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Agrigento – AICA, il conto minaccia anche i Comuni: Ecco il peso teorico degli 11,5 milioni sulle comunità agrigentine

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Agrigento – AICA, il conto minaccia anche i Comuni: Ecco il peso teorico degli 11,5 milioni sulle comunità agrigentine. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.

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Agrigento rappresenta circa 1,77 milioni di euro, Sciacca 1,20 milioni, Licata e Canicattì oltre un milione ciascuna. Il prospetto sulle quote dei 33 Comuni mostra la dimensione del problema. La presidente Danila Nobile e i sindaci devono spiegare come sarà finanziato il pagamento e quali conseguenze potrà avere sulle casse pubbliche.

Il conto di AICA non riguarda soltanto l’azienda idrica. Riguarda le comunità che ne sono proprietarie, i loro bilanci e le risorse pubbliche che devono garantire servizi ai cittadini.

L’ordinanza del Tribunale di Palermo del 18 settembre 2026 ingiunge ad AICA di pagare a Siciliacque 11.501.441,94 euro di capitale, oltre interessi e spese giudiziali, dichiarando il provvedimento provvisoriamente esecutivo.

Una nuova battuta d’arresto che impone alla presidente Danila Nobile di rendere conto delle soluzioni individuate. Ma impone anche ai sindaci soci di spiegare quali rischi possano raggiungere i rispettivi Comuni.

Da dove arriveranno le risorse? Saranno sufficienti quelle aziendali? Verranno richiesti contributi ai soci? Quali effetti avrà il pagamento sulla capacità di garantire il servizio idrico?

Sono queste le domande alle quali servono risposte documentate.

Il capitale complessivo è di 19.564,40 euro

Le quote nominali dei 33 Comuni pubblicate da AICA sommano a 19.564,40 euro. È questo il totale utilizzato per calcolare le percentuali del prospetto: le partecipazioni coprono il 100%, senza alcun residuo.

Per Agrigento, la quota nominale di 3.008,40 euro corrisponde al 15,3769%, ossia circa il 15,38% del totale.

Precisiamo quindi che la precedente ricostruzione basata su 20.000 euro era errata: vengono corretti il denominatore, tutte le percentuali e i relativi importi.

Quanto rappresenta il capitale ingiunto per ciascun Comune

Il calcolo è semplice: quota nominale del Comune divisa per 19.564,40 euro, moltiplicata per 11.501.441,94 euro.

La tabella mostra il peso proporzionale del capitale ingiunto. Non rappresenta somme già richieste ai Comuni né un riparto deliberato. Interessi e spese sono esclusi.

Comune Percentuale sul totale Peso teorico sul capitale
Agrigento 15,3769% € 1.768.566,27
Sciacca 10,4782% € 1.205.145,88
Licata 9,4774% € 1.090.039,75
Canicattì 9,2638% € 1.065.466,53
Favara 8,4541% € 972.346,97
Palma di Montechiaro 5,7543% € 661.830,84
Ribera 4,8190% € 554.249,53
Porto Empedocle 4,2864% € 492.992,84
Raffadali 3,3336% € 383.412,75
Ravanusa 2,9329% € 337.323,27
Campobello di Licata 2,5219% € 290.058,04
Aragona 2,4432% € 281.004,75
Racalmuto 2,0844% € 239.735,85
San Giovanni Gemini 2,0803% € 239.265,55
Casteltermini 2,0476% € 235.503,14
Naro 1,9495% € 224.215,92
Sambuca di Sicilia 1,5058% € 173.188,28
Grotte 1,4485% € 166.604,07
Realmonte 1,1776% € 135.446,64
Siculiana 1,1357% € 130.626,06
Cattolica Eraclea 0,9272% € 106.640,71
Caltabellotta 0,9088% € 104.524,36
San Biagio Platani 0,8147% € 93.707,44
Montevago 0,7555% € 86.888,08
Castrofilippo 0,7299% € 83.948,70
Montallegro 0,6553% € 75.365,71
Santa Elisabetta 0,6011% € 69.134,22
Lucca Sicula 0,4662% € 53.614,29
Villafranca Sicula 0,3660% € 42.091,92
Calamonaci 0,3353% € 38.564,67
Sant’Angelo Muxaro 0,3251% € 37.388,92
Joppolo Giancaxio 0,3036% € 34.919,84
Comitini 0,2402% € 27.630,17
Totale, prima degli arrotondamenti 100% € 11.501.441,94

Percentuali e importi sono calcolati sulle quote nominali, senza utilizzare le percentuali già arrotondate. La somma degli importi delle singole righe supera il capitale di due centesimi per effetto degli arrotondamenti.

Il rischio per le casse comunali è il punto centrale

Occorre essere precisi: il debitore destinatario dell’ordinanza è AICA. Il provvedimento non ingiunge ai singoli Comuni di versare gli importi della tabella.

Inoltre, un debito già contabilizzato non diventa automaticamente una nuova perdita quando viene disposto il pagamento. Il problema immediato è la disponibilità delle risorse necessarie a soddisfare il creditore.

Ma se la situazione aziendale richiedesse contributi dei soci o interventi per coprire perdite, il problema potrebbe raggiungere i bilanci comunali. Lo statuto disciplina la copertura delle perdite e attribuisce all’Assemblea la determinazione delle modalità di versamento di eventuali contributi.

Il prospetto mostra quanto sarebbe rilevante, per ciascuna comunità, un intervento proporzionale alle quote su un importo di questa dimensione. Qualunque richiesta effettiva dovrà invece essere verificata attraverso gli atti che ne stabiliscono presupposti, ammontare e criteri.

Per Agrigento si parla, nella simulazione, di quasi 1,77 milioni di euro. Per Sciacca di oltre 1,20 milioni. Licata e Canicattì superano ciascuna il milione.

Risorse di questa consistenza, qualora richieste ai Comuni, imporrebbero scelte di copertura nei bilanci e potrebbero ridurre gli spazi disponibili per altri servizi.

Agli utenti non possono arrivare soltanto i sacrifici

È qui che si misura il danno che una gestione inefficiente può produrre sulle comunità: nelle difficoltà del servizio, nei costi aggiuntivi e nel rischio di dover destinare altre risorse pubbliche all’azienda.

Non sarebbe corretto attribuire a Danila Nobile l’origine di tutti i debiti pregressi. È però doveroso giudicare l’attuale presidenza sulla capacità di affrontarli, contenere i costi e garantire risultati.

Per Report Sicilia, questa nuova battuta d’arresto rende ancora più severo il giudizio sulla gestione. Le rassicurazioni diventano favole quando non sono accompagnate da un piano verificabile, risorse disponibili e scadenze rispettate.

La presidente Nobile renda pubblico come sarà finanziato il pagamento, quale liquidità sia disponibile e se siano previsti interventi dei soci. Chiarisca inoltre gli effetti degli interessi e delle spese, che si aggiungono al capitale rappresentato nella tabella.

I sindaci devono controllare e informare

I sindaci rappresentano i Comuni nell’Assemblea di AICA. Non possono limitarsi a protestare per i disservizi e poi considerare i conti aziendali una questione lontana dai propri bilanci.

Devono chiedere un quadro completo: debiti, liquidità, contenziosi, eventuali perdite da coprire e risorse necessarie per mantenere il servizio. Devono informare i Consigli comunali e i cittadini delle decisioni assunte.

AICA appartiene alle comunità. Prima che siano chiamate a sostenere nuovi sacrifici, quelle comunità hanno diritto di conoscere i conti e di vedere risultati.

Fonti: Ordinanza del Tribunale Ordinario di Palermo, Sezione specializzata in materia di imprese, R.G. 2540/2026, del 18 settembre 2026; elenco delle quote nominali pubblicato da AICA nella pagina “Cariche sociali e organismi”; Statuto AICA, articolo 45. Elaborazione proporzionale sul totale di 19.564,40 euro.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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