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Agrigento – Dai top player di Michele Sodano a Leandro Picarella, adesso la città aspetta le sue dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni

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Agrigento – Dai top player di Michele Sodano a Leandro Picarella, adesso la città aspetta le sue dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 9 min

Dopo l’inchiesta di Report Sicilia sui fenomeni di ritorno e sull’assalto al Comune di Agrigento, arriva il momento della prova della trasparenza. I redditi dichiarati dal sindaco e da alcuni assessori hanno già raccontato una realtà diversa dalla narrazione delle eccellenze. Adesso il nuovo direttore artistico del Teatro Pirandello, Leandro Picarella, può dimostrare che la rivoluzione promessa è davvero diversa dal passato. Gli chiediamo di rendere volontariamente conoscibili le dichiarazioni reddituali degli ultimi tre anni, anche se non fosse obbligato a farlo.

AGRIGENTO. Avevamo appena pubblicato il nostro articolo Michele ed i suoi amici e l’assalto al Comune di Agrigento, nel quale abbiamo raccontato la straordinaria generazione dei fenomeni di ritorno, quando ci siamo resi conto che mancava ancora un capitolo.

Quello della trasparenza.

Perché se Michele Sodano e i suoi amici sono davvero diversi da tutti quelli che li hanno preceduti, come hanno ripetuto per mesi durante la campagna elettorale, allora è arrivato il momento di dimostrarlo.

E quale occasione migliore della nomina di Leandro Picarella alla direzione artistica della Fondazione Teatro Luigi Pirandello?

Non vogliamo discutere ancora una volta delle amicizie del sindaco, delle scelte del Consiglio di amministrazione o delle competenze statutarie della direttrice generale Alessandra Fiaccabrino.

Ne abbiamo già scritto.

Adesso vogliamo andare oltre.

Vogliamo chiedere al nuovo direttore artistico di rendere volontariamente conoscibili le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni.

Avete letto bene.

Gli ultimi tre anni.

Non perché abbiamo accertato che esista un obbligo di legge a suo carico.

Ma perché questa amministrazione ha promesso di essere diversa.

E noi vogliamo vedere fino a che punto arriva questa diversità.

I top player di Sodano e quei redditi che abbiamo già raccontato

Partiamo dai numeri.

Quelli ufficialmente dichiarati dai componenti della Giunta comunale e già analizzati da Report Sicilia.

Il sindaco Michele Sodano ha dichiarato per il 2025 un reddito complessivo di 8.439 euro.

L’assessore Raffaele Trano ha indicato 14.835 euro.

Elisa Torregrossa ha dichiarato 16.974 euro.

Roberta Lala ha attestato di non avere percepito redditi negli anni 2024 e 2025, precisando che la società della quale è socia non aveva distribuito utili.

Quattro protagonisti della nuova stagione amministrativa, compreso il sindaco, che prima dell’assunzione degli incarichi pubblici presentavano redditi personali particolarmente contenuti o nulli.

Sono dati che abbiamo già pubblicato e che riprendiamo perché costituiscono il punto di partenza di questa riflessione.

Naturalmente il reddito non misura la capacità professionale.

Una persona può guadagnare poco ed essere bravissima.

Può avere grandi competenze senza avere raggiunto risultati economici importanti.

E può guadagnare moltissimo senza possedere alcuna capacità amministrativa.

Ma c’è un problema politico che nessuno può ignorare.

Se presenti una squadra come un concentrato di eccellenze, di professionisti affermati e di top player, è legittimo chiedere quali risultati concreti giustifichino quella presentazione.

Perché un conto è il racconto.

Un altro sono i documenti.

E noi abbiamo deciso di occuparci dei documenti.

La generazione dei fenomeni di ritorno e la prova dei fatti

Nel nostro precedente articolo abbiamo parlato della generazione dei fenomeni di ritorno.

Quelli che hanno fatto l’Erasmus, studiato fuori, conosciuto il mondo e sono tornati ad Agrigento per spiegare agli agrigentini come si amministra una città.

Noi, nel frattempo, eravamo rimasti sul muretto ad aspettarli.

Poi sono arrivati.

Con i loro curricula, le loro esperienze, le loro presentazioni e quella straordinaria narrazione delle competenze che avrebbe dovuto accompagnare la rivoluzione di Michele Sodano.

Ma le rivoluzioni si misurano attraverso i risultati.

E le competenze si valutano attraverso le esperienze documentate.

Non attraverso le amicizie.

Non attraverso gli slogan.

Non attraverso la capacità di raccontarsi.

E soprattutto non attraverso la vicinanza politica a chi, nel frattempo, ha conquistato il governo della città.

Adesso, con l’arrivo di Leandro Picarella al Teatro Pirandello, abbiamo un’altra occasione per verificare se il metodo sia davvero cambiato.

Leandro Picarella, adesso aspettiamo le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni

Leandro Picarella è un regista cinematografico agrigentino.

Ha maturato esperienze nel mondo del cinema e della produzione audiovisiva.

La sua nomina alla direzione artistica del Teatro Pirandello sarà presentata giovedì 15 ottobre alle ore 9.30.

Non intendiamo contestare preventivamente le sue capacità.

Non intendiamo sostenere che non possa svolgere l’incarico.

E non intendiamo affermare che il rapporto di amicizia con Michele Sodano, riferito da AgrigentoOggi, rappresenti di per sé una ragione di incompatibilità.

Ma vogliamo rivolgergli una richiesta molto precisa.

Picarella, adesso aspettiamo che lei renda volontariamente conoscibili le sue dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni.

Le dichiarazioni relative ai tre periodi d’imposta più recenti per i quali abbia già presentato la documentazione fiscale.

Naturalmente potrà farlo con modalità rispettose della riservatezza, rendendo visibili i dati reddituali pertinenti e oscurando quelli personali non necessari.

Non ci interessano il suo codice fiscale, i suoi familiari, le sue spese sanitarie o altre informazioni private.

Ci interessa capire quale fosse la sua situazione reddituale prima di assumere un incarico di responsabilità in una Fondazione culturale legata al Comune.

E soprattutto ci interessa capire se la nuova amministrazione intenda davvero applicare a sé stessa quella trasparenza che ha preteso dagli altri.

Perché qui non stiamo discutendo soltanto di Leandro Picarella.

Stiamo discutendo della credibilità politica di Michele Sodano.

Non è obbligato? Proprio per questo sarebbe una rivoluzione

Qualcuno potrebbe obiettare che il direttore artistico di una Fondazione non sia automaticamente tenuto a pubblicare le dichiarazioni dei redditi come un sindaco o un assessore.

È un’obiezione che merita di essere considerata.

Gli obblighi di pubblicazione dipendono dalla natura giuridica dell’ente, dalle caratteristiche dell’incarico e dalle disposizioni normative effettivamente applicabili.

Non intendiamo inventare obblighi che potrebbero non esistere.

Ma proprio qui arriva il bello.

Se Picarella non fosse obbligato a rendere pubblici quei dati, perché non farlo volontariamente?

Non era forse questa la rivoluzione promessa?

Non dovevano essere diversi?

Non dovevano rappresentare un nuovo modo di amministrare?

Non dovevano superare le vecchie logiche?

Allora quale migliore occasione per dimostrarlo?

Pubblicare un documento perché la legge lo impone significa rispettare un obbligo.

Scegliere volontariamente una forma ulteriore di trasparenza, nel rispetto dei diritti personali, significa assumere un impegno pubblico.

Ed è proprio questo che chiediamo.

Non una prova di ricchezza.

Non un esame sulla capacità di guadagnare.

Ma un gesto concreto che renda credibile la promessa di trasparenza.

Vogliamo conoscere anche il compenso e il progetto artistico

Naturalmente la nostra richiesta non si ferma alle dichiarazioni reddituali.

Vogliamo conoscere il compenso previsto per il nuovo direttore artistico.

La durata dell’incarico.

Le eventuali ulteriori condizioni economiche.

Il progetto artistico presentato.

I criteri utilizzati per individuare Picarella.

Gli eventuali altri curricula esaminati.

E soprattutto il provvedimento formale di nomina.

Perché abbiamo già evidenziato una questione statutaria che merita risposte.

Secondo lo statuto della Fondazione, la nomina del direttore artistico compete al direttore generale, sentito il Consiglio di amministrazione.

Ma dalle informazioni raccolte da Report Sicilia la scelta sarebbe maturata direttamente nel CdA.

La direttrice generale Alessandra Fiaccabrino ha formalmente esercitato la propria competenza?

Il Consiglio ha espresso un parere oppure ha assunto direttamente la decisione?

Quali atti documentano il procedimento?

Sono domande che non possono essere liquidate come polemiche.

Riguardano il funzionamento di una Fondazione culturale e il rispetto delle regole.

E chi ha promesso una rivoluzione della legalità e della trasparenza dovrebbe essere il primo a voler chiarire ogni passaggio.

Michele Sodano, la trasparenza vale anche per gli amici?

La domanda, naturalmente, è rivolta anche al sindaco.

Michele Sodano ha costruito una parte importante della propria campagna elettorale sulla promessa di rompere con il passato.

Di superare le vecchie logiche.

Di affidare incarichi a persone competenti.

Di scegliere le eccellenze.

Di amministrare in maniera diversa.

Adesso ha l’occasione di dimostrare che quelle parole non erano soltanto strumenti per conquistare consenso.

Può chiedere pubblicamente che la Fondazione renda conoscibili tutti gli atti relativi alla nomina.

Può sostenere la pubblicazione del curriculum e del progetto artistico.

Può favorire la massima trasparenza sul compenso previsto.

E può invitare Picarella, senza alcuna imposizione, a valutare la divulgazione volontaria dei propri dati reddituali degli ultimi tre anni.

Sarebbe una scelta personale di Picarella.

Ma avrebbe un significato politico evidente.

Perché se la rivoluzione deve essere diversa dal passato, non può fermarsi davanti alle persone vicine al sindaco.

La trasparenza non può essere una pretesa nei confronti degli avversari e diventare una semplice facoltà quando riguarda i propri amici.

Picarella, la nostra richiesta è pubblica e aspettiamo una risposta

E arriviamo alla conclusione.

Non abbiamo nulla di personale contro Leandro Picarella.

Non abbiamo elementi per sostenere che la sua nomina sia illegittima.

Non abbiamo motivo di ritenere che i suoi redditi siano elevati, bassi o inesistenti.

E non intendiamo utilizzare la sua situazione economica per giudicarne il talento.

Ma abbiamo il diritto di chiedere trasparenza sulle scelte che riguardano le istituzioni culturali della città.

Per questo la richiesta di Report Sicilia è pubblica.

Leandro Picarella, aspettiamo che lei renda volontariamente conoscibili le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni.

Lo faccia nei limiti consentiti dalla legge, oscurando le informazioni personali non pertinenti.

Lo accompagni con il suo curriculum professionale completo.

Con il progetto artistico.

Con l’indicazione del compenso previsto per l’incarico.

Sarebbe un gesto che consentirebbe ai cittadini di conoscere meglio il percorso del nuovo direttore artistico.

E sarebbe soprattutto un’occasione per dimostrare che la rivoluzione promessa da Michele Sodano non consiste soltanto nel cambiare i nomi delle persone che occupano gli incarichi.

Perché una cosa deve essere chiara.

Noi non chiediamo a Picarella di dimostrare quanto vale attraverso il reddito. Gli chiediamo di dimostrare, con una scelta volontaria, quanto vale per lui la trasparenza.

Se accetterà, ne daremo notizia.

Se riterrà di non farlo, sarà una sua scelta legittima, che non potrà essere considerata prova di alcuna irregolarità.

Ma il confronto politico sul significato della rivoluzione annunciata resterà aperto.

Michele Sodano e i suoi hanno promesso di essere diversi.

Adesso hanno un’altra occasione per dimostrarlo.

Noi, come sempre, non ci accontentiamo delle parole.

Aspettiamo i documenti.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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