Al momento stai visualizzando Agrigento – Agricoltura, l’allarme di Pendolino: «Si rischia una tragedia sociale»

Agrigento – Agricoltura, l’allarme di Pendolino: «Si rischia una tragedia sociale»

  • Autore dell'articolo:
  • Categoria dell'articolo:Sport
  • Commenti dell'articolo:0 commenti

Agrigento – Agricoltura, l’allarme di Pendolino: «Si rischia una tragedia sociale». Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 5 min

incontro con sindaci su crisi agricoltura

La grave crisi del comparto agricolo è stata al centro stamani nell’aula consiliare “Giglia” del Libero Consorzio Comunale di Agrigento di un incontro istituzionale  che fa seguito a quello di venerdì scorso con sindaci ed associazioni di categoria del comparto agricolo.

L’incontro è stato convocato dal Prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo, su richiesta del Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino. Si è trattato di un momento di confronto tra le istituzioni, i Sindaci del territorio e i rappresentanti del mondo agricolo provinciale.   Al centro di tutti gli interventi dei sindaci l’insostenibilità dei costi di produzione a fronte di un abbassamento dei prezzi di mercato che senza un’inversione di tendenza porteranno alla chiusura di moltissime attività.

“Parliamo di aumenti dei costi di oltre il 300 per cento rispetto a pochi anni fa” ha detto il Presidente Pendolino “a fronte di una contrazione di quasi il 50 per cento del prezzo di mercato dell’olio e del grano. Costi che riguardano carburante, fertilizzante, fitofarmaci e mezzi meccanici. Di questo passo si rischia di far saltare la raccolta delle olive e l’abbandono dei terreni a vocazione cerealicola, e a cascata sarà una vera e propria tragedia sociale perchè il danno ricadrà anche sulle aziende del comparto zootecnico, già in crisi per gli incendi dello scorso luglio che hanno devastato pascoli e riserve di foraggio, e che non possono permettersi di rinunciare alla semina, finendo con l‘indebitarsi ulteriormente per sostenere la loro attività. Finiranno per fallire anche le imprese della viticoltura e della frutticoltura, già danneggiate dalla politica dei dazi, e di conseguenza il dramma sarà sociale, le misure contro lo spopolamento delle aree interne rimarranno sulla carta perchè i territori saranno abbandonati. Non servono misure tampone ma interventi strutturali. Impossibile programmare una stagione senza certezze, ad esempio, sul prezzo del gasolio agricolo, ormai insostenibile per tutte le aziende. E serve chiarezza anche sulle importazioni di cereali e olio da altri Paesi. Noi per esportare i nostri prodotti dobbiamo fornire garanzie e certificazioni, mentre qui vengono immessi in circolazione quantitativi di olio e cereali proveniente da altri Paesi senza controlli sulla tracciabilità”.

Il Prefetto di Agrigento ha condiviso le preoccupazioni dei Sindaci,  annunciando di avere già preso contatti con il Ministero competente per evidenziare tutti gli aspetti della crisi, inclusa quella ambientale per il rischio idrogeologico aumentato in seguito agli incendi. I sindaci peraltro hanno evidenziato anche le difficoltà di commercializzazione delle produzione, chiedendo un prezzo equo per tutti i prodotti del territorio che restano di altissima qualità ma che non possono essere venduti sotto una certa soglia di prezzo. Necessari, dunque, interventi che impediscano che lo stato di emergenza si protragga nel tempo anche con interventi sul lavoro per incentivare l’assunzione di manodopera specializzata. Indispensabile a questo punto che la Regione Siciliana chieda al Governo centrale lo stato di crisi.

Dall’incontro  emerge un quadro di insostenibilità economica che trascende la congiuntura temporanea per configurarsi come una crisi strutturale di scala euro-mediterranea.

Esaminando le correlazioni tra l’incremento esponenziale dei costi di produzione, la contrazione dei prezzi di mercato e le distorsioni competitive derivanti dall’importazione extra-UE priva di rigorosi standard di tracciabilità,  i dati economico-finanziari emersi dal confronto  evidenziano un divario strutturale tra i fattori di input e di output.

Si registra un incremento dei costi operativi superiore al 300% rispetto ai periodi di riferimento precedenti, imputabile principalmente all’aumento dei costi dei carburanti, dei fertilizzanti azotati, dei fitofarmaci di sintesi e della manutenzione dei mezzi meccanici.

Parallelamente, si osserva una contrazione del valore di mercato pari a circa il 50% per le produzioni strategiche locali quali l’olio extravergine d’oliva e i cereali.

Tale asimmetria finanziaria produce un effetto a catena (cascade effect) che compromette la redditività aziendale. Questo squilibrio impedisce la copertura dei costi fissi e variabili, minacciando direttamente la continuità della campagna olivicola e la cerealicoltura estensiva.

La crisi del comparto cerealicolo e olivicolo innesca un collasso sistemico esteso ad altri settori chiave dell’economia provinciale:

Comparto Zootecnico:

Già provato dagli eventi incendiari del luglio precedente che hanno compromesso la biomassa pascoliva e le scorte di foraggio, il settore affronta l’impossibilità finanziaria di sostenere i costi di semina, incrementando il ricorso al debito creditizio.

Viticoltura e Frutticoltura:

Ulteriormente penalizzate dalle barriere tariffarie e dalle politiche commerciali internazionali, le imprese registrano margini operativi netti negativi.

Dinamiche Demografiche e Ambientali:

L’abbandono dei terreni coltivati non solo vanifica le politiche di contrasto allo spopolamento delle aree interne, ma amplifica esponenzialmente il rischio idrogeologico a causa della mancata manutenzione del territorio, aggravata dai danni ambientali degli incendi boschivi.

Un nodo centrale   riguarda la disparità di trattamento normativo e di mercato tra i produttori locali e i flussi di importazione. Mentre gli operatori agricoli siciliani sottostanno a rigidi protocolli di certificazione di qualità, tracciabilità di filiera e conformità fitosanitaria imposti dalla normativa comunitaria, i mercati locali registrano l’immissione di quantitativi di olio e cereali esteri privi di analoghi standard di trasparenza e tracciabilità OSINT (Open Source Intelligence) commerciale.

Tale asimmetria genera una concorrenza sleale che deprime ulteriormente i prezzi all’origine.

Le evidenze raccolte dimostrano che le misure tampone di carattere contingente risultano inefficaci. Si rende indispensabile un intervento strutturale coordinato a livello centrale e regionale, che preveda:

La formalizzazione dello stato di crisi da parte della Regione Siciliana presso il Governo centrale.

L’introduzione di un regime di equità dei prezzi (prezzo minimo garantito) per tutelare le produzioni d’eccellenza.

Misure fiscali straordinarie e agevolazioni mirate sul prezzo del gasolio agricolo e sul costo del lavoro specializzato.

L’intensificazione dei controlli doganali e sanitari sulle importazioni extracomunitarie per garantire la trasparenza e la lealtà concorrenziale sui mercati.

Leggi anche: Altre notizie su Sport

Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

Lascia un commento