Agrigento, Gabriella Cucchiara torna a denunciare la concorrenza sleale. Attività regolari sotto pressione e privati apparentemente senza controlli. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Dopo anni di battaglie a difesa degli operatori della ristorazione, l’ex rappresentante di categoria torna a sollevare una questione sulla quale anche il Codacons aveva presentato esposti. Il sospetto è che ad Agrigento esista un sistema di tolleranza che finisce per penalizzare chi rispetta le regole.
Ad Agrigento c’è chi apre un’attività commerciale, paga le tasse, sostiene i costi del personale, rispetta le norme igienico sanitarie e affronta quotidianamente controlli e adempimenti burocratici. E poi, secondo quanto denunciato da diversi operatori, ci sarebbe chi organizza attività di somministrazione di alimenti e bevande in spazi privati, senza essere sottoposto agli stessi obblighi.
A riportare l’attenzione su questa situazione è Gabriella Cucchiara, per anni impegnata nella rappresentanza degli operatori del settore, protagonista di numerose battaglie a difesa delle attività regolari.
Una donna che, dopo anni di denunce e richieste di intervento, si è stancata di combattere contro quello che appare un muro di indifferenza. Ma che, evidentemente, non intende arrendersi.
Le denunce del Codacons e una questione mai risolta
Non si tratta di una problematica nuova.
Già negli anni passati il Codacons aveva presentato esposti per richiamare l’attenzione delle autorità sulle attività di somministrazione e intrattenimento organizzate in contesti privati, chiedendo verifiche sul rispetto delle autorizzazioni, delle norme fiscali e delle condizioni di sicurezza.
Il problema, tuttavia, sembra essere rimasto irrisolto.
Il sospetto è che negli anni si sia consolidato un sistema di tolleranza nei confronti di determinate attività, con il risultato di favorire indirettamente chi potrebbe operare fuori dalle regole e penalizzare gli imprenditori regolari.
Un sospetto che richiede accertamenti, perché non può esistere una legalità rigorosa per alcuni e una legalità facoltativa per altri.
Gabriella Cucchiara denuncia le attività nei giardini privati
Nel suo intervento pubblico, Cucchiara distingue gli imprenditori che aprono regolarmente un locale, affrontando enormi sacrifici economici, da quanti organizzerebbero attività di ristorazione, eventi e intrattenimento all’interno di abitazioni e giardini privati.
Il punto centrale della sua denuncia riguarda le autorizzazioni e i controlli.
Come possono essere garantite la tracciabilità degli alimenti, le condizioni igieniche, la sicurezza dei lavoratori e il rispetto delle normative quando un’attività commerciale viene esercitata in un contesto formalmente privato?
E soprattutto, chi verifica se queste iniziative siano realmente occasionali oppure costituiscano attività economiche abituali?
La semplice organizzazione di una festa privata non costituisce naturalmente un illecito. Diverso sarebbe il caso di un’attività imprenditoriale continuativa esercitata senza i titoli e gli adempimenti richiesti.
Un sistema che sembra proteggere chi non rispetta le regole
La questione sollevata da Cucchiara va oltre la concorrenza sleale.
Riguarda il funzionamento dei controlli e la capacità delle istituzioni di garantire condizioni uguali per tutti.
Se un ristoratore regolare deve rispettare prescrizioni, autorizzazioni e obblighi fiscali, non si comprende perché eventuali attività analoghe esercitate da privati dovrebbero sfuggire alle verifiche.
È proprio questa disparità denunciata dagli operatori ad alimentare il sospetto che esista una rete di protezione, fatta quantomeno di omissioni e tolleranze.
Non abbiamo elementi per affermare che esistano coperture organizzate o specifiche responsabilità individuali. Ma la persistenza delle segnalazioni impone di chiedere quali controlli siano stati effettuati, con quali risultati e quali provvedimenti siano stati eventualmente adottati.
Dai bagni pubblici al mercato del venerdì, una città che fatica a garantire le regole
La denuncia arriva mentre altre segnalazioni pubbliche evidenziano criticità nei servizi e nelle attività economiche cittadine.
Il movimento civico Agrigento Punto e a Capo ha recentemente denunciato le condizioni dei bagni pubblici, con particolare riferimento alla riduzione degli orari di servizio a Villa Bonfiglio.
La stessa Cucchiara richiama il sindaco Michele Sodano anche sulla situazione del mercato del venerdì, chiedendo maggiore attenzione verso gli operatori che venderebbero alimenti e bevande senza rispettare gli obblighi previsti.
Sono questioni differenti, ma accomunate dalla necessità di controlli, organizzazione e risposte amministrative.
Chi controlla e chi deve intervenire?

Cucchiara pone una domanda precisa. Esiste un assessore che si occupa di queste problematiche?
Noi ne aggiungiamo altre.
Quanti controlli sono stati effettuati negli ultimi anni sulle attività di somministrazione organizzate in ville, giardini e abitazioni private?
Quanti verbali sono stati elevati? Quante situazioni irregolari sono state accertate? Quale seguito hanno avuto gli esposti presentati negli anni?
E soprattutto, perché gli operatori regolari continuano a denunciare le medesime situazioni?
Gabriella Cucchiara si è stancata di lottare, ma non demorde. La sua denuncia merita risposte, non il solito silenzio.
Perché quando le regole vengono applicate soltanto a una parte degli operatori, il problema non riguarda più esclusivamente la concorrenza sleale. Riguarda la credibilità delle istituzioni e la fiducia dei cittadini nella legalità.
E ad Agrigento, ancora una volta, la domanda è sempre la stessa.
Chi dovrebbe controllare, cosa sta facendo?
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Fonte: Report Sicilia
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