Agrigento – Agricoltura siciliana al collasso, Salute e Territorio e Movimento Spontaneo Agricoltori del Belice in piazza a Palermo: “No all’assistenzialismo, chiediamo dignità lavorativa”. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Da tempo chiedono un’inversione di rotta nelle politiche istituzionali a sostegno dell’agricoltura siciliana, alle prese con una crisi strutturale ed economica senza precedenti, come testimoniano le proteste diffuse, i blocchi stradali da parte dei trattori e il rischio concreto, in tutta l’isola, di abbandono dei campi a causa di costi di produzione insostenibili.
L’ultima manifestazione di dissenso da parte della categoria si è tenuta a Palermo, dove gli esponenti di Salute e Territorio e del Movimento Spontaneo degli Agricoltori del Belice si sono incatenati in piazza Indipendenza, nello spazio antistante Palazzo d’Orléans, sede della Regione Siciliana.

“Non vogliamo alcun contributo – precisano Santo Bono e Giovanni Palma del Movimento Salute e Territorio – bensì il riconoscimento di quella dignità lavorativa che ci è stata sottratta da anni di immobilismo e indifferenza da parte di istituzioni pubbliche che, invece, dovrebbero avere a cuore le sorti del comparto”.
“L’attuale crisi – precisa Giovanni Palma, agronomo e produttore di fertilizzanti di Monreale, in provincia di Palermo – è determinata dall’ingresso, nei Paesi dell’UE, di prodotti agricoli quali grano, frutta, pollame e carni, cereali, olio e ortaggi, provenienti da nazioni che fanno uso di pesticidi e non rispettano le regole fito-sanitarie: Brasile, India e Nord Africa, per citarne solo alcuni”.
“Chiediamo, pertanto – afferma Gaspare La Marca, agronomo e imprenditore agricolo di Santa Margherita Belice, esponente del Movimento Spontaneo Agricoltori del Belice – una rivisitazione dei contratti internazionali che regolano l’entrata dei prodotti nell’Unione Europea, a tutela delle nostre produzioni, congiuntamente a politiche di valorizzazione concreta dell’agricoltura siciliana”.
“La crisi – affermano – non è risolvibile attraverso i contributi erogati dall’assessorato regionale all’Agricoltura: l’approccio assistenziale è sbagliato e non affronta il cuore del problema”.
In una situazione già compromessa come quella in atto, il fenomeno del caro carburante, ha rappresentato certamente “la morte del malato agonizzante”, come sottolineano i tre esponenti del comparto agricolo.
Ma i problemi sono fortemente datati, come si evince dalle storiche battaglie che i due movimenti hanno portato avanti nel tempo.
“Senza accoglimento, però – sottolineano – perché la politica si è rivelata del tutto inadeguata ad affrontare le criticità: noi andremo avanti fino a quando avremo le forze per farlo”.
“Mentre le famiglie faticano ad arrivare alla terza settimana e le aziende agricole sono allo stremo, schiacciate da prodotti sottopagati ai produttori, prezzi insostenibili per i consumatori e rincari record di gasolio e bollette —concludono – la politica siciliana ha altre priorità certamente non legate alle emergenze dell’agricoltura”.
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Fonte: Report Sicilia
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