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Agrigento, rinasce il Porto di Akragas. Contino racconta il progetto che restituisce alla città la memoria del fiume

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Agrigento, rinasce il Porto di Akragas. Contino racconta il progetto che restituisce alla città la memoria del fiume. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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Inaugurato il percorso museale a Maddalusa dopo il rinvio per maltempo del 19 settembre. L’intervento del Libero Consorzio, finanziato con fondi POC dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana, unisce recupero ambientale, storia e fruizione turistica.

Agrigento ritrova una parte della propria storia alla foce del fiume Akragas. Giovedì 8 ottobre è stato inaugurato il percorso museale del Porto di Akragas, nell’ambito del progetto di riqualificazione e valorizzazione del tratto costiero di Maddalusa e della foce.

La manifestazione era stata inizialmente fissata per il 19 settembre, ma il maltempo aveva imposto il rinvio. A illustrare le ragioni e i contenuti dell’intervento è stato Achille Contino, dirigente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, che ha fortemente voluto la rigenerazione di questo luogo.

Nel suo discorso, Contino ha tenuto insieme il valore storico del fiume, il recupero degli spazi e la necessità di proteggerli dall’abbandono e dai comportamenti che ne compromettono l’ambiente.

Il finanziamento e il recupero dell’area

Il progetto è stato realizzato dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento grazie a un finanziamento POC dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana.

L’intervento ha trasformato spazi prima occupati dalle sterpaglie in percorsi pedonali, sostituito protezioni deteriorate con ringhiere in acciaio inox e realizzato marciapiedi. La sistemazione dell’area rende più accessibili gli argini e restituisce alla fruizione un tratto del paesaggio fluviale.

Contino ha precisato la finalità dell’opera. Si tratta di un progetto di valorizzazione dei beni culturali orientato allo sviluppo turistico, nel quale la riqualificazione dei luoghi serve anche a rendere leggibile e conoscibile la loro storia.

Pannelli interattivi, diorami e un video immersivo

Il percorso museale racconta il rapporto tra l’antica Akragas, il mare e il suo porto lagunare attraverso pannelli interattivi, ricostruzioni e contenuti audiovisivi.

Tra gli elementi illustrati dal dirigente figurano la sagoma di un’antica nave, simbolo del percorso, una sala espositiva con diorami e un video immersivo dedicato alla fondazione della città e al porto nel pieno della sua attività.

Contino ha chiarito anche un aspetto essenziale per comprendere l’esperienza proposta. Il percorso attualmente non espone reperti archeologici o relitti. La sua funzione è far riemergere una memoria attraverso strumenti narrativi e ricostruzioni, accompagnando il visitatore nella conoscenza del paesaggio antico.

Il dirigente ha richiamato il pensiero dell’urbanista americano Kevin Lynch per spiegare come la comunicazione educativa possa utilizzare rappresentazioni e aggiunte creative. Una riflessione sul modo di raccontare il passato e costruire un rapporto consapevole con i luoghi.

La Focetta e la memoria più recente della città

Il recupero riguarda anche un luogo della storia contemporanea di Agrigento. Gli spazi del percorso comprendono infatti l’ex locale La Focetta, ricordato da Contino come uno dei ritrovi più conosciuti e frequentati della città nel dopoguerra e fino agli anni Ottanta.

Le fotografie collocate all’ingresso ne restituiscono l’immagine di allora. Accanto alla memoria del porto antico trova così spazio quella di un luogo di incontro che molti agrigentini hanno conosciuto direttamente.

La rigenerazione riunisce queste due dimensioni, la storia millenaria della foce e quella più recente della comunità.

Il fiume che rese possibile lo sviluppo di Akragas

Contino ha ricordato una lezione dell’archeologo Sebastiano Tusa, allora Soprintendente del Mare, tenuta nel dicembre 2017 durante un convegno dedicato alle foci agrigentine.

Secondo il contributo richiamato dal dirigente, la presenza di un fiume navigabile costituiva una condizione fondamentale per la fondazione delle colonie greche. L’Akragas offriva questa possibilità anche attraverso un’ampia laguna a sud della piana di San Gregorio, adatta all’ormeggio delle navi.

Il porto e il fiume erano dunque risorse decisive per i collegamenti, gli scambi e la crescita della città. È questo legame che il nuovo percorso intende riportare all’attenzione di cittadini e visitatori.

La denuncia di rifiuti e scarichi

Nel giorno dell’inaugurazione, Contino ha ricordato anche le condizioni dalle quali è partito il recupero. Sterpaglie, ringhiere logorate dalla salsedine, transenne e cavi penzolanti descrivevano un’area lasciata a lungo nell’abbandono.

Il dirigente ha denunciato inoltre il conferimento di rifiuti nel fiume, tra cui copertoni e recipienti, e la presenza di scarichi provenienti da immobili non collegati alla rete fognaria pubblica.

La valorizzazione culturale porta quindi con sé una richiesta di attenzione ambientale. Il percorso museale restituisce alla città la possibilità di conoscere meglio la foce, ma la tutela del fiume richiede continuità e responsabilità.

Contino ha affidato ai presenti una domanda precisa. «La sorte di questo fiume e della sua storia millenaria può essere quella rappresentata all’inizio di questo discorso?».

Dopo l’inaugurazione, il valore della rigenerazione si misurerà anche nella capacità di mantenere questi spazi accessibili e curati, proteggendo il corso d’acqua che ha accompagnato la nascita e la crescita di Agrigento.

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Fonte: Report Sicilia

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