Agrigento, prima il video e poi l’ordinanza, Sodano trasforma un atto già standardizzato in uno spettacolo social. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Allerta arancione e comunicazione istituzionale
Alle ore 18 circa il sindaco annunciava che l’ordinanza era ancora in preparazione e che l’avrebbe firmata poco dopo. La firma digitale riporta le ore 16.18 GMT, equivalenti alle ore 18.18 italiane. Nessun mistero sull’orario, dunque. Resta la rappresentazione enfatica di un normale adempimento amministrativo e la pubblicazione arrivata dopo le ore 18.20.
L’ordinanza per l’allerta arancione è stata pubblicata dal Comune di Agrigento dopo le ore 18.20 di giovedì 9 ottobre. Fino a quell’ora il provvedimento non risultava disponibile sul portale istituzionale.
Poco prima, intorno alle ore 18, il sindaco Michele Sodano aveva diffuso un video per annunciare la chiusura delle scuole, dei cimiteri e di altre strutture comunali.
Nel filmato, registrato con alcuni dipendenti alle proprie spalle, il primo cittadino spiegava che l’ordinanza era ancora in preparazione.
«Stiamo preparando un’ordinanza, la firmerò tra pochissimo», dichiarava Sodano davanti alla telecamera.
L’ordinanza sindacale numero 82 è stata firmata poco dopo. Il provvedimento dispone le chiusure e le interdizioni valide dalle ore 00 alle ore 24 di venerdì 10 ottobre.Ordinanza+Sindacale+2026-82
l’orario della firma va letto correttamente
Chi consulterà l’ordinanza noterà che accanto alla firma digitale del sindaco compare l’orario 16.18.13 seguito dall’indicazione GMT più zero.
Quell’orario non corrisponde all’ora italiana.
GMT indica il tempo universale utilizzato dal sistema di firma elettronica. Il 9 ottobre in Italia è ancora in vigore l’ora legale e occorre quindi aggiungere due ore.
La firma elettronica è stata apposta alle ore 18.18.13 italiane e non alle ore 16.18.
Non esiste, quindi, una contraddizione tra il video e l’orario della firma. Se il filmato è stato registrato intorno alle ore 18, quando Sodano dichiarava che avrebbe firmato il documento tra poco, la firma delle ore 18.18 risulta temporalmente successiva.
Questo chiarimento è necessario per evitare interpretazioni errate del documento.
Il file risulta poi generato dal sistema informatico comunale alle ore 19.23. Questo dato riguarda la creazione del documento disponibile per la consultazione e non modifica l’orario della firma digitale.
prima l’annuncio e dopo l’atto ufficiale
Chiarito l’orario, resta il problema della comunicazione scelta dal sindaco.
Alle ore 17.41 nell’Albo pretorio non risultava pubblicata alcuna ordinanza. Il provvedimento non era disponibile neppure alle ore 18.20 ed è apparso sul portale soltanto successivamente.
Il bollettino della Protezione Civile regionale era valido già dalle ore 16 e annunciava l’allerta arancione per l’intera giornata del 10 ottobre.
Sodano ha scelto di comunicare le chiusure attraverso un video mentre l’atto ufficiale non era ancora consultabile da famiglie, dirigenti scolastici, lavoratori, commercianti e cittadini.
Prima è arrivato l’annuncio sui social. Dopo è arrivata l’ordinanza.
il sindaco non prepara materialmente l’ordinanza
Nel video il sindaco afferma che «stiamo preparando un’ordinanza», offrendo l’immagine di un’attività complessa ancora in corso negli uffici comunali.
Il sindaco, però, non redige materialmente il provvedimento. L’atto viene predisposto dagli uffici competenti attraverso modelli già esistenti e procedure consolidate.
Al primo cittadino spettano la valutazione della situazione, la scelta delle misure da adottare e la firma finale.
Non occorre inventare ogni volta una nuova ordinanza. Basta esaminare i provvedimenti emanati in occasione delle precedenti allerte per accorgersi che la struttura, i richiami normativi, le raccomandazioni e molte delle disposizioni si ripetono.
Vengono aggiornati il numero del bollettino regionale, la data, gli orari, il livello di allerta, le zone interessate e le misure ritenute necessarie.
Non c’è nulla di sbagliato nell’utilizzare un modello. Una pubblica amministrazione efficiente deve avere documenti e procedure già pronti proprio per rispondere rapidamente alle emergenze.
Il problema nasce quando il normale aggiornamento di un modello viene presentato ai cittadini come una straordinaria operazione amministrativa.
bastava aggiornare il modello e pubblicarlo
L’ordinanza numero 82 dispone la chiusura degli asili nido e delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado.
Prevede inoltre la chiusura dei cimiteri, dei giardini pubblici, degli impianti sportivi all’aperto, delle aree giochi e dei sottopassi.
Sono sospesi gli eventi all’aperto, i mercati rionali e le attività commerciali svolte nelle aree pubbliche. Viene vietato l’utilizzo dei locali interrati, seminterrati e situati ai piani bassi nelle aree maggiormente esposte.
Il documento dispone anche l’apertura del Centro operativo comunale, COC, dalle ore 00 del 10 ottobre e fino alla cessazione delle necessità.
Sono tutte misure importanti, ma rientrano nelle procedure normalmente previste durante una fase di preallarme.
Serviva aggiornare il modello, scegliere le disposizioni necessarie, firmare il documento, pubblicarlo e informare immediatamente la città.
un video da cinema e non da Comune
La comunicazione istituzionale dovrebbe essere chiara, seria e proporzionata.
Registrare un video con alcuni dipendenti alle spalle per annunciare che l’ordinanza è ancora in preparazione trasforma un normale adempimento amministrativo in una rappresentazione.
I cittadini non hanno bisogno di assistere alla preparazione dell’atto. Hanno bisogno di poterlo leggere in tempo, conoscere le chiusure, organizzare la giornata e sapere quali comportamenti adottare.
Il sindaco avrebbe potuto firmare e pubblicare il provvedimento e subito dopo registrare un video per illustrare le disposizioni, indicare le zone a rischio, comunicare i numeri del COC e invitare la popolazione alla prudenza.
È stata scelta la sequenza opposta.
Prima il video con l’annuncio dell’ordinanza ancora in preparazione. Dopo la firma delle ore 18.18 e, successivamente alle ore 18.20, la pubblicazione del documento.
nessun mistero sulla firma, resta lo spettacolo social
Non esiste alcun mistero sull’orario riportato accanto alla firma elettronica. Le ore 16.18 GMT corrispondono alle ore 18.18 italiane.
È giusto spiegarlo chiaramente a chi leggerà l’ordinanza.
Resta però tutto il resto. Resta il video diffuso prima della pubblicazione dell’atto. Resta l’enfasi utilizzata per raccontare l’aggiornamento di un modello già disponibile negli uffici. Resta l’immagine del personale comunale alle spalle del sindaco per rappresentare un’attività ordinaria come se fosse un’operazione eccezionale.
Siamo mortificati per il livello scelto dalla comunicazione istituzionale.
Con la sicurezza dei cittadini non servono effetti scenici. Servono atti tempestivi, informazioni precise, controlli sul territorio e un’amministrazione capace di lavorare senza trasformare ogni adempimento in uno spettacolo sui social.
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Fonte: Report Sicilia
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