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Agrigento – Inchiesta corruzione, chiesti i domiciliari per Sergio Vella: al centro il progetto Seap ad Aragona

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L’imprenditore agrigentino comparirà il 12 ottobre davanti al Gip per l’interrogatorio preventivo. L’ipotesi della Procura riguarda l’iter autorizzativo della piattaforma per biometano e compost

AGRIGENTO – La Procura di Palermo ha chiesto gli arresti domiciliari per Sergio Vella, 57 anni, indicato negli atti dell’inchiesta sulla presunta corruzione legata alla Commissione tecnica specialistica regionale come amministratore di fatto della Seap. La richiesta dovrà adesso essere valutata dal Gip e non equivale a una misura già disposta.

Vella comparirà lunedì 12 ottobre davanti al Gip Giuseppa Zampino per l’interrogatorio preventivo. Soltanto successivamente il giudice sarà chiamato a decidere sulla richiesta avanzata dalla Procura.

Il capitolo dell’inchiesta che coinvolge l’imprenditore agrigentino riguarda il progetto di una piattaforma per la selezione dei rifiuti e la produzione di biometano e compost da frazioni organiche, prevista nel territorio di Aragona. Secondo quanto emerge dalle nuove informazioni, l’impianto avrebbe una capacità di trattamento superiore alle 120 mila tonnellate all’anno.

Nello stesso filone investigativo compaiono anche Gaetano Armao, già vicepresidente della Regione Siciliana e già presidente della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali, e l’avvocato Pierluigi Matta.

Secondo la ricostruzione della Procura, Vella avrebbe corrisposto somme di denaro ad Armao attraverso l’intermediazione di Matta. L’ipotesi degli inquirenti è che, in cambio, Armao sarebbe intervenuto nell’iter relativo alla pratica ambientale della Seap, sfruttando il proprio ruolo all’interno della Cts.

In particolare, l’intervento contestato riguarderebbe l’individuazione dei funzionari chiamati a occuparsi dell’istruttoria relativa alla Valutazione di impatto ambientale (Via) del progetto. L’obiettivo, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato quello di favorire il percorso autorizzativo dell’impianto.

Per Vella, Armao e Matta viene indicata, a vario titolo, l’ipotesi di corruzione per l’esercizio della funzione. Il fatto contestato nel provvedimento viene collocato al 13 dicembre 2025.

La posizione di Vella si inserisce nella più ampia inchiesta della Procura di Palermo che coinvolge nove persone e per la quale sono state avanzate diverse richieste cautelari. Per Armao e Matta è stata chiesta la custodia cautelare in carcere, mentre per Vella, secondo le nuove informazioni, sono stati richiesti gli arresti domiciliari.

L’inchiesta si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni rappresentano la ricostruzione della Procura e dovranno essere sottoposte al vaglio del giudice. Per tutti gli indagati vale la presunzione di non colpevolezza.

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Fonte: AgrigentoOggi

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