Agrigento – AICA, 5,4 milioni di euro e rapporti bancari bloccati. Spunta una determina da oltre 47 mila euro per difendersi dal creditore di Voltano. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Dopo l’esclusiva di Report Sicilia e il comunicato con cui AICA conferma il blocco dei rapporti bancari operativi, emerge un documento che ricostruisce le origini della controversia. Una richiesta di pagamento da 5.396.081,08 euro, un precedente precetto del 2018 contro Voltano e un incarico legale affidato all’avvocato Girolamo Rubino. Il 22 ottobre è fissata l’udienza davanti al giudice. Intanto l’azienda deve garantire il servizio idrico a 33 Comuni.
Dal pignoramento alla paralisi bancaria, la vicenda si aggrava
AGRIGENTO, 15 ottobre 2026. Prima la notizia esclusiva di Report Sicilia sul pignoramento di un conto corrente di AICA, poi la conferma telefonica della presidente Danila Nobile e infine il comunicato ufficiale dell’azienda che descrive una situazione ancora più grave.
I rapporti bancari destinati all’operatività aziendale risultano bloccati oppure non utilizzabili nell’ambito di una procedura esecutiva legata a una richiesta di circa 5,4 milioni di euro.
I vincoli presso terzi, secondo quanto comunicato da AICA, arriverebbero fino a 7,5 milioni di euro.
Una situazione che rischia di mettere in seria difficoltà l’attività quotidiana del gestore idrico pubblico.
Eppure soltanto due giorni prima, durante l’Assemblea dei Sindaci del 13 ottobre, si discuteva del bilancio 2025 chiuso con un utile di appena 51.351 euro.
Un risultato che alcuni avevano accolto positivamente e che l’assessore del Comune di Agrigento Giuseppe Riccobene aveva invitato a valutare senza trionfalismi.
Adesso la situazione assume contorni ancora più preoccupanti.
Perché non siamo più soltanto davanti a un problema di bilancio.
Siamo davanti a una crisi dell’operatività bancaria che la stessa AICA definisce di eccezionale gravità.
La determina che ricostruisce la controversia con il creditore di Voltano B_determina
Report Sicilia ha esaminato una determina del direttore generale di AICA, ingegnere Francesco Fiorino, relativa all’affidamento di un incarico legale per opporsi all’atto di precetto notificato dalla signora Carmela Greco.
Il documento contiene alcuni elementi che meritano particolare attenzione.
Il primo riguarda il passaggio delle utenze da Voltano S.p.A. ad AICA.
Nella determina si legge che il 1° ottobre 2025 è avvenuto il trasferimento in concessione gratuita delle utenze afferenti al Servizio Idrico Integrato precedentemente gestite da Voltano.
Il secondo elemento riguarda la richiesta economica.
Con una comunicazione trasmessa il 14 settembre 2026, l’avvocato Maurizio Cassaro ha richiesto ad AICA, nell’interesse della propria assistita Carmela Greco, il pagamento di 5.396.081,08 euro per un credito che la stessa vantava nei confronti di Voltano S.p.A.
Il terzo elemento è ancora più interessante.
La determina richiama un atto di precetto del 27 settembre 2018, notificato il 2 ottobre dello stesso anno, con il quale Voltano era stata intimata a pagare 2.426.508,67 euro in favore della Randazzo Sutera Società Consortile S.r.l., oggi rappresentata, secondo il documento, dalla signora Carmela Greco.
Dunque la controversia economica richiamata nell’atto ha radici precedenti all’ingresso di AICA nella gestione delle utenze.
Ed è proprio questo uno dei punti centrali della vicenda.
Dal precetto del 2018 alla richiesta di oltre 5 milioni del 2026
Il confronto tra gli importi riportati nella determina pone un interrogativo.
Nel 2018 il precetto richiamato riguardava 2.426.508,67 euro.
Nel settembre 2026 la richiesta avanzata nei confronti di AICA ammonta invece a 5.396.081,08 euro.
La differenza supera i 2,9 milioni di euro.
Come si è arrivati a questa cifra?
Quale parte dell’importo deriva dal capitale originario?
Quanto incidono interessi, rivalutazioni, spese o altre componenti?
E soprattutto, su quali basi giuridiche viene chiesto ad AICA di rispondere di una passività originariamente riferita a Voltano?
La determina non contiene il dettaglio necessario per ricostruire tutte le componenti della somma richiesta.
È quindi indispensabile conoscere il titolo esecutivo e gli atti successivi.
Non sarebbe corretto considerare automaticamente quel debito come una passività di AICA.
Ed è proprio questo il punto sul quale si fonda la contestazione dell’azienda.
Il trasferimento delle utenze comporta anche quello dei debiti?
La presidente Danila Nobile, raggiunta telefonicamente da Report Sicilia, aveva già chiarito la posizione dell’azienda.
AICA sostiene di avere acquisito la gestione delle reti idriche senza subentrare nei crediti e nei debiti di Voltano.
Il successivo comunicato aziendale ha aggiunto un elemento giuridico importante.
Secondo la ricostruzione diffusa da AICA, la creditrice sostiene che il gestore pubblico sia subentrato nella passività in applicazione dell’articolo 153, comma 2, del decreto legislativo 152 del 2006.
AICA respinge questa interpretazione.
La questione, dunque, non riguarda semplicemente l’esistenza del credito originario, ma la possibilità di farlo valere nei confronti di un soggetto giuridico diverso.
Una controversia che richiede l’esame della normativa, degli atti di trasferimento, della natura del rapporto originario e del titolo sul quale si fonda la pretesa.
Sarà il giudice a stabilire se sussistano i presupposti per coinvolgere AICA.
Ma intanto gli effetti della procedura esecutiva si stanno facendo sentire.
AICA affida la difesa all’avvocato Girolamo Rubino per oltre 47 mila euro
La determina esaminata da Report Sicilia contiene anche un altro dato.
Per affrontare il contenzioso, AICA ha affidato l’incarico di patrocinio all’avvocato Girolamo Rubino, del Foro di Palermo.
L’importo previsto è di 47.315,64 euro, oltre IVA di legge.
La somma è così articolata.
L’onorario ammonta a 39.561,57 euro.
Le spese generali, calcolate al 15 per cento, sono pari a 5.934,24 euro.
Il contributo previdenziale del 4 per cento ammonta a 1.819,83 euro.
L’affidamento è stato disposto ai sensi dell’articolo 56, comma 1, lettera h, del decreto legislativo 36 del 2023, nell’ambito della disciplina dei servizi legali esclusi.
La determina prevede l’imputazione della spesa sul capitolo relativo alla consulenza legale e notarile del bilancio 2026.
È bene precisare che si tratta dell’importo dell’incarico affidato e non della prova di una somma già liquidata al professionista.
Un costo che, comunque, rappresenta un ulteriore impegno economico per l’azienda.
E che solleva una considerazione inevitabile.
AICA si trova a sostenere spese legali per difendersi da una richiesta di pagamento che ritiene riferita a un debito di un’altra società.
Se le ragioni dell’azienda dovessero trovare accoglimento, resterebbe da valutare anche il tema delle conseguenze economiche subite.
Il 22 ottobre l’udienza, ma nel frattempo chi garantisce l’operatività?
AICA ha comunicato di avere contestato il precetto e la procedura esecutiva, chiedendone anche la sospensione.
L’udienza è fissata per il 22 ottobre 2026.
Nel frattempo, però, l’azienda deve continuare a gestire il servizio idrico in 33 Comuni.
Deve assicurare gli interventi sulle reti.
Deve garantire il pagamento delle obbligazioni correnti.
Deve mantenere i rapporti con i fornitori.
E deve fronteggiare le emergenze quotidiane di un territorio nel quale la distribuzione dell’acqua presenta ancora criticità gravissime.
Una precisazione è necessaria.
Gli stipendi al personale AICA sono già stati pagati.
Il blocco dei rapporti bancari operativi non deve quindi essere confuso con un mancato pagamento delle retribuzioni.
Rimane tuttavia da comprendere quali conseguenze concrete la situazione stia producendo sulla liquidità aziendale e sulla possibilità di effettuare gli altri pagamenti.
AICA ha dichiarato di avere avviato tutte le iniziative giuridiche e operative ritenute praticabili per tutelare la continuità del servizio.
Ha inoltre annunciato l’intenzione di chiedere il risarcimento dei danni subiti, qualora ne ricorrano i presupposti.
Il bilancio in utile e una crisi che nessuno può ignorare
Il collegamento con quanto accaduto nell’Assemblea dei Sindaci del 13 ottobre è inevitabile.
Mentre si discuteva del risultato positivo dell’esercizio 2025, Riccobene aveva sollevato interrogativi sulla reale situazione finanziaria dell’azienda.
Aveva richiamato i debiti verso i fornitori, i crediti da riscuotere, gli interessi di mora contabilizzati e i tempi di pagamento.
Il sindaco di Grotte Alfonso Provvidenza aveva difeso il risultato contabile e contestato duramente l’impostazione dell’intervento dell’assessore agrigentino.
Oggi, però, emerge un fatto che dovrebbe interessare tutti i sindaci soci.
Il risultato economico positivo di un esercizio non garantisce automaticamente la disponibilità delle risorse necessarie per far funzionare un’azienda.
Naturalmente il pignoramento contestato non dimostra che il bilancio sia scorretto.
E non prova neppure che AICA debba rispondere del debito originariamente riferito a Voltano.
Ma dimostra quanto possa essere fragile l’operatività di un gestore pubblico quando una controversia giudiziaria arriva a incidere sui suoi rapporti bancari.
Le domande che Report Sicilia rivolge alla governance di AICA
Adesso servono risposte precise.
Per quale ragione il passaggio delle utenze da Voltano ad AICA non è stato accompagnato, secondo la ricostruzione aziendale, da una separazione patrimoniale sufficiente a impedire questa controversia?
Quali documenti disciplinano esattamente il trasferimento del 1° ottobre 2025?
Come si è passati dal precetto del 2018 di circa 2,4 milioni alla richiesta del 2026 di circa 5,4 milioni?
Quali somme sono effettivamente vincolate dalla procedura esecutiva?
Quali rapporti bancari sono interessati e quali strumenti di pagamento rimangono utilizzabili?
L’Assemblea dei Sindaci era stata informata della portata della controversia?
E soprattutto, quali misure straordinarie sono state adottate per evitare che il blocco dell’operatività bancaria comprometta il servizio idrico?
Sono domande che non rappresentano un’accusa.
Rappresentano il dovere di informazione nei confronti dei cittadini che finanziano il servizio attraverso le bollette.
La difesa dell’acqua pubblica passa anche dalla trasparenza
Report Sicilia ha raccontato in esclusiva il pignoramento e ha raccolto la conferma direttamente dalla presidente Danila Nobile.
Oggi il comunicato ufficiale dell’azienda e la determina relativa all’incarico legale consentono di approfondire ulteriormente una vicenda che potrebbe avere conseguenze importanti.
Il documento conferma l’esistenza di una richiesta da 5.396.081,08 euro, il richiamo a un precedente precetto del 2018 contro Voltano e la decisione di AICA di affidare la difesa a un legale esterno.
Il comunicato aziendale conferma invece che i rapporti bancari operativi sono bloccati o comunque non utilizzabili e che la controversia sarà esaminata in udienza il 22 ottobre.
Due elementi distinti che, letti insieme, restituiscono il quadro di una situazione estremamente delicata.
Non sappiamo ancora quale sarà la decisione del giudice.
Non sappiamo se la pretesa avanzata nei confronti di AICA sarà riconosciuta fondata.
Ma sappiamo che un’azienda pubblica chiamata a garantire un servizio essenziale si trova ad affrontare una procedura esecutiva di enorme rilevanza economica.
E mentre i sindaci discutevano di un utile di 51 mila euro, sulla gestione dell’acqua pubblica pesava una richiesta di oltre 5 milioni e una procedura con vincoli indicati fino a 7,5 milioni.
Non è il momento dei trionfalismi.
È il momento della trasparenza, delle responsabilità e delle risposte.
Perché i cittadini della provincia di Agrigento non possono permettersi che alle difficoltà della distribuzione idrica si aggiunga anche la paralisi finanziaria del gestore pubblico.
Il 22 ottobre parlerà il giudice. Nel frattempo AICA deve continuare a garantire l’acqua ai cittadini. E i sindaci soci devono pretendere di conoscere fino in fondo ciò che sta accadendo.
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Fonte: Report Sicilia
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