Agrigento, acqua dispersa dal serbatoio di Monserrato: Chi la paga? Siciliacque e AICA facciano chiarezza. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Il video girato oggi mostra un flusso continuo che fuoriesce dall’area dell’impianto e attraversa la carreggiata. Mentre migliaia di cittadini subiscono turni estenuanti, bisogna accertare immediatamente origine, quantità e costo dell’acqua perduta
Un flusso d’acqua apparentemente consistente fuoriesce da un’apertura posta nel muro perimetrale dell’area del serbatoio situato nel quartiere Monserrato, nel territorio comunale di Agrigento, e finisce sulla strada, percorrendone un lungo tratto.
È quanto documenta il video ricevuto oggi, 2 settembre 2026, da Report Sicilia. Le immagini, della durata di quasi cinquanta secondi, mostrano chiaramente l’acqua scorrere sulla carreggiata.
Dal solo filmato non è possibile stabilire da quanto tempo duri la fuoriuscita, quale sia la sua portata, se si tratti di acqua potabile proveniente dal serbatoio, di una perdita della rete o di uno scarico tecnico. Proprio per questo sono necessari un sopralluogo immediato e una spiegazione pubblica da parte dei soggetti competenti.
In una città nella quale interi quartieri attendono l’erogazione per giorni e, in alcuni casi, per settimane, una situazione del genere non può passare inosservata.
Ogni metro cubo d’acqua immesso nel sistema ha un costo: bisogna captarlo, potabilizzarlo, trasportarlo, accumularlo e distribuirlo. Se l’acqua visibile nel video è già transitata attraverso un contatore ed è stata contabilizzata, qualcuno dovrà pagarla anche se, anziché raggiungere le abitazioni, si disperde lungo la strada.
Il serbatoio si trova nel quartiere Monserrato di Agrigento
È necessario evitare equivoci: l’impianto ripreso nel video non è l’omonimo serbatoio ricadente nel territorio di Porto Empedocle e storicamente collegato al sistema Voltano.
Quello documentato da Report Sicilia è il serbatoio situato all’interno del quartiere Monserrato di Agrigento. Per questa ragione le competenze e le responsabilità devono essere chiarite da AICA, da Siciliacque, dall’ATI idrica e dal Comune di Agrigento.
Occorre sapere innanzitutto chi sia oggi il proprietario dell’impianto, chi ne abbia la gestione materiale, quale soggetto debba garantirne la manutenzione e da quale linea provenga l’acqua che lo alimenta.
Le domande a Siciliacque
Siciliacque gestisce a livello regionale il servizio di captazione, potabilizzazione e adduzione sovrambito, trasportando l’acqua sino ai punti di consegna destinati ai gestori locali. La società è partecipata per il 75 per cento da Idrosicilia, controllata da Italgas, e per il restante 25 per cento dalla Regione Siciliana, come indicato sul suo sito istituzionale.
Report Sicilia chiede pubblicamente a Siciliacque di chiarire:
- se l’acqua che alimenta il serbatoio del quartiere Monserrato provenga direttamente o indirettamente dagli impianti e dalle condotte gestiti dalla società;
- in quale punto venga effettuata la misurazione dei volumi consegnati;
- se l’acqua che si vede scorrere sulla carreggiata sia già stata contabilizzata e fatturata;
- quale soggetto debba sostenere il costo della risorsa eventualmente dispersa;
- se Siciliacque fosse già a conoscenza della fuoriuscita;
- quali quantitativi siano stati consegnati, nelle ultime settimane, alla linea che alimenta il serbatoio;
- se dai dati disponibili risultino consumi o portate anomale.
Non si tratta di domande formali. Servono a capire se l’acqua ripresa nel video venga dispersa prima o dopo il punto di consegna e, dunque, su quale soggetto ricadano la responsabilità tecnica e il costo economico.
AICA dica chi gestisce e controlla l’impianto
Le medesime risposte devono arrivare da AICA, gestore del Servizio idrico integrato nei Comuni agrigentini.
AICA deve chiarire:
- se il serbatoio rientri tra gli impianti direttamente gestiti dall’azienda;
- chi effettui le manovre e i controlli periodici;
- quando sia stato compiuto l’ultimo sopralluogo;
- se la fuoriuscita fosse già stata segnalata;
- se si tratti di una perdita, di un troppo pieno, di uno scarico tecnico o di un guasto;
- quale sia la quantità d’acqua presumibilmente dispersa;
- quando verrà eliminato il problema;
- chi pagherà l’acqua eventualmente già contabilizzata.
Anche il Comune di Agrigento, socio di AICA e amministrazione territorialmente competente, deve attivarsi. Il sindaco e l’assessore competente non possono limitarsi ad attendere una comunicazione del gestore: devono chiedere un accertamento urgente e riferire pubblicamente ai cittadini.
Chi paga l’acqua che si perde?
La domanda è tutt’altro che secondaria. Tra AICA e Siciliacque esiste un pesantissimo contenzioso economico.
Nel novembre 2025 Siciliacque dichiarava di vantare nei confronti di AICA un credito superiore a 22 milioni di euro, oltre agli interessi, per l’acqua fornita. Nel maggio 2026 la società ha comunicato una riduzione delle forniture, collegando i volumi consegnati agli 800 mila euro mensili versati da AICA. La vicenda è stata ricostruita dalla Tgr Rai Sicilia.
Se ogni quantità consegnata viene misurata e deve essere pagata, è indispensabile sapere se il flusso ripreso nel video si trovi a monte o a valle del punto di contabilizzazione.
Se la fuoriuscita è successiva al contatore, il suo costo potrebbe ricadere su AICA e, indirettamente, sull’intera collettività. Se invece avviene prima della consegna, bisogna capire chi ne sopporti l’onere. Sono questioni che possono essere chiarite soltanto attraverso i dati dei misuratori, gli schemi aggiornati della rete e un sopralluogo tecnico.
Non basta chiudere una valvola: servono dati e responsabilità
Report Sicilia chiede un sopralluogo urgente e la pubblicazione di informazioni precise:
- natura e causa della fuoriuscita;
- data presunta di inizio del fenomeno;
- portata stimata in litri al secondo;
- quantità complessiva eventualmente dispersa;
- provenienza dell’acqua;
- posizione del contatore rispetto al punto della fuoriuscita;
- soggetto proprietario e gestore del serbatoio;
- soggetto al quale vengono fatturati i volumi;
- tempi previsti per la soluzione del problema.
Non basta intervenire dopo la pubblicazione del video e fare scomparire l’acqua dalla strada. Bisogna spiegare che cosa sia accaduto, da quanto tempo si stia verificando e quanto possa essere costato.
Mentre alle famiglie viene chiesto di risparmiare ogni goccia e migliaia di cittadini sono costretti ad attendere turni sempre più lunghi, vedere acqua scorrere inutilmente sulla carreggiata rappresenta uno schiaffo per chi apre i rubinetti e li trova asciutti.
Siciliacque, AICA, ATI e Comune di Agrigento rispondano con urgenza: che acqua è quella ripresa nel video, perché viene dispersa, da quanto tempo accade e, soprattutto, chi la sta pagando?
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

