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Agrigento – Piano Gatta, da Miccichè a Sodano nulla è cambiato. I numeri della società privata che molti fingono di non conoscere

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Agrigento – Piano Gatta, da Miccichè a Sodano nulla è cambiato. I numeri della società privata che molti fingono di non conoscere. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 8 min

Report Sicilia aveva già documentato fatturati, debiti, assetto societario e criticità dell’iter comunale. Oggi il progetto di esternalizzazione torna al centro del confronto politico mentre oltre 30 salme attenderebbero ancora la tumulazione. Il cambiamento annunciato dal giovane sindaco continua a non trovare riscontro nelle scelte sulla gestione del patrimonio pubblico.

Non è più il momento di chiedersi se Michele Sodano rappresenti la continuità con l’amministrazione Miccichè. La vicenda del cimitero di Piano Gatta offre un’ulteriore conferma politica di quanto Report Sicilia sostiene fin dall’inizio.

Cambiano i sindaci, cambiano i protagonisti e cambiano le modalità di comunicazione, ma quando si arriva alla gestione dei servizi pubblici torna sempre lo stesso modello.

L’esternalizzazione.

E mentre c’è ancora chi, abbagliato sulla propria personale via di Damasco dalla figura del giovane amministratore, continua a raccontare un cambiamento che non si vede, ci sono documenti, numeri e precedenti che qualcuno sembra avere dimenticato.

Oppure che non ha mai letto.

Una vicenda che Report Sicilia racconta da quasi due anni

La storia di Piano Gatta non comincia oggi.

Il 23 dicembre 2024 la società palermitana Edilizia R & P Srl presenta al Comune di Agrigento una proposta di project financing per la gestione dei servizi cimiteriali, comprendente custodia, manutenzione, cura del verde e realizzazione di nuove opere.

Il 17 febbraio 2025, con la determina dirigenziale numero 438, vengono individuate le figure tecniche incaricate di seguire il procedimento.

Il 3 aprile 2025 la Giunta Miccichè, con deliberazione numero 57, dichiara il preliminare interesse pubblico della proposta.

Si tratta di un progetto destinato a incidere per vent’anni sulla gestione di un servizio essenziale e su una parte importante del patrimonio comunale.

Report Sicilia aveva già sollevato interrogativi sulla procedura, sulla mancanza di un confronto documentato tra gestione pubblica e privata e sulla convenienza economica dell’operazione.

Questioni riprese anche nel dibattito consiliare e nelle segnalazioni presentate agli organi competenti.

I numeri della società proponente che meritano risposte

Il nostro giornale aveva pubblicato un approfondimento sui dati economici e societari di Edilizia R & P Srl, ricavati dalla documentazione esaminata.

Numeri che è opportuno ricordare a chi oggi discute di Piano Gatta come se nulla fosse stato scritto.

Voce Importo
Fatturato 2021 5.362.000 euro
Fatturato 2022 17.642.000 euro
Fatturato 2023 27.475.000 euro
Fatturato 2024 7.068.000 euro
Debiti tributari 2023 2.011.000 euro
Debiti tributari 2024 2.630.000 euro
Debiti complessivi riportati Circa 10 milioni di euro
Crediti riportati al 2024 Circa 16 milioni di euro
Capitale sociale 90.000 euro

Il fatturato passa dunque da oltre 27 milioni nel 2023 a poco più di 7 milioni nel 2024.

Una riduzione significativa che, da sola, non dimostra alcuna irregolarità, ma impone una valutazione approfondita della capacità economica e finanziaria di un soggetto chiamato a gestire un servizio pubblico per un periodo così lungo.

Anche i debiti tributari meritano attenzione. La loro presenza non equivale automaticamente a un’inadempienza fiscale, ma richiede verifiche sulla regolarità e sulla sostenibilità degli impegni assunti.

Eppure, dopo tutti questi mesi, resta una domanda fondamentale.

Quali verifiche sono state effettuate dal Comune sulla solidità economica del proponente e quali risultati hanno prodotto?

L’assetto societario e gli interrogativi rimasti aperti

Nel precedente approfondimento Report Sicilia aveva esaminato anche la struttura societaria di Edilizia R & P Srl, indicando Salvatore Prestigiacomo quale amministratore e richiamando il collegamento con Cisto Costruzioni Srl Semplificata, società con capitale di 2.500 euro.

La documentazione riportata presentava indicazioni sulla titolarità delle quote che richiedono un chiarimento puntuale, anche rispetto alla presenza della seconda società.

Non si tratta di sostenere che un capitale sociale contenuto o una determinata struttura proprietaria costituiscano elementi di irregolarità.

Il problema è un altro.

Prima di impegnare un servizio pubblico per vent’anni, il Comune ha verificato e documentato adeguatamente tutti gli elementi necessari a tutelare i cittadini?

È una domanda alla quale non possono rispondere gli slogan politici.

Servono atti, documenti e valutazioni tecniche.

La procedura contestata e il silenzio sulle alternative

La proposta privata è diventata il punto di partenza dell’intero procedimento.

Report Sicilia aveva già contestato l’assenza, negli atti allora esaminati, di una comparazione economica autonoma del Comune tra le diverse forme di gestione.

Avevamo chiesto uno studio del fabbisogno cimiteriale, un’analisi delle entrate e delle spese, una valutazione dei rischi e un confronto con la possibilità di mantenere il servizio in ambito pubblico.

Non risulta, dalla documentazione finora richiamata, che sia stato reso pubblico un piano economico alternativo capace di dimostrare perché l’esternalizzazione sarebbe più conveniente.

Questo non significa che l’intera procedura sia stata dichiarata illegittima, ma che gli interrogativi sollevati meritano risposte documentate.

La questione è stata portata anche all’attenzione degli organi di controllo.

E oggi quegli stessi interrogativi si ripresentano davanti alla nuova amministrazione.

Riccobene conferma che il progetto è ancora sul tavolo

Durante una diretta dal cimitero di Piano Gatta, Giuseppe Di Rosa ha incontrato l’assessore ai servizi cimiteriali Giuseppe Riccobene.

Il confronto ha permesso di affrontare sia le condizioni del cimitero sia il futuro della gestione.

Riccobene ha precisato che il project financing è stato ereditato dalla precedente amministrazione e che dovrà essere valutato dagli uffici competenti, con la possibilità di approvarlo o respingerlo.

Una posizione che chiarisce come l’affidamento non sia ancora una decisione definitiva.

Ma proprio qui emerge la responsabilità politica di Michele Sodano.

Perché, a distanza di quattro mesi dall’insediamento, non è stata presentata alla città un’alternativa pubblica accompagnata da numeri e valutazioni economiche?

Non basta dire che il procedimento è stato ereditato.

La nuova amministrazione è chiamata a decidere quale modello intende perseguire.

Le salme in attesa e un’emergenza che non può giustificare qualsiasi scelta

Nel frattempo, a Piano Gatta, secondo quanto denunciato durante il sopralluogo, oltre 30 salme attenderebbero ancora una sistemazione definitiva.

Alcune da diversi mesi.

L’assessore ha riconosciuto le difficoltà organizzative, la carenza di personale e la necessità di intervenire su più cimiteri comunali.

Sono problemi reali, ma non possono trasformarsi automaticamente nella giustificazione per consegnare un servizio ai privati.

La città ha già conosciuto esperienze di esternalizzazione controverse, dal parcheggio pluripiano di via Empedocle alla precedente gestione di Piano Gatta.

La lezione dovrebbe essere semplice.

Un servizio pubblico inefficiente non diventa necessariamente efficiente soltanto perché viene affidato a un privato.

Patrimonio Agrigento, la proposta che continua a essere ignorata

Giuseppe Di Rosa aveva inserito nel proprio programma amministrativo una soluzione diversa.

La costituzione di Patrimonio Agrigento, una società interamente pubblica, organizzata secondo il modello in house, destinata a gestire e valorizzare il patrimonio comunale.

Una struttura che, nel progetto civico, comprenderebbe anche i servizi cimiteriali, insieme agli impianti sportivi, agli immobili e ad altri beni pubblici.

L’obiettivo è creare un sistema capace di programmare manutenzioni, organizzare il personale, migliorare i servizi e produrre entrate per il Comune, verificandone preventivamente la fattibilità economica e normativa.

Durante il confronto, Riccobene ha riconosciuto che l’idea presenta aspetti interessanti, pur sottolineando che non risolverebbe automaticamente ogni problema.

Ma almeno si tratta di una proposta sulla quale sarebbe possibile avviare un confronto concreto.

Il cambiamento sulla via di Damasco che non arriva mai

Michele Sodano continua a essere raccontato da una parte dell’opinione pubblica come il giovane sindaco destinato a rivoluzionare Agrigento.

Una narrazione che sembra avere conquistato anche quanti, fino a poco tempo prima, criticavano duramente il sistema amministrativo cittadino.

Evidentemente, per alcuni, è bastata una personale illuminazione sulla via di Damasco per dimenticare tutto.

Ma i documenti non si cancellano con un video.

I bilanci non cambiano con una conferenza stampa.

E soprattutto un’amministrazione non diventa innovativa soltanto perché a guidarla è un sindaco giovane.

Report Sicilia aveva già raccontato la vicenda di Piano Gatta, pubblicato i numeri della società proponente, ricostruito gli atti comunali e posto domande precise.

Chi oggi continua a parlare di cambiamento dovrebbe prima leggere ciò che è stato documentato e poi chiedere a Sodano quali decisioni concrete intenda assumere.

Perché il vero cambiamento non consiste nel sostituire chi occupa la poltrona.

Consiste nel cambiare il modo di amministrare.

E su Piano Gatta, almeno fino a oggi, la discontinuità promessa non si vede.

Cambia il sindaco, resta il sistema

Il punto politico è ormai evidente.

Miccichè aveva avviato il percorso di esternalizzazione.

Sodano ha ereditato quel percorso e, finora, non ha presentato una diversa soluzione pubblica.

Nel frattempo rimangono le salme in attesa, le carenze organizzative, gli interrogativi economici e la necessità di dimostrare la convenienza dell’operazione per i cittadini.

Non è una sorpresa.

È un’ulteriore conferma di quanto Report Sicilia sostiene da tempo.

Ad Agrigento è cambiato il sindaco, ma non emerge un cambiamento nel sistema di amministrare la città.

E mentre qualcuno continua a celebrare il giovane amministratore, i fatti riportano tutti alla stessa realtà.

A Piano Gatta il problema non è soltanto chi gestirà il cimitero.

Il problema è capire se questa amministrazione intenda governare il patrimonio pubblico oppure continuare a trasferirne la gestione all’esterno, seguendo la strada già tracciata da chi l’ha preceduta.

La risposta, questa volta, non può arrivare da un altro video sui social.

Deve arrivare dagli atti.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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