Agrigento – Addaura, Punta Valdesi Club: esposto alla Finanza e documenti alla mano. Zero attività sportive nel RASD, ora si verifichi il rispetto della concessione. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

PALERMO – Non c’è più soltanto una mail anonima. Insieme alla segnalazione arrivata alla redazione di Report Sicilia ci sono documenti che consentono di fissare alcuni punti oggettivi e, soprattutto, di formulare domande precise agli enti competenti.
La vicenda riguarda il Punta Valdesi Club S.S.D. a r.l., all’Addaura di Palermo, e l’utilizzazione di un’area del demanio marittimo.
Il cittadino che ha scritto alla nostra redazione afferma di avere già trasmesso un esposto alla Guardia di Finanza – Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, prospettando numerose presunte irregolarità.
Quelle contenute nell’esposto rimangono, naturalmente, contestazioni da verificare e non violazioni accertate.
Ma adesso abbiamo esaminato anche parte della documentazione che accompagna la segnalazione.
E alcuni dati meritano approfondimento.
Il documento RASD: Punta Valdesi risulta iscritta, ma le attività sportive organizzate sono zero
Partiamo da un elemento che deve essere corretto rispetto alla formulazione contenuta nella segnalazione ricevuta.
La documentazione del Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RASD) prodotta alla nostra redazione identifica effettivamente la società con la denominazione PUNTA VALDESI CLUB S.S.D. A.R.L., indica quale legale rappresentante Carlo Salamone, il Comune di Palermo e riporta espressamente, alla voce «Organismi sportivi attivi», CNS Libertas.
Dunque, sulla base di questo documento, Report Sicilia non può sostenere che l’affiliazione a CNS Libertas sia falsa.
C’è però un altro dato, altrettanto evidente.
Nel documento vengono indicate come discipline attive ginnastica finalizzata alla salute e al fitness, Ginnastica per Tutti, Trampolino Elastico, Nuoto in acque libere (Fondo), Nuoto, Surf e Tavole a Vela.
E subito dopo compaiono i numeri.
Attività sportive organizzate nell’ultimo periodo riportato dal registro: 0.
Attività didattiche organizzate: 1.
Partecipazioni alle attività didattiche: 70.
Attività formative organizzate: 0.
Tesserati attivi: 31.
È questo, documenti alla mano, uno dei punti che merita chiarimenti.
Se tra le discipline dichiarate figurano nuoto, nuoto in acque libere, surf e tavole a vela, come si concilia il dato di zero attività sportive organizzate con l’utilizzazione concretamente effettuata della struttura e, soprattutto, con il titolo demaniale?
Non siamo noi a dover dare la risposta.
Ma qualcuno dovrà darla.
C’è anche l’atto demaniale
Il secondo documento è ancora più interessante.
Si tratta dell’«Atto d’obbligo di accettazione delle condizioni e prescrizioni della concessione», allegato al D.R.S. n. 853 del 5 agosto 2022.
Il documento identifica come concessionario proprio Punta Valdesi Club S.S.D. a r.l., con sede a Palermo, allora rappresentata da Daniela Miceli, e richiama la C.D.M. n. 27/2016.
Nell’atto viene indicata l’occupazione, fino al 31 dicembre 2023, di 276 metri quadrati di suolo demaniale, destinati all’installazione di una passerella in legno attigua all’area demaniale già oggetto della concessione C.D.M. n. 27/2016.
Un dato importante anche per correggere un’altra affermazione della mail: dall’atto che abbiamo ricevuto non possiamo certificare che i circa 2.000 metri quadrati indicati dal segnalante costituiscano integralmente la superficie di questa specifica concessione. Il documento del 2022 parla espressamente di 276 mq aggiuntivi e richiama la precedente concessione.
Servirebbe quindi acquisire integralmente anche la C.D.M. 27/2016 per stabilire esattamente estensione, destinazione e condizioni originarie.
La clausola sull’accesso è chiarissima
Ma è soprattutto una prescrizione contenuta nell’atto a meritare attenzione.
Tra gli obblighi imposti al concessionario viene stabilito che non possa creare intralci agli usi e alla pubblica circolazione nelle aree destinate a tali finalità e che debba lasciare libero l’accesso all’area demaniale concessa al personale delle amministrazioni pubbliche competenti.
La documentazione disciplina inoltre puntualmente l’utilizzazione dell’area e vieta al concessionario di eccedere i limiti assegnati, modificare arbitrariamente l’uso o cedere ad altri, in tutto o in parte, quanto forma oggetto dell’atto.
Questo significa che la questione dell’accessibilità e dell’effettivo utilizzo del demanio può essere verificata non attraverso opinioni, ma confrontando stato dei luoghi, concessione originaria, successivi atti e prescrizioni amministrative.
Le autorizzazioni per gli scarichi
C’è un altro passaggio dell’atto che assume particolare importanza alla luce dell’esposto.
Tra le condizioni speciali viene previsto che il concessionario non possa mettere in esercizio impianti e manufatti prima di avere ottenuto, ove necessario, anche l’autorizzazione agli scarichi, insieme alle altre autorizzazioni previste.
Il segnalante sostiene che le docce della struttura scaricherebbero direttamente verso il mare attraverso la scogliera.
Report Sicilia non è in grado di certificare che questo avvenga.
Ma proprio perché esiste una contestazione precisa e l’atto concessorio richiama espressamente la necessità delle autorizzazioni agli scarichi, la verifica appare estremamente semplice:
esiste l’autorizzazione? Dove vengono convogliate le acque delle docce?
Un sopralluogo e l’esibizione della documentazione amministrativa possono chiudere la questione.
L’inadempimento può portare alla decadenza
L’atto contiene poi una disposizione che rende tutt’altro che secondario il rispetto delle prescrizioni.
Viene infatti previsto che ogni inadempimento totale o parziale anche a una sola delle prescrizioni e condizioni inserite nell’atto costituisca presupposto per l’instaurazione della procedura di decadenza dalla concessione, ai sensi dell’articolo 47 del Codice della Navigazione.
Questo non significa, naturalmente, che Punta Valdesi sia decaduta dalla concessione.
Significa qualcosa di molto diverso e molto preciso: se vengono contestati degli inadempimenti, l’Amministrazione competente deve verificare se esistano oppure no.
Ed è esattamente quello che chiediamo.
La società oggi risulta rappresentata da Carlo Salamone
Anche sotto il profilo societario i documenti consentono di fissare almeno un punto.
Nel RASD il legale rappresentante indicato è Carlo Salamone.
Nell’atto d’obbligo relativo alla concessione del 2022, invece, Punta Valdesi Club risulta rappresentata da Daniela Miceli.
La variazione della rappresentanza societaria, di per sé, non dimostra alcuna irregolarità.
Anche su questo aspetto, pertanto, evitiamo conclusioni che i documenti attualmente in nostro possesso non consentono di formulare.
Se il segnalante sostiene che vi sia stata una cessione o trasformazione rilevante ai fini dell’articolo 46 del Codice della Navigazione, sarà necessario verificare gli atti societari e quelli dell’Amministrazione demaniale.
Il documento CNS Libertas
Tra gli allegati ricevuti figura anche una schermata relativa ai Centri Centro Nazionale Sportivo Libertas APS Sicilia, nella quale sono visibili alcune associazioni.
Nella porzione di elenco prodotta alla nostra redazione Punta Valdesi Club non compare.
Ma anche qui è necessario essere rigorosi: la mancata presenza nella singola schermata allegata non consente da sola di affermare che Punta Valdesi non sia affiliata a Libertas, soprattutto perché il documento RASD, invece, indica espressamente CNS Libertas tra gli «organismi sportivi attivi».
Questa apparente difformità è quindi semplicemente un altro elemento da chiarire.
I numeri economici denunciati dal cittadino restano da verificare
La segnalazione sostiene inoltre che sarebbero oltre 200 le persone che verserebbero circa 100 euro al mese per dodici mesi per usufruire della struttura, mentre il RASD riporta 31 tesserati attivi.
Attenzione, però: 31 tesserati sportivi non significa necessariamente 31 frequentatori complessivi della struttura, né la differenza dimostra automaticamente evasione fiscale.
Il mittente effettua calcoli che porterebbero a ricavi nell’ordine di 240 mila euro annui e ipotizza un’evasione molto consistente.
Sono numeri che Report Sicilia non può assumere come accertati.
Se sono stati inseriti nell’esposto alla Guardia di Finanza, sarà il Nucleo PEF – qualora ne ravvisi i presupposti – a confrontare tesseramenti, contabilità, corrispettivi, dichiarazioni fiscali e flussi finanziari.
Anche gli aiuti Covid sono una contestazione, non un fatto accertato
Lo stesso vale per la presunta indebita percezione di circa 17.500 euro di contributi Covid indicata nella mail.
La documentazione RASD che abbiamo esaminato dimostra che Punta Valdesi Club compare nel registro come società sportiva e indica CNS Libertas quale organismo sportivo attivo.
Pertanto non è possibile sostenere, sulla base di questi allegati, che eventuali contributi siano stati indebitamente percepiti perché la società non avrebbe avuto qualifica sportiva.
Occorrerebbe conoscere il singolo contributo, il bando, i requisiti richiesti, la domanda presentata e le dichiarazioni rese.
Anche questo, se inserito nell’esposto, è materia di accertamento e non una responsabilità già dimostrata.
E poi c’è la domanda politica su La Vardera
Il cittadino che ci ha scritto dedica una parte rilevante della propria segnalazione all’onorevole Ismaele La Vardera.
La tesi del mittente è che La Vardera, protagonista di numerose battaglie pubbliche su demanio, lidi, abusivismo e tutela del mare, conoscerebbe gli ambienti ai quali sarebbero vicine alcune delle persone legate al Punta Valdesi Club e non avrebbe mai sollevato pubblicamente il caso.
La segnalazione fa riferimento anche alla comune appartenenza alla comunità evangelica.
Su questo Report Sicilia mantiene una distinzione netta.
L’appartenenza religiosa non costituisce prova di alcunché e non può diventare un elemento accusatorio.
Allo stesso modo, i documenti che abbiamo ricevuto non dimostrano che La Vardera fosse a conoscenza delle presunte irregolarità denunciate dal cittadino.
Ma oggi esiste una questione pubblica sulla quale il deputato può certamente esprimersi.
La domanda, allora, è questa:
onorevole La Vardera, conosce Punta Valdesi Club e i suoi gestori? Conosce la situazione della concessione demaniale dell’Addaura? E alla luce di questi documenti – in particolare del dato RASD che riporta zero attività sportive organizzate – ritiene opportuno chiedere agli uffici regionali di verificare il pieno rispetto delle condizioni della concessione?
Non serve insinuare altro.
Basta una risposta.
Otto «violazioni»? Per adesso no: otto contestazioni da verificare
La mail ricevuta parla di «otto violazioni di legge».
Dopo avere esaminato gli allegati, Report Sicilia preferisce utilizzare un’altra espressione: otto profili denunciati dal segnalante e da sottoporre a verifica.
Alcune affermazioni contenute nella mail, infatti, non possono essere confermate dai documenti ricevuti; una, quella relativa alla presunta falsa affiliazione sportiva, trova anzi un elemento di segno diverso nel RASD, che indica CNS Libertas come organismo sportivo attivo.
Altri elementi, invece, sono oggettivamente presenti nei documenti.
Punta Valdesi Club risulta nel RASD.
Il legale rappresentante indicato è Carlo Salamone.
Sono dichiarate discipline che comprendono nuoto, surf e tavole a vela.
Le attività sportive organizzate riportate sono zero.
I tesserati attivi risultano 31.
Esiste inoltre un atto demaniale che individua Punta Valdesi Club quale concessionario e stabilisce una lunga serie di condizioni e prescrizioni, comprese quelle riguardanti autorizzazioni, utilizzo dell’area e possibili conseguenze degli inadempimenti.
Questi sono fatti documentali.
Il resto deve essere accertato.
Report Sicilia chiederà risposte agli uffici competenti
Ed è proprio questo il punto.
Non abbiamo interesse a trasformare un esposto anonimo in una sentenza giornalistica.
Abbiamo invece interesse a capire come viene utilizzato un bene demaniale pubblico e se vengono rispettate tutte le condizioni poste dall’Amministrazione regionale.
Per questo le domande sono semplici.
Qual è oggi il titolo concessorio vigente di Punta Valdesi Club?
Qual è l’esatta superficie demaniale concessa?
Per quale finalità?
La concessione C.D.M. n. 27/2016 è ancora vigente e quali prescrizioni contiene?
L’attività concretamente esercitata corrisponde alla destinazione autorizzata?
Perché il RASD riporta zero attività sportive organizzate?
Esistono tutte le autorizzazioni relative agli eventuali scarichi?
È garantita la fruibilità e l’accessibilità al mare nei termini previsti dalla normativa e dagli atti amministrativi applicabili?
Sono verifiche che non richiedono processi mediatici.
Richiedono documenti, sopralluoghi e risposte.
Report Sicilia mette naturalmente a disposizione lo stesso spazio del giornale al Punta Valdesi Club, a Carlo Salamone, a Daniela Miceli, all’onorevole Ismaele La Vardera e a chiunque sia direttamente chiamato in causa per fornire documenti, precisazioni o smentite.
Perché quando si parla di demanio pubblico la regola dovrebbe essere una sola: nessuna accusa senza prova, ma neppure nessuna domanda senza risposta.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

