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Solidarietà agli abitanti di Maddalusa: l’acqua non deve essere una condanna

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Solidarietà agli abitanti di Maddalusa: l’acqua non deve essere una condanna. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Ci sono momenti in cui il rispetto della legge rischia di perdere il senso stesso della giustizia. Quello che sta accadendo a Maddalusa è uno di questi.

Da oltre venti giorni quasi duemila cittadini vivono senza acqua. Venti giorni. Un tempo infinito quando si parla del bene più essenziale che esista. E dopo il vertice in Prefettura, la risposta delle istituzioni è stata una sola: nessuna soluzione. Nessun passo avanti. L’acqua continuerà a non arrivare. Brutta storia questa.

Il nostro giornale è, senza esitazione, al fianco degli abitanti di Maddalusa. Non perché difendiamo l’abusivismo. Non perché riteniamo che le leggi possano essere ignorate. Ma perché nessuna norma può trasformarsi in una punizione collettiva che colpisce indistintamente famiglie, anziani, bambini, persone fragili. Nessuna.

L’acqua non è un privilegio. È un diritto essenziale, riconosciuto come tale a livello internazionale. Toglierla significa mettere a rischio la salute pubblica, l’igiene, la dignità delle persone. Significa creare un’emergenza sanitaria che nessuna interpretazione burocratica potrà mai giustificare.

La domanda che la politica continua a evitare è tanto semplice quanto scomoda: davvero gli immobili abusivi di Agrigento si trovano soltanto a Maddalusa? Davvero non esistono altre centinaia di costruzioni irregolari disseminate nel territorio? Se la risposta è no, allora perché la mano dello Stato si abbatte con tanta durezza soltanto su questo quartiere?

È questa la parità di trattamento che si vuole rivendicare? È questa l’idea di giustizia che si vuole consegnare ai cittadini?

E poi c’è un altro tema che non può più essere considerato un tabù: la perimetrazione del Parco Archeologico. È giusto proteggerlo. È un patrimonio dell’umanità e nessuno lo mette in discussione. Ma è altrettanto giusto chiedersi se i suoi confini, così come sono stati disegnati, abbiano davvero una logica o se, al contrario, siano diventati un vincolo sproporzionato che oggi produce effetti devastanti sulla vita delle persone.

Ridiscutere quei confini non significa attaccare il Parco. Significa avere il coraggio di correggere scelte che il tempo ha dimostrato essere discutibili. Le istituzioni non dovrebbero avere paura di rivedere decisioni che generano ingiustizie.

La legalità è un pilastro della convivenza civile. Ma la legalità senza equilibrio, senza proporzionalità e senza umanità rischia di trasformarsi in un esercizio di potere anziché in uno strumento di giustizia.

Maddalusa non chiede privilegi. Chiede acqua. Chiede rispetto. Chiede di non essere lasciata sola. E noi non la lasceremo sola.

Continueremo a raccontare questa vicenda, a dare voce ai cittadini, a porre domande che qualcuno preferirebbe non sentire. Perché il silenzio, davanti a un rubinetto che resta chiuso per settimane, sarebbe la forma più grave di complicità.

L’acqua non può diventare un’arma. E uno Stato che vuole essere autorevole deve dimostrare di saper coniugare il rigore delle regole con il rispetto della dignità umana. Se perde questo equilibrio, non vince la legalità. Perdono tutti.

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Fonte: Sicilia24h

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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