Agrigento – Inchiesta “Alta tensione”, la Procura generale chiede di confermare 16 condanne: processo aggiornato a gennaio. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.
Cosa sta succedendo
Al centro del procedimento presunti allacci abusivi alla rete elettrica e manomissioni dei contatori con la complicità di verificatori infedeli. In primo grado inflitte pene fino a otto anni di reclusione.
Sedici condanne da confermare. È la richiesta avanzata dal procuratore generale davanti alla prima sezione della Corte d’appello di Palermo nell’ambito del processo scaturito dall’inchiesta “Alta tensione”, che ha portato alla luce un presunto sistema di irregolarità nella gestione dei controlli sulla rete elettrica nell’Agrigentino.
Il procedimento ruota attorno alle condotte contestate ad alcuni verificatori del gestore dell’energia, accusati di aver agevolato consumi illeciti attraverso la manomissione dei contatori e la realizzazione di collegamenti abusivi. Secondo l’impianto accusatorio, in alcuni casi sarebbero stati richiesti compensi in cambio della mancata segnalazione delle anomalie riscontrate; in altri, gli stessi tecnici avrebbero contribuito direttamente alla predisposizione degli allacci clandestini.
Tra i metodi descritti nell’inchiesta figurano l’utilizzo di magneti per alterare il funzionamento dei misuratori e il cosiddetto sistema del “sorcio”, impiegato per sottrarre energia elettrica alla rete senza corrispondere l’intero importo dei consumi effettivi.
Le contestazioni formulate a vario titolo comprendono induzione indebita, corruzione e furto aggravato. Per alcuni imputati vengono inoltre ipotizzati i reati di omissione di atti d’ufficio e peculato. Le presunte irregolarità avrebbero consentito a commercianti e imprenditori di beneficiare di consumi energetici non regolarmente contabilizzati, grazie alla complicità di addetti incaricati delle verifiche.
L’indagine era stata condotta dai carabinieri della Compagnia di Agrigento sotto il coordinamento della Procura della Repubblica cittadina. Gli accertamenti avevano riguardato un insieme di episodi riconducibili, secondo l’ipotesi investigativa, alla manipolazione dei sistemi di misurazione e all’omissione dei controlli dovuti.
Tra le pene stabilite in primo grado spicca quella di otto anni di reclusione inflitta a un ispettore, successivamente deceduto. La sentenza è stata impugnata dalla moglie, intervenuta nel procedimento in qualità di erede. Un altro ispettore, oggi settantunenne e originario di Naro, era stato invece condannato a sei anni e quattro mesi. Secondo l’accusa, entrambi avrebbero ricevuto denaro per evitare che i furti di energia venissero scoperti e denunciati.
La richiesta della Procura generale di mantenere ferme le condanne di primo grado rappresenta una tappa del giudizio d’appello, nel quale dovranno essere esaminate anche le argomentazioni delle difese.
L’udienza è stata rinviata al prossimo 28 gennaio, quando la parola passerà agli avvocati degli imputati per le rispettive arringhe. Sarà quindi la Corte a pronunciarsi sulle impugnazioni e a stabilire se confermare o modificare le decisioni già adottate in primo grado.
The post Inchiesta “Alta tensione”, la Procura generale chiede di confermare 16 condanne: processo aggiornato a gennaio first appeared on Scrivo Libero News.
Leggi anche: Altre notizie su Cronaca
Fonte: Scrivo Libero
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

