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Agrigento – Via Acrone, domani le indagini geologiche: decine di famiglie rischiano lo sgombero. Nel 2021 avevamo già denunciato il pericolo

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Agrigento – Via Acrone, domani le indagini geologiche: decine di famiglie rischiano lo sgombero. Nel 2021 avevamo già denunciato il pericolo. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

Cosa sta succedendo

⏱️Tempo di lettura: 6 min

Giovedì 5 novembre partiranno le verifiche geognostiche nell’area interessata dal dissesto. Sotto osservazione anche gli edifici e i sottopassaggi. Dopo cinque anni dalle nostre segnalazioni, si cerca di capire cosa stia accadendo nel sottosuolo.

AGRIGENTO – Il rischio adesso non riguarda soltanto una strada o una scalinata chiusa al transito. Potrebbe coinvolgere decine di famiglie che abitano nella zona di via Acrone e della scalinata Damareta. Se le indagini geologiche dovessero evidenziare problemi di stabilità degli immobili, potrebbero rendersi necessari provvedimenti di sgombero per tutelare l’incolumità pubblica.

È quanto emerge dalle notizie pubblicate oggi da AgrigentoNotizie, che annuncia per domani, giovedì 5 novembre, l’avvio delle indagini geognostiche nell’area interessata dai cedimenti.

Un gruppo di geologi e tecnici specializzati dovrà verificare le condizioni del sottosuolo, individuare le possibili cause degli smottamenti e accertare l’eventuale presenza di cavità o altri fenomeni capaci di compromettere la stabilità del terreno.

Domani i sondaggi elettrici verticali: si cercano le cause dei cedimenti

Le verifiche saranno effettuate attraverso i cosiddetti sondaggi elettrici verticali (SEV), una tecnica geofisica non invasiva che permette di studiare le caratteristiche del sottosuolo misurando la resistenza del terreno al passaggio di impulsi elettrici.

L’obiettivo è ricostruire la stratigrafia dell’area e individuare eventuali anomalie, cavità o condizioni che potrebbero aver contribuito ai cedimenti.

Gli accertamenti interesseranno anche l’area dei sottopassaggi, dove sono presenti vistose lesioni murarie.

La situazione è particolarmente delicata perché il fenomeno non riguarda soltanto la viabilità, ma un contesto urbano densamente edificato.

La scalinata che collega piazza Stazione a via Esseneto è stata chiusa al transito il 20 ottobre scorso dai responsabili della Protezione Civile comunale.

Adesso bisognerà attendere i risultati delle verifiche per comprendere se il pericolo sia circoscritto alle infrastrutture pubbliche oppure coinvolga anche gli edifici circostanti.

Decine di famiglie attendono risposte. Lo sgombero è un’eventualità concreta

L’aspetto più preoccupante riguarda proprio le abitazioni.

Secondo quanto riportato da AgrigentoNotizie, i proprietari degli immobili della zona attendono l’esito delle indagini per conoscere le reali condizioni di sicurezza delle proprie case.

Qualora emergessero problemi statici, potrebbero essere disposti sgomberi per ragioni di pubblica incolumità.

Non significa che gli edifici siano già stati dichiarati pericolanti, ma che le verifiche dovranno stabilire se esistano condizioni tali da richiedere provvedimenti precauzionali.

Una prospettiva che non può essere sottovalutata.

Perché dietro ogni eventuale ordinanza di sgombero ci sono famiglie, abitazioni, sacrifici economici e persone che rischiano di dover lasciare la propria casa.

E proprio per questo occorrono tempi certi, informazioni trasparenti e un piano di intervento che non si limiti alla gestione dell’emergenza.

Il 25 novembre 2021 avevo già denunciato il dissesto. Via Acrone era nell’elenco

C’è però una circostanza che ritengo doveroso ricordare.

Il 25 novembre 2021, esattamente cinque anni fa, avevo indirizzato all’allora sindaco Francesco Miccichè, agli uffici tecnici comunali e alla Protezione Civile una segnalazione sulla situazione idrogeologica del territorio agrigentino.

Nella mia comunicazione, presentata nella qualità di vicepresidente del CODACONS provinciale, avevo indicato espressamente diversi fenomeni di smottamento già verificatisi in città.

Tra le zone segnalate figurava anche via Acrone.

Avevo chiesto uno studio idrogeologico complessivo, verifiche nelle aree maggiormente esposte e interventi di messa in sicurezza.

Non si trattava di una generica denuncia politica, ma di una richiesta precisa rivolta agli organi competenti.

Oggi, dopo quasi cinque anni, apprendiamo che proprio in quella zona si rende necessario effettuare approfondite indagini geologiche per comprendere le condizioni del sottosuolo.

Non possiamo affermare, senza una relazione tecnica, che il fenomeno attuale abbia le stesse cause dei cedimenti precedentemente segnalati.

Ma possiamo certamente affermare che la fragilità idrogeologica dell’area era stata denunciata e che il Comune di Agrigento era stato formalmente richiamato alla necessità di approfondire il problema.

E allora la domanda diventa inevitabile: quali verifiche furono effettuate dopo quella segnalazione? Quali provvedimenti vennero adottati? Esistevano studi o progetti di consolidamento?

Sono domande alle quali gli uffici comunali dovrebbero rispondere pubblicamente.

Sodano aveva parlato di sette anni senza interventi. Ma oggi è lui a dover dare risposte

Nei giorni scorsi, proprio sul luogo del cedimento, il sindaco Michele Sodano, intervistato dal giornalista Giorgio Ruta per la Rai regionale, aveva riconosciuto che Agrigento è un territorio ad alto rischio idrogeologico.

Aveva anche sostenuto che negli ultimi sette anni non sarebbe stato fatto nulla, richiamando la necessità di ottenere risorse dalla Regione Siciliana.

Una dichiarazione che rende ancora più urgente ricostruire quanto accaduto negli anni precedenti.

Ma oggi Michele Sodano è il sindaco di Agrigento.

E se è vero che le responsabilità del passato devono essere accertate, è altrettanto vero che l’attuale amministrazione ha il dovere di affrontare concretamente la situazione.

Non basta chiedere aiuto a Palermo.

Bisogna conoscere lo stato delle indagini, rendere pubblici gli esiti tecnici, individuare gli interventi necessari e predisporre le misure di tutela per i residenti.

Soprattutto, occorre capire se esistano altre zone della città nelle quali fenomeni analoghi potrebbero manifestarsi.

Non possiamo aspettare che un’altra strada sprofondi

Via Acrone non rappresenta un episodio isolato nella storia urbanistica di Agrigento.

Da decenni la città convive con smottamenti, cedimenti e criticità che interessano strade, piazze e infrastrutture pubbliche.

La questione, dunque, non può essere affrontata esclusivamente attraverso interventi successivi ai crolli.

Serve una ricognizione complessiva delle aree a rischio, partendo dalle segnalazioni già presentate e dagli studi eventualmente disponibili.

E serve soprattutto una programmazione economica capace di trasformare le indagini in interventi concreti.

Perché individuare le cause di un cedimento è indispensabile, ma non è sufficiente se poi non si interviene per eliminarne o ridurne le conseguenze.

La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto

Domani inizieranno le indagini.

Ci auguriamo che i risultati possano escludere pericoli per le abitazioni e consentire di individuare rapidamente le soluzioni necessarie al consolidamento dell’area.

Ma se dovessero emergere condizioni di rischio, la tutela delle persone dovrà avere la precedenza su qualsiasi altra considerazione.

Da parte mia continuerò a seguire questa vicenda, come faccio da anni, chiedendo atti, verifiche e risposte.

Perché nel 2021 avevo già segnalato il problema. Oggi non mi interessa rivendicare di aver avuto ragione: mi interessa sapere perché, a distanza di cinque anni, siamo ancora qui a parlare di cedimenti, indagini e possibili sgomberi.

E soprattutto mi interessa che nessuna famiglia debba pagare il prezzo di eventuali omissioni, ritardi o sottovalutazioni.

Il Comune non può dire di non essere stato avvertito.

Adesso è il momento di dimostrare, con gli atti e con gli interventi, che la sicurezza degli agrigentini rappresenta davvero una priorità.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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