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Agrigento – Rissa davanti a un bar: sette indagati, coinvolti anche zio e nipote

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Agrigento – Rissa davanti a un bar: sette indagati, coinvolti anche zio e nipote. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.

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La Procura di Sciacca ha chiuso le indagini sull’episodio avvenuto lo scorso gennaio. Quattro persone sono di Ribera, le altre tre di Santa Margherita di Belice e Montevago. Due dei coinvolti riportarono ferite al volto.

Sette persone sono finite sotto indagine per una rissa scoppiata davanti a un bar nel centro di Santa Margherita di Belice l’11 gennaio scorso. La Procura della Repubblica di Sciacca ha notificato agli interessati l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, contestando loro il reato di rissa.

Nell’elenco degli indagati compaiono Alessandro Tavormina, 47 anni, e Giuseppe Tavormina, 28 anni, zio e nipote, entrambi residenti a Ribera. Insieme a loro sono coinvolti Gianpietro Internicola, 28 anni, e Samuel Amari, 31 anni, anch’essi riberesi.

Gli altri tre indagati sono Nicolas Gianpaolo, 19 anni, e Andrea Mulè, 18 anni, di Santa Margherita di Belice, oltre a Calogero Gianpaolo, 24 anni, residente a Montevago.

Stando alla ricostruzione investigativa, all’origine dell’episodio ci sarebbero stati alcuni comportamenti ritenuti molesti nei confronti dei clienti del locale, attribuiti al gruppo proveniente da Ribera. La situazione sarebbe rapidamente degenerata, fino allo scontro fisico con alcuni giovani del territorio.

Nel corso della colluttazione, Alessandro e Giuseppe Tavormina avrebbero riportato lesioni al volto, per le quali si resero necessarie le cure dei sanitari dell’ospedale Fratelli Parlapiano di Ribera.

Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, in seguito alla segnalazione, i partecipanti si erano già allontanati. I militari sono però riusciti a rintracciare e identificare nelle vicinanze i quattro riberesi, avviando successivamente gli accertamenti per chiarire la dinamica dei fatti e individuare tutti i presunti coinvolti.

Le verifiche, supportate anche dalle testimonianze raccolte, avrebbero permesso di ricostruire l’accaduto e identificare le sette persone. Il sostituto procuratore Valeria Pomara ha quindi disposto la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

La chiusura delle indagini rappresenta un passaggio della fase investigativa e non equivale a una dichiarazione di colpevolezza degli indagati.

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Fonte: Sicilia24h

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