Agrigento, le commissioni riaccendono lo scontro politico: Forza Italia contesta, Fratelli d’Italia replica. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Alongi chiede il riesame delle deliberazioni, Spataro difende il percorso seguito e parla di «sconfitta politica». Dopo le tensioni sull’intesa che ha portato alla composizione dei sei organismi consiliari, la disputa sulle procedure riporta in primo piano gli equilibri tra i gruppi.
AGRIGENTO – Le commissioni consiliari dovevano segnare la ripartenza dell’attività amministrativa. Sono diventate, invece, uno dei primi terreni di confronto politico della nuova consiliatura. A Palazzo dei Giganti, la controversia sulla procedura seguita per costituire i sei organismi permanenti riporta alla luce le divisioni emerse dopo il voto del 24 settembre, quando le composizioni furono approvate con 14 voti favorevoli e Forza Italia e MPA contestarono il metodo seguito.
Ora il confronto si concentra sulle posizioni di Geraldo Alongi, presidente del gruppo consiliare di Forza Italia, e Pasquale Spataro, presidente del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. Il primo chiede di verificare la regolarità della procedura; il secondo difende le deliberazioni e respinge le contestazioni.
La questione statutaria è il punto di partenza. Ma, alla luce delle polemiche delle scorse settimane, il caso assume anche una valenza politica: le commissioni sono diventate il banco di prova delle intese costruite in Aula e dei rapporti tra le diverse rappresentanze consiliari.
Alongi chiede verifiche, Spataro respinge le contestazioni
Con una nota del 9 ottobre, Alongi ha chiesto al Segretario generale del Comune di verificare il rispetto dell’articolo 26 dello Statuto, con particolare riferimento al ruolo della Conferenza dei capigruppo.
Secondo la ricostruzione del presidente del gruppo di Forza Italia, dopo la riunione del 22 settembre, conclusa con l’aggiornamento del confronto, il Consiglio avrebbe approvato le composizioni senza una nuova convocazione della Conferenza. Da qui la richiesta di riesaminare le deliberazioni e valutare eventuali provvedimenti in autotutela, qualora venissero accertate irregolarità.
Spataro contesta questa interpretazione. Sostiene che il procedimento sia stato regolare, richiama anche altri commi dell’articolo 26 e difende il voto espresso dall’Aula. Nella sua replica definisce l’iniziativa di Alongi «un maldestro tentativo di bloccare nuovamente il funzionamento del Consiglio Comunale» e parla di «sconfitta politica».
Due letture opposte, dunque: da una parte la richiesta di verificare il rispetto delle regole, dall’altra la difesa di un percorso che Fratelli d’Italia considera legittimo. Al momento, sulla base delle posizioni rese note, non risulta una pronuncia degli organi competenti che abbia accertato eventuali irregolarità.
Il precedente dei 14 voti e gli equilibri consiliari
Per comprendere la portata dello scontro occorre tornare alla votazione del 24 settembre. Le sei commissioni furono approvate con 14 voti favorevoli, grazie a una convergenza tra Fratelli d’Italia, Lega, Democrazia Cristiana, Partito Democratico e Controcorrente. Forza Italia e MPA contestarono il metodo e le intese che avevano portato alla definizione delle composizioni.
Spataro aveva escluso che quella convergenza rappresentasse un accordo politico per la distribuzione degli incarichi, sostenendo che l’obiettivo fosse sbloccare il funzionamento del Consiglio. Controcorrente, dal canto suo, aveva respinto l’interpretazione di un’intesa con il centrodestra, rivendicando il diritto delle minoranze a essere rappresentate nelle commissioni.
È su questo sfondo che la nuova polemica tra Forza Italia e Fratelli d’Italia acquista un significato che va oltre il passaggio amministrativo. La contestazione di Alongi riapre il confronto sulle modalità con cui sono state costituite le commissioni; la replica di Spataro difende invece l’esito raggiunto e invita a non rallentare ulteriormente l’attività consiliare.
Non è possibile stabilire, sulla base delle dichiarazioni disponibili, se la disputa sia parte di una più ampia strategia politica. È però evidente che la vicenda si inserisce in un clima di confronto già acceso sulle alleanze, sui metodi decisionali e sulla rappresentanza dei gruppi.
La prossima partita
Spataro sollecita il presidente del Consiglio comunale a convocare le commissioni per consentire l’elezione dei rispettivi presidenti e vicepresidenti. Alongi chiede invece che venga prima approfondita la regolarità del procedimento.
La questione è destinata a intrecciare ancora due piani: quello istituzionale, sul quale dovranno eventualmente pronunciarsi gli organi competenti, e quello politico, legato ai rapporti tra le forze presenti in Aula.
Le commissioni, nate per organizzare il lavoro del Consiglio, sono così diventate anche un indicatore degli equilibri politici della nuova consiliatura. Resta da capire se il confronto si fermerà alla procedura contestata o se le divergenze emerse continueranno a condizionare i rapporti tra i gruppi.
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Fonte: AgrigentoOggi
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