Agrigento, reagenti scaduti nel laboratorio di analisi: dopo due condanne arriva l’assoluzione. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.
Cosa sta succedendo
Dopo un lungo percorso giudiziario, il titolare di un laboratorio di analisi situato nel centro di Agrigento è stato assolto nel nuovo processo d’appello dall’accusa di frode nelle pubbliche forniture. La vicenda riguardava l’impiego di reagenti scaduti durante gli esami eseguiti per conto del Servizio sanitario nazionale.
La decisione ribalta i precedenti verdetti: in primo grado l’uomo era stato condannato a otto mesi di reclusione e a una multa di mille euro, con sospensione della pena. La condanna era stata successivamente confermata in appello, fino all’intervento della Corte di Cassazione, che aveva annullato la sentenza ordinando un nuovo giudizio davanti a un’altra sezione della Corte d’appello di Palermo.
L’indagine era scaturita da un controllo dei carabinieri del Nas, al termine del quale il laboratorio era stato chiuso, per poi riaprire in un secondo momento. Gli investigatori avevano contestato l’utilizzo di prodotti scaduti per analisi effettuate in regime di convenzione con l’Asp, con il conseguente rimborso delle prestazioni.
A sostenere la difesa del titolare è stato l’avvocato Raffaele Barra, che aveva messo in discussione la presenza di prove capaci di dimostrare una condotta fraudolenta volontaria. Secondo la ricostruzione difensiva, nella struttura erano stati acquistati kit regolarmente validi, utilizzati inizialmente dal personale, che avrebbe poi impiegato anche i prodotti scaduti senza accorgersi della loro condizione.
Un passaggio decisivo ha riguardato proprio la differenza tra eventuali irregolarità nella gestione del laboratorio e la prova di una frode commessa consapevolmente. La Cassazione aveva infatti rilevato la necessità di chiarire se il titolare fosse effettivamente a conoscenza dell’utilizzo dei reagenti scaduti e avesse agito con l’intenzione di ingannare l’azienda sanitaria.
La responsabilità generale di controllo sull’attività della struttura, secondo quanto evidenziato nel precedente pronunciamento, non era sufficiente da sola a dimostrare la consapevolezza di ogni singola operazione.
Con la nuova sentenza, il titolare esce assolto dal procedimento dopo le due precedenti condanne. Una conclusione che segna una svolta nella vicenda giudiziaria nata dai controlli effettuati nel laboratorio agrigentino.
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Fonte: Sicilia24h
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