Agrigento – Sud chiama nord entra alla Camera grazie a Fratelli d’Italia, Cateno De Luca ufficializza l’intesa con Giorgia Meloni. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Nasce a Montecitorio la componente parlamentare del movimento fondato da Cateno De Luca. Determinante il sostegno di Fratelli d’Italia, che mette a disposizione due deputati. Un accordo che apre nuovi scenari politici e pone interrogativi sulla collocazione del movimento in Sicilia.
ROMA. Sud chiama Nord conquista una propria componente politica alla Camera dei deputati, all’interno del Gruppo Misto. Un risultato che segna un passaggio importante nella strategia nazionale del movimento fondato da Cateno De Luca e che, soprattutto, rende evidente una nuova intesa politica con Fratelli d’Italia e con l’area di governo guidata da Giorgia Meloni.
La costituzione della componente è stata autorizzata oggi, 12 ottobre 2026, dopo che la presidente del movimento, Laura Castelli, aveva annunciato nei giorni scorsi la formalizzazione della documentazione necessaria.
Non si tratta soltanto di un riconoscimento parlamentare. Dietro questa operazione si intravede una precisa strategia elettorale che potrebbe modificare gli equilibri del centrodestra nazionale e aprire nuovi scenari anche in Sicilia.
Due deputati di Fratelli d’Italia per consentire la nascita della componente
Il movimento di Cateno De Luca poteva già contare alla Camera sul deputato Francesco Gallo, eletto nel collegio di Messina.
Per costituire una componente autonoma nel Gruppo Misto erano però necessari ulteriori parlamentari.
A rendere possibile l’operazione sono stati Manlio Messina e Luca Sbardella, quest’ultimo commissario regionale di Fratelli d’Italia in Sicilia.
Due parlamentari riconducibili all’area politica di Giorgia Meloni che hanno consentito a Sud chiama Nord di raggiungere il numero necessario per ottenere una propria rappresentanza organizzata.
Un sostegno che va ben oltre la semplice collaborazione parlamentare, considerato che l’operazione si inserisce in un accordo politico nazionale in vista delle prossime elezioni.
Lo stesso Sbardella ha definito il passaggio un’operazione tecnica, precisando che Fratelli d’Italia e Sud chiama Nord continueranno a essere due partiti distinti. Ha tuttavia riconosciuto che l’intesa sancisce la collocazione del movimento di De Luca nell’area del centrodestra nazionale.
Il vantaggio elettorale e la questione delle firme
La nascita della componente assume particolare importanza alla luce delle nuove disposizioni elettorali.
La normativa prevede infatti condizioni differenti per la raccolta delle sottoscrizioni necessarie alla presentazione delle liste, distinguendo le formazioni prive di rappresentanza parlamentare da quelle che dispongono di una componente riconosciuta.
Secondo quanto dichiarato da De Luca, Sud chiama Nord potrà beneficiare di una significativa riduzione delle firme necessarie, passando dalle 6.000 previste per le formazioni esterne al Parlamento a un numero compreso tra 750 e 1.500, secondo le condizioni applicabili.
Un vantaggio organizzativo e politico di notevole rilevanza, soprattutto per un movimento che punta a presentarsi alle prossime elezioni politiche con una propria identità.
La collaborazione con Fratelli d’Italia consente dunque a De Luca di rafforzare la posizione del suo movimento in vista dell’appuntamento elettorale.
De Luca elogia Giorgia Meloni ma rivendica autonomia in Sicilia
A rendere ancora più significativo il passaggio sono state le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Cateno De Luca.
Il leader di Sud chiama Nord ha confermato di avere avviato da mesi un’interlocuzione diretta con Giorgia Meloni, raccontando anche di scambi di messaggi con la presidente del Consiglio.
Nel corso di un intervento radiofonico ha definito Meloni una «supereroina», esprimendo un apprezzamento politico che difficilmente può passare inosservato.
De Luca ha però voluto precisare che l’accordo nazionale non comporta automaticamente un’alleanza con il centrodestra alle prossime elezioni regionali siciliane.
Una distinzione che, almeno nelle intenzioni dichiarate, dovrebbe consentire a Sud chiama Nord di sostenere la coalizione di governo nazionale e contemporaneamente mantenere una posizione autonoma rispetto al governo regionale presieduto da Renato Schifani.
Il nodo siciliano e la coerenza delle alleanze
È proprio su questo punto che si apre la questione politica più interessante.
Sud chiama Nord ha costruito una parte importante della propria identità sulla critica ai tradizionali schieramenti politici, rivendicando autonomia tanto dal centrodestra quanto dal centrosinistra.
Oggi, però, il movimento fondato da Cateno De Luca trova proprio in Fratelli d’Italia il sostegno necessario per consolidare la propria presenza parlamentare.
Un accordo che appare perfettamente legittimo sul piano politico e parlamentare, ma che richiede una spiegazione altrettanto chiara agli elettori.
Come si concilia la rivendicata autonomia siciliana con un’intesa nazionale che colloca Sud chiama Nord nell’orbita della maggioranza guidata da Giorgia Meloni?
E soprattutto, fino a quando sarà possibile mantenere separate le alleanze nazionali dalle contrapposizioni regionali?
La risposta non può essere affidata soltanto alla distinzione tra elezioni politiche ed elezioni regionali.
Gli elettori hanno il diritto di conoscere la direzione politica di un movimento che aspira a rappresentarli nelle istituzioni.
Una nuova fase politica per Sud chiama Nord
La nascita della componente alla Camera rappresenta indubbiamente un successo organizzativo per Cateno De Luca e Laura Castelli.
Il movimento ottiene una maggiore visibilità parlamentare, rafforza la propria posizione negoziale e si prepara alle prossime elezioni politiche con condizioni più favorevoli.
Resta però un elemento politico che non può essere sottovalutato.
Senza il contributo determinante di due parlamentari riconducibili a Fratelli d’Italia, la nuova componente di Sud chiama Nord non avrebbe potuto nascere con l’attuale composizione.
È questo il dato che caratterizza l’intera operazione.
Il movimento che ha rivendicato per anni la propria indipendenza dagli schieramenti tradizionali trova oggi nella principale forza politica del governo nazionale un alleato decisivo.
Non significa necessariamente che Sud chiama Nord abbia rinunciato alla propria autonomia, ma certamente impone una riflessione sulla sua futura collocazione politica.
La partita, a questo punto, non riguarda soltanto Montecitorio.
Riguarda anche la Sicilia, dove De Luca continua a rivendicare un percorso distinto da quello del centrodestra che sostiene Renato Schifani.
La domanda politica rimane aperta. Sud chiama Nord sarà un alleato stabile del centrodestra nazionale oppure continuerà a costruire alleanze differenti a seconda delle convenienze territoriali ed elettorali?
Saranno le prossime scelte, più delle dichiarazioni, a fornire una risposta.
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Fonte: Report Sicilia
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