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Il tenente colonnello Vincenzo La Carrubba: storia di Gaetano Augello

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Vincenzo La Carrubba nacque a Canicattì il 27 giugno 1907 da Alfonso e Grazia Li Calzi. Dopo aver conseguito, nel 1925, la licenza di maturità scientifica nel Regio Liceo Scientifico di Caltanissetta, decise di arruolarsi nella Regia Aeronautica di cui, a partire dal 1926, frequentò l’Accademia nella Reggia della città di Caserta. Il 1° ottobre 1928 fu nominato sottotenente pilota. Due anni dopo, il 24 luglio 1930, fu promosso tenente ed ebbe l’incarico di insegnante di “Istruzione teorica militare” e istruttore degli allievi piloti della “Caccia”.

Da capitano – fu nominato il 15 settembre 1935 – partecipò alla guerra di Spagna con il “Quinto Stormo d’Assalto” e, per l’eroismo dimostrato in aspri combattimenti, ottenne la Medaglia d’Argento al Valor Militare “per aver contribuito con audacia e perizia all’abbattimento di dieci aerei nemici”. Dal Generalissimo Franco ottenne, altresì, una Croce di Guerra.

Rientrato dalla Spagna, La Carrubba frequentò la Scuola di Guerra Aerea e, per le sue benemerenze, il 27 marzo del 1939 fu promosso maggiore. Assai lusinghieri i giudizi espressi dal comandante del 16° Gruppo C. T. ten col. A. Tessari nel rapporto informativo sul capitano La Carrubba: “Ufficiale colto, intelligente, dotato di una buona preparazione militare. Attivo, energico, zelante, preciso… Ha comandato la Squadriglia con molta passione. Affezionato al proprio personale, lo ha sempre amato e guidato con affettuosa energia, prevenendone le necessità, curandone il benessere, la disciplina e in modo particolare l’istruzione, ottenendo dal reparto il massimo rendimento. Il Capitano La Carrubba ha svolto presso l’Aviazione Legionaria una intensa attività aerea portando sempre, in ogni azione, entusiasmo ed abnegazione”.

Durante il secondo conflitto mondiale fu assegnato all’aeroporto di Bengasi dove rimase fino al 1942 a presidio dei territori italiani d’Oltremare. Partecipò, a partire dall’ 11 giugno 1940, alle operazioni militari nei cieli della Marmarica, della Cirenaica, della Libia e della Jugoslavia ottenendo la “Croce al merito dell’ordine dell’Aquila Tedesca con spade”. Con Regio Decreto del 21 aprile 1940 fu nominato Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia,

Il 26 giugno del l941, a soli 34 anni, fu promosso tenente colonnello e nominato Capo di Stato Maggiore della “Caccia” della Sicilia Occidentale, con sede a Comiso e, successivamente, nei primi di luglio del 1943, nell’aeroporto di Palermo.

Nell’estate del 1943, poco prima dello sbarco degli alleati in Sicilia, Vincenzo La Carrubba fu a Canicattì per una breve visita ai suoi cari, che sarebbe stata l’ultima. Rientrò nella base militare di Palermo e, il 22 luglio, durante una operazione di guerra, si inabissò col suo caccia nel Canale di Sicilia. Il 22, 23 e 24 agosto del 1953 il ten. col. La Carrubba fu decorato per ben tre volte della Croce al Merito di Guerra.

Nella mattinata di mercoledì 9 maggio del 1973, con una solenne cerimonia, al tenente colonnello La Carrubba fu intitolato il plesso scolastico realizzato in via Enrico Toti su 1900 mq di terreno espropriato alla Montecatini Edison di Milano e consegnato al Comune di Canicattì nel mese di dicembre del 1970. Alla cerimonia parteciparono il capitano pilota Francesco Geraci, comandante della Sezione autonoma di volo di Palermo, il sindaco di Canicattì professor Giuseppe Guarneri, il dottor Nicolò Lombardo, vice provveditore agli Studi di Agrigento, il preside del Liceo Classico “Foscolo” professor Carmelo La Carrubba, fratello dell’eroe scomparso, il direttore del Circolo “Rapisardi” dottor Alfonso Gentile, i presidi di tutte le scuole della Città e numerosi rappresentanti delle associazioni combattentistiche. Dopo l’esecuzione dell’inno nazionale, fu scoperto il busto bronzeo del ten. col. La Carrubba realizzato dallo scultore Carmelo Mendola. Un plotone di 15 avieri comandati dal sottotenente Lombardo presentava le armi.

Il sindaco Guarneri, nel dichiararsi orgoglioso di partecipare ad una cerimonia così significativa, affermava che “si potrà e dovrà spiegare agli scolari che la Patria è grande e libera perché così l’hanno voluta coloro che come il ten. col. La Carrubba seppero offrirsi in olocausto per una Causa più grande di loro, più grande di tutti e di tutto: il destino del Popolo Italiano”.

Seguiva la celebrazione della messa officiata dall’arciprete di Canicattì monsignor Vincenzo Restivo che, tra l’altro ebbe a dire: “Nel portare il saluto di sua eccellenza il vescovo, sentirei di mancare al mio dovere se non mettessi in rilievo che se aprire una scuola è aprire una palestra dello spirito, intitolare una scuola ad un Eroe è indicare agli alunni un modello da imitare. Vincenzo La Carrubba è vissuto in Cielo, ha operato in Cielo ed è morto in Cielo”.

Concludeva il preside Carmelo La Carrubba: “Adusato al senso di responsabilità e di dovere, Vincenzo non si è sottratto, come avrebbe potuto, al suo crudele destino, dato che poche ore prima della occupazione della Città era in Canicattì. Questa cerimonia ha riaperto la piaga ancora viva del nostro dolore, ma ci ha inorgoglito al tempo stesso perché questo è il luogo più congeniale al suo carattere: un luogo ove si plasma la personalità degli adolescenti è stato intitolato a Lui che ha plasmato e formato con l’esempio la personalità di tanti aviatori”.

Negli stessi anni al tenente colonnello La Carrubba Canicattì intitolava una importante strada di collegamento tra il largo Aosta e la nuova circonvallazione interna. GAETANO AUGELLO

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