.

Poco tempo dopo cominciarono ad arrivare telefonate e comunicazioni nelle quali comparve una richiesta apparentemente precisa: la liberazione di Alì Ağca.

La figura dell’attentatore del Papa entrò così direttamente nella storia del caso Orlandi.

Non si trattava soltanto di una richiesta criminale rivolta alla famiglia della ragazza. Il nome di Ağca introduceva nella vicenda una dimensione internazionale e geopolitica che, negli anni successivi, avrebbe dato origine a numerose ipotesi.


La telefonata con Cold Case Italia

Durante l’intervista, Ağca ha parlato proprio di questo intreccio.

Ha affrontato il rapporto tra la propria vicenda personale e il caso Orlandi-Gregori, soffermandosi sulle interpretazioni che negli anni sono state formulate intorno alla richiesta di liberazione.

Ma la conversazione non si è limitata alla figura di Emanuela Orlandi.

Nel corso dell’intervista sono stati affrontati anche temi riguardanti Mirella Gregori, le modalità attraverso le quali le due vicende sono state accostate nel corso degli anni e alcune delle ricostruzioni che hanno caratterizzato le indagini.

Sono emerse inoltre considerazioni su persone, ambienti e ipotesi investigative che continuano a essere oggetto di discussione.

Il valore dell’intervista, tuttavia, non consiste nel considerare automaticamente vere le dichiarazioni dell’intervistato.

Al contrario.

Una testimonianza proveniente da una figura così controversa deve essere sottoposta a un esame ancora più rigoroso.


Le dichiarazioni di Ağca e la necessità delle verifiche

Ağca ha rilasciato nel corso degli anni numerose dichiarazioni sulla propria storia e sul caso Orlandi.

Nel luglio 2024, per esempio, aveva sostenuto pubblicamente di conoscere elementi sulla scomparsa di Emanuela e aveva attribuito responsabilità a strutture riconducibili, secondo la sua ricostruzione, ad ambienti vaticani. Aveva inoltre respinto alcune delle principali interpretazioni della cosiddetta pista bulgara.

Nello stesso periodo aveva chiesto di essere ascoltato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta, dichiarando di voler riferire quella che definiva la propria “verità storica”.

Sono dichiarazioni che devono essere conosciute proprio perché fanno parte della storia documentale del caso.

Ma conoscere una dichiarazione non significa considerarla automaticamente una prova.

È una distinzione fondamentale.

Una cosa è ciò che Ağca afferma. Un’altra è ciò che può essere dimostrato attraverso documenti, testimonianze indipendenti, riscontri investigativi e prove oggettive.

L’intervista di Cold Case Italia nasce esattamente da questa esigenza.


Perché ascoltare Ağca oggi

A distanza di oltre quarant’anni, il caso Orlandi continua a essere caratterizzato dalla presenza di numerosi elementi rimasti senza una spiegazione definitiva.

Tra questi vi sono le telefonate dei presunti rapitori, le richieste relative alla liberazione di Ağca, le comunicazioni indirizzate alla famiglia Orlandi e quelle relative a Mirella Gregori, oltre alla complessa sovrapposizione tra elementi apparentemente criminali, politici e internazionali.

Il nome di Ağca rappresenta quindi uno dei punti di intersezione tra la vicenda dell’attentato del 1981 e quella delle ragazze scomparse nel 1983.

È anche per questo che una sua testimonianza, indipendentemente dal giudizio che si possa avere sulla sua attendibilità, non può essere semplicemente ignorata.

Deve essere ascoltata.

E soprattutto deve essere confrontata con ciò che già sappiamo.


Orlandi e Gregori: due casi, molti punti di contatto

Uno degli aspetti più delicati riguarda il rapporto tra la scomparsa di Emanuela Orlandi e quella di Mirella Gregori.

Le due ragazze scomparvero a distanza di poche settimane.

Nel corso dell’estate e dell’autunno del 1983 le due vicende finirono progressivamente per essere collegate anche attraverso telefonate e comunicazioni dei presunti sequestratori.

In particolare, alcune telefonate rivolte alla famiglia Gregori contenevano informazioni estremamente specifiche sull’abbigliamento di Mirella, elementi che contribuirono a rafforzare la convinzione degli investigatori che gli interlocutori possedessero informazioni non facilmente ricavabili dall’esterno.

Parallelamente, nel caso Orlandi, il cosiddetto “Americano” rappresentò uno dei personaggi centrali delle comunicazioni telefoniche.

Una recente consulenza fonica realizzata da Marco Arcuri ha sostenuto una elevata compatibilità tra la voce di Marco Accetti e quella dei telefonisti identificati nelle ricostruzioni come “Mario” e “l’Americano”. Il risultato riportato nella consulenza è stato successivamente pubblicato dal Corriere della Sera.

Questo elemento rappresenta uno degli aspetti sui quali Cold Case Italia ha concentrato parte della propria attività di ricerca.

Ma proprio per questo l’intervista ad Ağca non deve essere letta come un tentativo di ricondurre ogni elemento del caso a un’unica persona o a un’unica teoria.

Il problema è molto più complesso.


Le telefonate, il Vaticano e la richiesta di liberazione

Nel 1983 la richiesta di liberazione di Ağca costituì uno degli elementi più anomali della vicenda.

La richiesta collegava direttamente la scomparsa di una ragazza di quindici anni alla sorte dell’uomo condannato per l’attentato al Papa.

Le comunicazioni dei presunti sequestratori chiamavano in causa quindi non soltanto la famiglia Orlandi, ma anche le autorità italiane e la Santa Sede.

Una delle telefonate più note fu quella del 19 luglio 1983, quando il cosiddetto “Americano” contattò il Vaticano utilizzando il codice 158 e riuscì a parlare con un’operatrice della Segreteria di Stato. La vicenda è stata ricostruita più volte nel corso delle indagini e delle successive inchieste giornalistiche.

Il nome di Ağca era quindi già presente al centro delle comunicazioni del 1983.

L’intervista realizzata oggi consente di tornare direttamente su quel punto con il protagonista stesso della richiesta di scambio.


Cosa ha detto Ağca e cosa resta da verificare

È importante sottolineare un principio metodologico.

Le dichiarazioni raccolte durante l’intervista costituiscono dichiarazioni dell’intervistato.

Non vengono presentate da Cold Case Italia come verità giudiziarie.

Ogni affermazione dovrà essere eventualmente confrontata con:

  • documenti dell’epoca;
  • verbali giudiziari;
  • testimonianze;
  • comunicazioni originali;
  • registrazioni audio;
  • ricostruzioni investigative;
  • eventuali riscontri indipendenti.

È proprio questo il motivo per cui l’intervista verrà proposta integralmente.

Non soltanto attraverso brevi estratti.

Ascoltare l’intero ragionamento permette infatti di comprendere le domande, le risposte, il contesto e gli eventuali passaggi sui quali sarà necessario effettuare ulteriori verifiche.


Il problema delle versioni

Il caso Orlandi è stato attraversato da una quantità enorme di versioni.

Alcune sono state formulate da investigatori.

Altre da giornalisti.

Altre ancora da testimoni, protagonisti diretti o persone che negli anni hanno affermato di possedere informazioni riservate.

Alcune ricostruzioni si sono sovrapposte.

Altre sono entrate in contraddizione.

Ed è proprio questa stratificazione a rendere difficile distinguere oggi ciò che appartiene alla documentazione originaria da ciò che è stato aggiunto successivamente.

Nel corso dell’intervista, Ağca propone la propria lettura di alcuni di questi elementi.

Il compito di Cold Case Italia non è stabilire a priori che quella lettura sia corretta.

È metterla a disposizione del pubblico e sottoporla al confronto con gli elementi già disponibili.


Non una nuova teoria, ma un nuovo elemento da analizzare

L’intervista non vuole quindi presentarsi come la soluzione del caso Orlandi-Gregori.

Non lo è.

Dopo oltre quarant’anni, nessuna singola intervista può da sola risolvere una vicenda nella quale sono presenti centinaia di documenti, testimonianze e piste investigative.

Può però aggiungere un nuovo elemento.

E quando si studia un cold case, anche un elemento apparentemente marginale può diventare importante se consente di verificare o smentire una ricostruzione precedente.

La domanda fondamentale diventa quindi:

quali delle dichiarazioni di Ağca possono essere riscontrate?

E ancora:

esistono documenti o testimonianze indipendenti capaci di confermare o smentire quanto affermato?

È su queste domande che dovrà concentrarsi il lavoro successivo.


L’intervista integrale

La conversazione telefonica con Alì Ağca ha avuto una durata di quasi trenta minuti.

Nel corso dell’intervista sono stati affrontati diversi temi relativi al caso Orlandi-Gregori e alle interpretazioni sviluppatesi nel corso degli ultimi quarant’anni.

La versione integrale verrà pubblicata su Cold Case Italia dopo il completamento del montaggio.

L’obiettivo è consentire a chi segue il caso di ascoltare direttamente le parole di Ağca, senza affidarsi esclusivamente a brevi estratti o a ricostruzioni di terzi.

Successivamente sarà possibile analizzare singolarmente le sue affermazioni, confrontandole con la documentazione disponibile.


Il metodo di Cold Case Italia

Seguire un caso irrisolto significa anche accettare che alcune risposte non siano ancora disponibili.

Significa distinguere i fatti dalle ipotesi.

Le testimonianze dalle prove.

Le dichiarazioni dai riscontri.

E soprattutto significa non scartare un elemento soltanto perché non coincide con la teoria che si è scelto di seguire.

L’intervista ad Alì Ağca si inserisce in questo metodo.

Non è una sentenza.

Non è una prova definitiva.

Non è la soluzione del caso.

È una testimonianza diretta che merita di essere ascoltata, documentata e verificata.

Perché dopo più di quarant’anni, nel caso Orlandi-Gregori, la domanda resta sempre la stessa:

che cosa è realmente accaduto a Emanuela Orlandi e Mirella Gregori?

Cold Case Italia continuerà a cercare la risposta attraverso i documenti, le testimonianze e il confronto tra le diverse versioni.

Seguire i fatti.
Confrontare le versioni.
Cercare le risposte.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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